Logo

Temi del giorno:

Un anno di tribunale: dalle condanne per gli omicidi di Stefania Rota e Angelo Bonomelli ai processi per maltrattamenti

Confermate le condanne per i delitti di Anselmo Campa, Marwen Tajari e Walter Monguzzi, dimezzata la pena per Sandra Fratus. Assolti gli addetti della squadra antincendio per la morte di Elena Casetto nel rogo della Psichiatria

Bergamo. Dall’omicidio dell’imprenditore Angelo Bonomelli, a quello di Stefania Rota. E poi Paolo Corna e Sajid Ahmad. Nel 2023 gli autori di questi reati efferati sono stati tutti condannati. Ci sono stati anche diversi ricorsi in Appello e in Cassazione per le sentenze emesse nei confronti di Sandra Fratus, che accoltellò il suo convivente Ernest Emperor Mohamed; Hamadi El Makkaoui, che uccise l’imprenditore Anselmo Campa; Alessandro Patelli, autore dell’omicidio di Marwen Tajari; Vittorio Belotti, che speronò in auto il motociclista Walter Monguzzi. Confermata in Cassazione l’assoluzione di Surinder Pal, accusato dell’omicidio del professor Cosimo Errico.

E poi tanti processi che rientrano nel codice rosso: maltrattamenti di mogli, genitori e conviventi, stalking, violenza fisica e psicologica.

Diverse le assoluzione per svariati reati, compresa quella del 22enne M.F. che, in piena crisi psicotica, accoltellò il padre e un amico ferendo entrambi gravemente: incapace di intendere e volere, è ricoverato nella Rems di Castiglione delle Stiviere. Assolti anche i due addetti della squadra antincendio a processo per la morte della 19enne Elena Casetto, deceduta nell’agosto 2019 tra le fiamme nel suo letto del reparto di Psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni, nel rogo da lei stessa appiccato. Assolti il presidente, il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza della Sab, a processo per la morte del 14enne Luigi Zanoletti, rimasto schiacciato tra due bus alla stazione di Gazzaniga nel settembre 2018. Assolti tutti e sette gli imputati, tra i quali Nicola Radici, figlio dell’imprenditore Miro, per il crack della compagnia aerea Miniliner.

C’è poi l’assoluzione di Pierino Cataldi, imprenditore di Treviglio accusato di aver dato fuoco alla sua pizzeria La Jungla per riscuotere i soldi dell’assicurazione. Stessa sentenza per i 4 imputati che lavoravano al Comune di Brembate; non ci sono prove del fatto che due bandi per i posti in biblioteca fossero stati costruiti su misura per consentire la vittoria a una volontaria che aveva una relazione con l’allora responsabile del settore Affari generali. Assolta la ginecologa dell’ospedale di Ponte San Pietro accusata di omicidio colposo per la morte di una bimba, deceduta solo mezz’ora dopo la nascita. Assolto l’ex sindacalista Carmelo Ilardo, accusato di diffamazione nei confronti di Pino Rauti perché aveva condiviso sul suo profilo Facebook un volantino dell’Anpi contro l’intitolazione del circolo di Fratelli d’Italia di Treviglio al fondatore di Ordine Nuovo. Assolto Alberto Candellero, candidato sindaco del comune di Azzano San Paolo, accusato di aver diffamato l’ex comandante della polizia locale Silvia Palladini in seguito a continui controlli e sanzioni durante la campagna elettorale.

L’omicidio di Stefania Rota e la condanna del cugino Ivano Perico

Quindici anni e 8 mesi. È la condanna pronunciata l’11 luglio dalla presidente della Corte d’Assise di Bergamo Patrizia Ingrascì per Ivano Perico, il 62enne che l’11 febbraio 2023 uccise, colpendola con un batticarne, la cugina Stefania Rota, sua coetanea. Il cadavere della donna venne ritrovato solamente il 21 aprile, quando i vigili del fuoco e la polizia locale forzarono la porta della sua abitazione di via XI Febbraio, a Mapello, allertati da alcuni conoscenti preoccupati per la sua prolungata assenza.

Omicidio di Stefania Rota, il cugino Ivano Perico condannato a 15 anni e 8 mesi

L’omicidio di Angelo Bonomelli e la condanna di Matteo e Rodolfo Gherardi, Jasmine Gervasoni e Omar Poretti

Ventisei anni a Matteo Gherardi e Omar Poretti, 15 anni a Luigi Rodolfo Gherardi e a Jasmine Gervasoni. La sentenza per i quattro responsabili della morte dell’imprenditore 80enne Angelo Bonomelli, narcotizzato, rapinato e abbandonato in auto, è stata pronunciata il 23 luglio. La Corte d’Assise del tribunale di Bergamo ha quindi accolto la tesi della Procura, ed ha condannato i quattro per omicidio volontario con dolo eventuale e rapina, entrambi pluriaggravati, Poretti anche per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il pm Chiara Monzio Compagnoni aveva chiesto condanne per 105 anni.

