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Microbiotica intestinale, dieta ed esercizio fisico: un’interazione a tre
Giada Piazzini

L’attività e la composizione del microbiota intestinale sono influenzate a loro volta da diversi fattori: uno di questi è la genetica del soggetto, un fattore che non è possibile controllare, mentre un altro attore significativo è caratterizzato dalla dieta, aspetto su cui possiamo facilmente intervenire

Il microbiota intestinale è un argomento su cui la ricerca scientifica si è concentrata particolarmente negli ultimi anni, ma prima di approfondire le modalità di interazione con dieta ed esercizio fisico, capiamo meglio di cosa si tratta.

Il microbiota intestinale è l’insieme di tutte le cellule microbiche che colonizzano l’intestino ed è una componente integrante dell’organismo umano, tant’è che proprio per il suo importante contributo ai processi fisiologici di quest’ultimo, è considerato un vero e proprio organo metabolicamente attivo.
Esso svolge diverse funzioni essenziali per l’uomo: promuove lo sviluppo dell’intestino e del sistema immunitario, fornisce protezione contro gli agenti patogeni, regola la motilità intestinale e, inoltre, è in grado di produrre vitamine e di modulare l’effetto degli alimenti introdotti da un individuo, sull’individuo stesso.
L’attività e la composizione del microbiota intestinale sono influenzate a loro volta da diversi fattori: uno di questi è la genetica del soggetto, un fattore che non è possibile controllare, mentre un altro attore significativo è caratterizzato dalla dieta, aspetto su cui possiamo facilmente intervenire.

Inoltre, recenti studi hanno osservato come anche l’esercizio fisico e l’attività sportiva siano in grado di influenzare il microbiota intestinale aumentandone la diversità microbica e promuovendo la produzione di metaboliti in grado di esercitare il proprio effetto sulla performance sportiva, intervenendo ad esempio sulla funzione muscolare. Possiamo quindi affermare con certezza che l’alimentazione, sia in maniera diretta che indiretta, ossia tramite l’influenza che esercita sul microbiota intestinale, può fornire un contributo importante nell’ottimizzare lo stato nutrizionale dello sportivo e la sua performance.

Andando più nello specifico, si è visto come l’esercizio fisico regolare promuova il mantenimento di un adeguato flusso sanguigno intestinale e la riduzione dell’infiammazione locale. Tuttavia, anche il recupero post esercizio (che avviene in parte anche attraverso la dieta) deve essere appropriato per poter godere di tali benefici, sia quando parliamo di semplice attività fisica sia quando parliamo di attività sportiva a livelli più importanti. Infatti, è stato riscontrato come le problematiche gastrointestinali siano molto comuni negli atleti, in particolare tra coloro che praticano sport di resistenza, con il 30-50% degli atleti stessi che riportano di averle sperimentate. Per questo motivo, spesso vengono adottate strategie dietetiche volte alla riduzione del consumo di alimenti che provocano sintomi gastrointestinali, senza tenere in considerazione che si tratta di componenti dietetiche essenziali per il benessere del microbiota e, di conseguenza, dell’intestino stesso e di tutto
l’organismo.

Inoltre, tra gli atleti è frequente individuare abitudini alimentari caratterizzate da un elevato o eccessivo apporto proteico. Quest’ultimo condiziona la produzione di sostanze, da parte dei microrganismi intestinali, che possono impattare negativamente sulla performance atletica e sulla salute dell’individuo in generale. Dunque, le comuni strategie alimentari adottate tra gli atleti come un elevato apporto proteico e di zuccheri semplici, un basso intake di fibra e l’evitamento di alcuni alimenti specifici, sembrano avere un impatto negativo sul microbiota, predisponendo l’atleta ad un maggiore stress intestinale e ad un peggioramento della performance. Al contrario, un’appropriata assunzione di fibra alimentare, un’adeguata rotazione settimanale delle fonti proteiche e un corretto intake alimentare di grassi omega-3 hanno messo in evidenza risultati promettenti sull’ottimizzazione della salute dell’atleta e del suo microbiota intestinale, con potenziale effetto benefico sulla performance.

Attualmente la strada da percorrere per arrivare a modificare il microbiota in maniera mirata attraverso l’integrazione è ancora lunga. Possiamo però affermare che un’alimentazione equilibrata e studiata sulle esigenze del singolo individuo e sull’attività sportiva svolta è fondamentale per garantire il completo benessere dell’intestino, un buono stato di salute generale e l’ottimizzazione della performance sportiva: elementi il cui equilibrio, come abbiamo visto, è necessario non solo fine a se stesso ma anche e soprattutto per le influenze che essi svolgono gli uni sugli altri.

Giada Piazzini*