Logo

Temi del giorno:

Originale albero di Natale alla Fondazione Angelo Custode: un capolavoro d’inclusione

Unico nel suo genere, è frutto di un progetto che ha visto protagonisti gli ospiti e gli operatori della Residenza Sanitaria Disabili – RSD Michael e del Centro Diurno Disabili – CDD Koinonia

Bergamo. Nel cortile delle strutture di Fondazione Angelo Custode, a Bergamo in via Morelli, 6, è spuntato un originalissimo albero di Natale. Unico nel suo genere, è un capolavoro d’inclusione, frutto del progetto “Per fare un albero”, che ha visto protagonisti gli ospiti e gli operatori della Residenza Sanitaria Disabili – RSD Michael e del Centro Diurno Disabili – CDD Koinonia.

Queste due realtà, preziose presenze sul territorio, si rivolgono ai soggetti dai 18 ai 65 anni con gravi e gravissime fragilità, adoperandosi ogni giorno per valorizzarne le potenzialità. Più precisamente, la RSD Michael è una struttura residenziale a carattere socio-sanitario e socio-assistenziale che accoglie persone adulte con disabilità ad alto o intenso bisogno assistenziale, mentre il CDD Koinonia è un centro diurno per adulti con disabilità grave e/o gravissima che propone interventi psico-socio-riabilitativi con particolare attenzione alla sindrome dell’autismo.

La realizzazione dell’albero è stata strumento e risultato di una progettualità condivisa iniziata a settembre e terminata con l’inaugurazione di questo speciale capolavoro lo scorso 11 dicembre, con una festa che ha visto la partecipazione di molte persone: operatori, ospiti, familiari e tanti amici di Fondazione Angelo Custode che si sono raccolti intorno ai protagonisti del progetto e hanno festeggiato con loro.

Il progetto ha previsto ha previsto tre mesi di lavoro, una volta alla settimana, per preparare tutto e per creare le decorazioni ma soprattutto per capirne e riconoscerne il significato.

I risultati sono stati due: la preparazione dell’albero di Natale, ricco di decorazioni, installato di fronte al vialetto di ingresso di Fondazione Angelo Custode, e la redazione di un album illustrato che, attraverso testi e immagini create per l’occasione dagli ospiti delle due strutture, racconta in modo semplice e diretto il significato delle varie decorazioni che rendono tanto speciale uno dei simboli più famosi del Natale. Abbiamo scoperto, così, la figura di San Bonifacio che, tantissimi anni fa, spiegò il concetto della Santissima Trinità utilizzando come riferimento la forma triangolare di un abete. E abbiamo capito il senso degli altri simboli.

I colori associati al Natale, per esempio, sono tre: il rosso che ricorda il sangue di Gesù, il verde che richiama gli alberi e l’oro/l’argento che indicano la preziosità della festività. La stella, invece, simboleggia la stella di Betlemme che guidò i Magi verso la Natività.

Ci sono, inoltre, i nastri, che si rincorrono come le fiammelle del fuoco che Giuseppe accese nella stalla per riscaldare Maria e il bambinello.

Infine, le palline richiamano all’integrità e alla perfezione, mentre i bastoncini disposti sulle fronde il bastone dei pastori che andarono a fare visita a Gesù Bambino e ora sono di zucchero per la gioia di altri bambini (e pure di adulti!).

Su questo albero spiccano palline, bastoncini di zucchero e ghirlande realizzate rivalorizzando vecchie decorazioni oppure creandone altre unendo menti, mani e cuori unici di un gruppo eterogeneo di persone abili ciascuno a modo proprio.
È stato un lavoro impegnativo, impostato secondo l’approccio della RSD Michael e del CDD Koinonia. Questa volta insieme, però, unendo esperienze e competenze. In questo modo è stato possibile ottenere un terzo risultato: lavorare insieme ha avuto effetti positivi su tutti, a cominciare dagli ospiti che hanno partecipato molto bene all’attività.

Alla RSD Michael e nel CDD Koinonia ogni giorno gli operatori sono impegnati a condurre percorsi di riabilitazione individuali e di gruppo per i propri ospiti, indipendentemente dalla complessità della disabilità di ognuno. L’obiettivo è potenziare quanto possibile le abilità presenti e fare emergere e sviluppare quelle non ancora espresse, nella convinzione che tanto più si aumentano le autonomie di una persona tanto più si migliora la sua qualità di vita e ancor più si afferma la sua dignità.