Omicidio Bonomelli, tutti condannati: pene totali per 82 anni

L’omicidio di Gianbattista Corna e la condanna del padre Paolo

È stato condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione Paolo Corna, 77 anni, il padre che il 3 settembre 2023 uccise a coltellate il figlio Giambattista, 54 anni. La Corte d’assise del tribunale di Bergamo, il 7 ottobre, ha ritenuto le attenuanti generiche più la provocazione, prevalenti rispetto all’ aggravante del legame di parentela. L’omicidio era avvenuto in un contesto familiare difficile, esasperato dalla presenza di Titta nell’abitazione di via Castelrotto a Bottanuco.

Uccise il figlio a coltellate, Paolo Corna condannato a 9 anni e 4 mesi

Uccise il suo coinquilino, condannato a 16 anni

È stato condannato in abbreviato a 16 anni di reclusione Khadim Hussain, pakistano di 30 anni, accusato dell’omicidio di Sajid Ahmad, 29 anni, suo connazionale e coinquilino. La vittima è stata trovata morta nell’appartamento al civico 2 di via Pradone, a Covo, il 20 dicembre 2023, da uno dei suoi 4 conviventi. Ahmad era in salotto, sul pavimento, in un lago di sangue coagulato. Sul suo corpo diverse ferite da arma bianca, due quelle letali: una alla clavicola e l’altra all’altezza del cuore.

Covo, condannato a 16 anni per l’omicidio del suo coinquilino

Dimezzata in Appello la condanna di Sandra Fratus

Pena dimezzata in appello per Sandra Fratus, la 51enne che il 26 novembre 2022 uccise con una coltellata al cuore il suo convivente, il nigeriano Ernest Emperor Mohamed, di 31 anni. Il 14 giugno 2023 la Corte d’Assise di Bergamo aveva condannato la donna a 21 anni, mentre la Corte d’appello di Brescia venerdì 19 gennaio l’ha condannata a 11 anni. Né in primo né in secondo grado è stata riconosciuta la legittima difesa, ma il tribunale bresciano ha tenuto conto delle condizioni di fragilità in cui viveva la donna, maltrattata dall’uomo che aveva accolto in casa cinque anni prima di quel fatidico giorno in cui, esasperata, ha impugnato l’arma e l’ha colpito a morte.

Omicidio di Morengo, la Corte d’appello dimezza la pena per Sandra Fratus: da 21 a 11 anni

Confermata la condanna a 23 anni per El Makkaoui

Confermati in appello i 23 anni di reclusione per Hamadi El Makkaoiu, il 25enne marocchino che il 19 aprile 2022 uccise a martellate l’imprenditore di Grumello del Monte Anselmo Campa, 56 anni, padre della sua ex fidanzata. I suoi difensori avevano chiesto di far cadere l’aggravante dei futili motivi e che le attenuanti venissero considerate equivalenti, ma il tribunale bresciano non ha accolto le richieste, ed ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Assise del tribunale di Bergamo.

Uccise il padre della ex a martellate: confermata in appello la condanna a 23 anni

La Cassazione conferma i 21 anni per Patelli

Anche la corte di Cassazione ha confermato la condanna a 21 anni di reclusione per Alessandro Patelli, il 22enne che l’8 agosto 2021 uccise con 6 coltellate coltellate, davanti alla moglie e alle due figliolette, il tunisino Marwen Tajari, 34 anni. La condanna diventa così definitiva ed esecutiva, quindi il giovane, che attualmente si trova agli arresti domiciliari, dovrà scontare la sua pena in carcere.

Omicidio di via Novelli, la Cassazione conferma la condanna a 21 anni per Alessandro Patelli

Belotti condannato a 14 anni anche in secondo grado

Confermata in appello la condanna a 14 anni  di reclusione per Vittorio Belotti, il 50 enne accusato di aver provocato la morte di Walter Monguzzi in seguito a una banale lite stradale. Il magazziniere, il 30 ottobre 2022, aveva speronato il motociclista facendolo cadere proprio mentre, sulla carreggiata opposta, sopraggiungeva una BMW che lo aveva centrato in pieno.

