“L’amore è cura: la speranza ha bisogno di cuori e mani”
A Casa Amoris Laetitia, che accoglie bambini con disabilità gravissime o in fine vita, l’umanità supera ogni difficoltà incarnando perfettamente il significato più profondo del Natale
Bergamo. Casa Amoris Laetitia incarna perfettamente il significato più profondo del Natale. Questa residenza sanitaria, unica nel suo genere, accoglie bambini con disabilità gravissime o in fine vita, accompagnando le famiglie nel vivere queste situazioni così complicate e dolorose.
Situata a Bergamo in via Conventino, 9, costituisce uno dei fiori all’occhiello di Fondazione Angelo Custode, che realizza e gestisce strutture di accoglienza e consultoriali volte a sostenere persone famiglie bisognose, che versano in condizioni di disagio sociale, morale e fisico. Nata nel 2018, nel suo nome – “Amoris Laetitia” – esprime la “gioia del volersi bene”, riprendendo il titolo dell’esortazione apostolica di Papa Francesco dopo i due sinodi dedicati alla famiglia contemporanea.
Rappresenta una realtà extra-ospedaliera in risposta ai bisogni di minori con patologie pediatriche, anche complesse e croniche e con disabilità, organizzato secondo il modello integrato medico-clinico – riabilitativo – sociale e che comprende più tipologie di interventi. Per i minori, offre servizio residenziale, sollievo, diurnato, domiciliare e nel prossimo futuro svilupperà ulteriormente la dimensione ambulatoriale, mentre per le famiglie ascolto, accoglienza e formazione/addestramento.
Contando su un’equipe di medici, specialisti, infermieri e operatori socio-sanitari che hanno una notevole professionalità e possono contare su apparecchiature all’avanguardia, assicura assistenza di altissimo livello. Ma non si limita a questo standard d’eccellenza dal punto di vista sanitario: considerando gli specifici bisogni di ogni bambino, cerca di valorizzarne le potenzialità facendo in modo di favorirne l’autonomia e migliorare la qualità della sua vita.
Per riuscirci, ai piccoli ospiti vengono proposte attività in grado di stimolarli, accrescendo la consapevolezza dei loro sensi e la percezione dell’ambiente circostante. Possono vivere, così, esperienze estremamente importanti, che consentono di superare le barriere delle fragilità raggiungendo, pian piano, piccoli grandi risultati, traguardi straordinari che inizialmente sembravano impensabili.
Oltre alla capacità professionale, a contraddistinguere l’operato di questi professionisti è una grandissima sensibilità. Ogni giorno seguono i bimbi con tanto amore: se ne prendono cura con dedizione prestando attenzione a ogni esigenza.
A supportare gli operatori e le famiglie c’è un nutrito gruppo di volontari, che stanno accanto ai bambini con generosità e affetto, diventando loro compagni di giochi, zii e nonni.
Maria Luisa Galli, responsabile Casa Amoris Laetitia, afferma: “La Casa nasce da un sogno, dal desiderio di realizzare non solo una struttura socio-sanitaria ma un ambiente di cura quotidiano dove operatori e famiglie costruiscono il progetto di vita e di cura del bambino”.
“Accogliere un bambino in prognosi infausta – prosegue Maria Luisa Galli – genera un’attenzione particolare da parte di tutta la squadra che si prodiga per diventare famiglia allargata. Oltre all’aspetto professionale, che viene curato e ogni giorno messo in campo da medici, infermieri, operatori socio-sanitari, educatori, fisioterapisti e tutta l’equipe dell’età evolutiva, c’è quello dell’umanità, perché si diviene compagni di viaggio”.
“Lavorare qui – evidenzia Aurora, un’infermiera – è ciò che desideravo fare della mia professione. La parte che preferisco è la relazione con i bambini e le famiglie, stando accanto ai bimbi con le loro particolarità. Li conosciamo tutti e ognuno ha un posto nel nostro cuore. Ogni giorno ci sono tantissime emozioni in gioco: quando entro in Casa, chiudo ciò che sta al di fuori, nella mia vita, accendo una canzoncina e faccio un sorriso ai piccoli e ai loro famigliari. Svolgendo questa attività diamo tanto, ma quello che riceviamo a livello umano è ancora di più”.
Sergio, un volontario, spiega: “Nella mia vita ho avuto la gioia di diventare nonno. Oltre a esserlo per i miei nipoti, svolgo questo ruolo anche qui. Fare volontariato in Casa Amoris Laetitia è un’esperienza unica: questi bambini con la loro carica di affetto ci danno moltissimo a livello umano ed è un piacere essere d’aiuto per qualsiasi necessità. Ogni momento è arricchente, dalle piccole cose come reperire il fieno per l’asinello di Santa Lucia o sostituire le batterie di un giocattolo al supporto delle attività quotidiane stando assieme, giocando o accompagnandoli in ospedale quando ve n’è la necessità. Mi adopero volentieri perché la speranza ha bisogno di cuori e mani”.
Proprio alla speranza è dedicato il giubileo 2025, che inizia martedì 24 dicembre alle 19 con l’apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro da parte di Papa Francesco, che a seguire presiederà la celebrazione della messa nella notte di Natale. Nell’arco dell’anno, quindi, verrà posto lo sguardo su questa virtù, racchiusa nel cuore di ogni persona, come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé. Nella consapevolezza che l’esistenza è fatta di gioie, dolori e prove, l’esortazione è quella di non scoraggiarsi e tenere duro nelle difficoltà.
Karina, mamma di Sofia, una bimba assistita a Casa Amoris Laetitia, racconta: “Quando i medici dell’ospedale in cui ero andata assieme alla mia piccola mi hanno detto che avrebbe avuto bisogno di una struttura speciale non sapevo a chi rivolgermi e come andare avanti. Qui ho trovato il posto giusto per le sue necessità, un luogo che per noi è sacro, caldo e accogliente, come una famiglia”.
In questa Casa, animata da tanto amore, l’umanità supera ogni difficoltà a dimostrazione di quanto l’unione fra le persone, il senso di comunità e la condivisione possano fare la differenza.
Lo spirito del Natale è proprio questo e vive nei gesti di sensibilità che possiamo compiere nella nostra quotidianità.


