Influenza, picco dopo le feste: “Quest’anno meno casi ma sintomi più forti”
Il dottor Ivan Carrara, segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Bergamo: “L’ampia adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale è un importante aiuto”
“Rispetto all’anno scorso i casi sono meno, ma i sintomi sono più forti. Il picco dovrebbe arrivare dopo le feste, in leggero ritardo rispetto al consueto andamento dei contagi e alla tempistica attesa”. Così il dottor Ivan Carrara, segretario generale della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg) – Bergamo, traccia il punto della situazione sulla diffusione dell’influenza.
L’ampia adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale sta consentendo a molte persone di mettersi al riparo dalle complicanze.
Lo abbiamo intervistato per saperne di più.
Come sta andando la situazione?
Rispetto all’anno scorso i contagi risultano inferiori dal punto di vista numerico, ma i casi sono più sintomatici. Significa che i pazienti che contraggono l’influenza sono meno, ma manifestano sintomi più importanti, ossia in modo più intenso, soprattutto febbre alta e dolori muscolari, che tendono a essere più forti.
Il picco dei contagi si conferma atteso tra Natale e Capodanno?
In genere si raggiunge nei giorni fra Natale e Capodanno, durante le festività, anche se forse quest’anno sarà leggermente in ritardo rispetto all’andamento consueto e alla tempistica attesa. In base alle previsioni, il massimo dei casi dovrebbe arrivare una settimana dopo le feste. L’ampia adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale sta dando i suoi risultati consentendo a molte persone di mettersi al riparo dalle complicanze. La diffusione del virus è sotto controllo: con ogni probabilità ci sarà un aumento dei contagi nei giorni di festa, com’è normale che sia, ma non si dovrebbero registrare grandi variazioni. Naturalmente bisogna vedere le successive evoluzioni, ma non si attendono significativi cambiamenti.
Ci spieghi
Aver coperto con la vaccinazione le persone fragili e i loro famigliari è molto importante. Significa che queste fasce di popolazione sono protette dal rischio di sviluppare complicanze. La maggior parte dei casi, infatti, sta colpendo i giovani e gli adulti, fra i quali la somministrazione dei vaccini è stata meno capillare rispetto agli anziani e ai soggetti con fragilità.
La campagna vaccinale si è conclusa?
Abbiamo le ultime dosi e stiamo vaccinando i ritardatari. È ancora possibile vaccinarsi, ma sarebbe stato meglio farlo nelle scorse settimane, perché per beneficiare della copertura devono trascorrere circa 15 giorni dalla somministrazione. Chi desiderasse riceverlo, può rivolgersi al proprio medico di famiglia, considerando che il picco non è ancora arrivato.
Prima ha accennato ai sintomi: quali sono esattamente?
Premettendo che variano per ogni paziente, possiamo affermare che spaziano tra febbre alta che può durare anche 5 o 6 giorni, dolori muscolari, stanchezza e conseguente sensazione di vertigini. Ne scaturisce un profondo senso di debolezza e prostrazione. Negli individui vaccinati sicuramente l’influenza è meno sintomatica: il vaccino consente di contrarla in forme più lievi e di ridurre la probabilità di contagio.
Come si può ridurre il rischio di contagio?
È utile che chi è sintomatico indossi la mascherina. Molte persone che hanno la tosse, la rinite e sintomi respiratori non la portano, invece dovrebbero farlo, come abbiamo imparato drammaticamente con la pandemia da Covid-19. In questo modo possono proteggere gli altri: è una semplice abitudine di civiltà che permette di evitare il contagio e andrebbe applicata senza che siano gli altri a ricordarcelo, ma non è così automatica.
Per concludere, è possibile prevenire l’influenza?
Il principale strumento di prevenzione contro l’influenza è il vaccino. Non ci sono molte altre opzioni, se non l’utilizzo della mascherina nei luoghi molto affollati. Quando si contrae l’influenza, invece, bisogna rivolgersi al proprio medico di famiglia. In linea generale occorre effettuare una terapia che agisca sui sintomi, stare a riposo e tenersi idratati bevendo molta acqua.
Ma assumere vitamine o altri integratori può essere utile?
Non hanno significato sulla diffusione del virus.