Ucciso dopo la lite al semaforo: confermata in appello la condanna a 14 anni per Belotti

Surinder Pal assolto anche in Appello per l’omicidio Errico. Ora chiede un risarcimento per ingiusta detenzione

Carcere preventivo per 569 giorni, più di un anno e mezzo. Tanto trascorse in cella Surinder Pal, indiano di 62 anni, accusato dell’omicidio del professor Cosimo Errico, avvenuto a Entratico il 3 ottobre 2020. Ora chiede un risarcimento di 150mila euro allo Stato per ingiusta detenzione. In primo grado, infatti, Pal venne assolto con la formula dell’insufficienza di prove. Il pubblico ministero Carmen Santoro chiese una condanna a 24 anni e impugnò l’assoluzione, che però venne confermata anche in appello. Così il 62enne nell’ottobre 2021 venne scarcerato. Durante la sua detenzione non ha mai causato problemi, si è sempre comportato bene.

Assolto dopo un anno e mezzo di carcere per omicidio chiede 150 mila euro per ingiusta detenzione

Tentato omicidio del trapper Simba La Rue, 4 condanne

Sette anni in abbreviato per il 25enne milanese Francesco Menghetti e per Youness Foudad, originario del Marocco, 31 anni; sei anni per Moaad Amagour, 25 anni, fratello di Baby Touché, mentre Samir Benskar, 21 anni, ha patteggiato una pena di 5 anni. Queste le condanne per i quattro imputati accusati del tentato omicidio del trapper Simba La Rue, avvenuto in un parcheggio di Treviolo la notte del 16 giugno del 2022. Una faida tra due gruppi rivali nata da una prima aggressione a calci e pugni a Baby Touché avvenuta nel padovano, vendicata con l’agguato nel paese dell’hinterland bergamasco studiato a tavolino su mandato dell’ex fidanzata della vittima, Bibi Santi, anche lei indagata per lo stesso reato insieme ad altri 4.

Tentato omicidio del trapper Simba La Rue, condanne per 25 anni per 4 imputati

Picchia la ex davanti ai figli, condannato a 3 anni e 8 mesi

Dallo scorso 19 gennaio è in carcere con l’accusa di aver maltrattato l’attuale compagna. Ma G.P., 44 anni, amministratore delegato di una ditta di catering, mercoledì 21 febbraio è stato condannato a 3 anni e 8 mesi per aver commesso lo stesso reato nei confronti della sua precedente partner, dalla quale ha avuto 2 figli. Durante la sua deposizione ha ammesso alcuni episodi di aggressione fisica e verbale nei confronti della donna, con la quale ha avuto una relazione durata 8 anni. Ha raccontato di averle rotto il naso durante un litigio.

In cella per aver maltrattato l’attuale compagna, viene condannato a 3 anni e 8 mesi per le botte alla ex

Stalking nei confronti della ex, condannato a 1 anno

Dopo aver vissuto due anni di relazione tra scenate di gelosia, isolamento sociale, liti, parolacce e umiliazioni da parte del compagno e padre di suo figlio, ha trovato il coraggio di prendere il bambino e andarsene di casa. Ma lui ha continuato a pressarla con continue telefonate, messaggi, richieste di poter vedere il bambino, visite indesiderate a casa dei genitori di lei, minacce e insulti alla donna e ai suoi familiari. Per questo giovedì 29 febbraio F.T., 41enne di Bergamo, è stato condannato per stalking ad un anno di reclusione, con pena sospesa e non menzione subordinati ad un percorso psicologico di recupero per persone condannate per atti persecutori. L’uomo è stato invece assolto dal reato di maltrattamenti in famiglia per non aver commesso il fatto.

“Se chiami i carabinieri ti riporto il bimbo in una scatola”: 41enne condannato a 1 anno per stalking

Picchiò la compagna e la fece abortire con un’iniezione: condannato a 2 anni e un mese

Condannato a due anni e 1 mese per maltrattamenti e lesioni nei confronti della convivente. Assolto invece dall’accusa di violenza sessuale. Questa la sentenza emessa giovedì 14 marzo nei confronti di L.V., indiano di 28 anni, mai comparso in aula. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 2 anni. Il contesto in cui sono maturati i maltrattamenti è difficile. La donna, 34 anni, era sposata con un connazionale dal quale aveva avuto un figlio. L.V. era andato a vivere con loro perché amico del marito e tra i due era nato un sentimento. Lui però aveva problemi di droga, faceva uso di eroina ed era sempre in cerca di soldi per acquistare lo stupefacente. E per questo motivo spesso picchiava la compagna. La donna era rimasta incinta e il compagno l’aveva portata a casa di una zia dove le era stato iniettato un farmaco per farla abortire.

Picchia la compagna e la fa abortire con un’iniezione: 28enne condannato a 2 anni e 1 mese

Perseguita la ex, condannato a 1 anno e 2 mesi

Un operaio di 25 anni è stato condannato a 1 anno e 2 mesi per stalking nei confronti dell’ex fidanzata, con pena sospesa e non menzione subordinate ad un percorso di recupero per persone condannate per questo tipo di reato. Per due anni il giovane si è appostato quotidianamente sotto casa della ex, inviandole anche 50 messaggi al giorno, tempestandola di chiamate dapprima con il suo numero di telefono poi, vedendosi bloccato, con quello del fratello e con utenze anonime. Perfino il giorno del funerale del padre di lei gli atti persecutori non si sono fermati: il ragazzo si è presentato nei giorni precedenti sotto casa, portando fiori, facendo recapitare pizze a domicilio.

Perseguita la ex con appostamenti e continue chiamate: condannato a 1 anno e 2 mesi

Relazione clandestina in azienda, 1 anno al capo per stalking

Condannato ad un anno di reclusione per stalking con pena sospesa, subordinata alla partecipazione a un percorso di recupero in un centro specializzato, e al pagamento di una provvisionale da 2800 euro. È quanto ha stabilito il giudice nei confronti del socio titolare di un’azienda dell’hinterland, accusato di perseguitare una dipendente con la quale aveva intrapreso una relazione clandestina.

Relazione clandestina in azienda: titolare condannato a un anno per stalking

Perseguita la madre e cerca soldi per la droga: condannato a 3 anni

Tre anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti della madre, costretta per anni a subire le angherie del figlio, alla costante ricerca di denaro per acquistare sostanze stupefacenti del quale era dipendente. Il giudice ha stabilito anche un risarcimento di 10mila euro per la parte offesa. Sono due le denunce che la donna, 72 anni, esasperata dai comportamenti di suo figlio, di 49 anni, ha presentato ai carabinieri. Una ai militari di Treviglio, quando ancora viveva nella cittadina della Bassa, l’altra a Milano, dato che il 7 luglio 2022, per tentare di ricostruirsi una vita lontano dal ragazzo, si è trasferita a Cassano d’Adda.

Cerca soldi per la droga e perseguita la madre: condannato a 3 anni per maltrattamenti

Picchia e violenta la ex moglie, condannato a 11 anni

Giancarlo Mastropasqua, 38 anni, accusato di maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale nei confronti della ex moglie, è stato condannato a 11 anni di reclusione. “Cerniera”, la chiamava lui, per via delle cicatrici che le segnavano il corpo in seguito ad un importante intervento chirurgico. Un anno di matrimonio che la donna aveva trascorso nel terrore di dire la cosa sbagliata, di urtarlo con comportamenti normalissimi ma che agli occhi di lui lei non doveva tenere, altrimenti erano botte. Era arrivato, secondo il racconto della vittima, a legarla ad un albero in un luogo isolato e a pestarla a sangue, nonostante il suo stato di gravidanza. Era arrivato a violentarla, legandola al letto, minacciandola con un coltello e con una pistola.

Maltratta e violenta la ex moglie: condannato a 11 anni dà in escandescenze in aula

Diede fuoco al marito, condannata a 6 anni

È stata condannata in abbreviato a 6 anni e 4 mesi per tentato omicidio, la donna che lo scorso 2 febbraio diede fuoco al marito provocandogli gravi ustioni sul 30 per cento del corpo. Quel venerdì sera la coppia, che vive in un appartamento di via Garibaldi a Nembro insieme alla figlioletta di due anni,  aveva avuto un’accesa discussione. Lei, brasiliana di 38 anni, aveva chiamato il coniuge, un 35enne originario di Alzano Lombardo, per chiedergli a che ora rientrava per cena. La donna era in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti e, quando il marito era rincasato, lo aveva aggradito dapprima verbalmente. Poi aveva afferrato un flacone di alcol, l’aveva spruzzato addosso al marito e gli aveva dato fuoco con un accendino.

Diede fuoco al marito, condannata a 6 anni e 4 mesi per tentato omicidio

Non faceva lavare la moglie perché geloso, condannato a 4 anni e 10 mesi

I suoi 13 anni di matrimonio li ha trascorsi tra le violenze psicologiche di un marito geloso che le precludeva ogni rapporto sociale, che la allontanava dalla famiglia, che le sequestrava e le controllava ossessivamente il telefono, che le impediva perfino di lavarsi i capelli o farsi la doccia prima di andare al lavoro. Una quotidianità fatta di aggressioni, calci, pugni, mani al collo, capelli strappati. Una quotidianità costata a P.B., 45 anni di Villongo, una condanna 4 anni e 10 mesi di reclusione.

“Mio marito violento e geloso, non potevo lavarmi per andare a lavoro”: condannato a 4 anni e 10 mesi

sentenza