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Foppapedretti, nata sostenibile: ora la crescita all’estero, il rilancio di Brevi e l’acquisizione di uno storico fornitore

Ad oggi l’azienda conta tra i 180 e i 200 addetti e chiuderà il 2024 con un fatturato di circa 50 milioni, in linea con lo scorso anno nonostante il peso sui conti dell’aggravio dei costi, soprattutto energetici

Bolgare. Dalla materia prima grezza al prodotto finale, passando passando da pialle, levigature innumerevoli, per verniciatura, carteggiatura e assemblaggio: sono queste le tappe che il legno compie all’interno dello stabilimento produttivo Foppapedretti Technology di via Passerera 11 a Bolgare, le stesse alle quali gli studenti delle classi terze della secondaria di primo grado “IC Aldo Moro” di Montello hanno potuto assistere nel corso del Pmi Day 2024 organizzato da Confindustria Bergamo.

Un appuntamento ormai fisso nel calendario aziendale, che apre le proprie porte ai ragazzi che stanno attraversando la delicata fase della scelta della scuola secondaria di secondo grado per fornire uno sguardo originale sul mondo del lavoro, che si distingua dal loro quotidiano fatto di famiglia, scuola e sport.

Una visita che ha mostrato loro le fasi produttive e le varie professionalità coinvolte nella produzione di oggetti che da sempre impreziosiscono le case degli italiani: l’asse da stiro Asso e lo stendibiancheria Gulliver su tutti, ma anche i prodotti per l’infanzia e il ritorno dei mobili outdoor. Al termine della visita davanti agli occhi degli studenti si è materializzato un esemplare de “LaScala”, altro frutto iconico dell’Albero delle Idee: per arrivare al risultato finale, che mantiene la naturalezza al tatto conciliandola con l’estetica, ci è voluto il lavoro di circa un mese.

Questo perché il ciclo della lavorazione del legno grezzo è lungo: la materia prima viene lavorata in ogni sua faccia e non trasformata (come avviene ad esempio per la plastica), ottenendo così l’elemento base che è il listello. Da qui parte la fase di assemblaggio, che grazie alla grande versatilità consente di ottenere innumerevoli prodotti.

Ma è attorno alla filosofia dello sviluppo sostenibile, vero e proprio motore aziendale già dai suoi albori e ben prima che la terminologia entrasse nell’uso quotidiano su larga scala, che si è sviluppata la mattinata insieme ai ragazzi:  “Nel progettare prodotti che siano sicuri e di qualità, non perdiamo mai di vista la responsabilità nei confronti dell’ambiente – spiega Enrica Foppa Pedretti, che ha portato avanti, insieme alla famiglia, l’impresa fondata dal padre Ezio nel secondo dopoguerra – Il legno che utilizziamo è selezionato e proviene solo da aree certificate e da boschi a riforestazione controllata: abbiamo conseguito la certificazione FSC, Forest Stewardship Council, per la nostra politica di consumo responsabile delle materie prime. Va da sé che un prodotto di qualità, resistente nel tempo e con un ciclo di vita così lungo, ci ha consentito anche di fidelizzare il cliente che oltre a riconoscere qualità e funzionalità”.

Foppapedretti fa rima da sempre con sostenibilità: “Già nel 1946, quando mio papà ha aperto l’azienda, gli immobili industriali venivano riscaldati utilizzando il legno grezzo di scarto della lavorazione – continua Foppa Pedretti – Il concetto negli anni è sempre rimasto lo stesso, ci siamo solo adeguati alle nuove tecnologie, producendo autonomamente energia termica ed evitando sempre l’utilizzo di fonti non rinnovabili come il metano. Tra le buone pratiche introdotte, ricordiamo la verniciatura ad acqua e l’attenzione a ogni aspetto che riguardi la salubrità degli ambienti, interni ed esterni, per dare ai nostri collaboratori un ambiente sempre più sano. Lato welfare, poi, diamo grande risalto alle attività post lavoro e alla tematica della conciliazione con gli impegni familiari: dalle lezioni di yoga interne alle manifestazioni sportive, fino al finanziamento del Cre per i figli dei dipendenti”.

Ad oggi Foppapedretti conta tra i 180 e i 200 addetti e chiuderà il 2024 con un fatturato di circa 50 milioni, in linea con lo scorso anno nonostante il peso sui conti dell’aggravio dei costi, soprattutto energetici. Il tutto avendo completato l’importante operazione che ha portato all’acquisizione del marchio Brevi, altro storico brand bergamasco di prodotti per l’infanzia, ed essendo prossima all’assorbimento di uno fornitore storico del territorio.

“Saremo così in grado di integrare da un lato i processi e dall’altro la nostra offerta commerciale, producendo direttamente per la prima volta articoli in metallo e plastica nel settore infanzia – sottolinea ancora Enrica Foppa Pedretti – Prodotti che arriveranno sul mercato a marchio Brevi, al quale riconosciamo un grande valore, garantendo una produzione completamente Made in Italy. Aggiungiamo anche i mobili da giardino, che mancavano dalla nostra offerta dagli anni ’90, proponendo due linee in legno di frassino a stecche di legno completamente italiane e di grande qualità: una proposta di fascia alta, che si contrappone alla grande confusione che notiamo sul mercato dell’outdoor con tantissimi prodotti importati di ogni natura”.

L’Italia continua ad essere largamente il mercato di riferimento di Foppapedretti, con la quota estero che copre l’8% del fatturato: “Ma è un mercato che vogliamo sviluppare – ammette Foppa Pedretti – Siamo presenti grazie a dei distributori che si affezionano al nostro marchio e lo propongono: non c’è un Paese in particolare dove contiamo di espanderci, ma siamo aperti a ogni occasione in tutto il mondo. Solo per fare degli esempi: oggi continuiamo a fare fatturato in Spagna, Russia, Ucraina, Grecia, Albania, Turchia, Giappone, Cina, Corea, Arabia Saudita. Il web? Un canale che funziona, soprattutto tramite Amazon. Ma non possiamo prescindere dal nostro e-commerce, ben curato, che ci consente di tenere ben salde le redini dei nostri prodotti”.

Tra le varie curiosità emerse durante la visita degli studenti, domande ricorrenti sono state quelle relative al percorso formativo da intraprendere per poter lavorare in azienda e alle professionalità che le abitano. In un periodo nel quale le aziende non solo faticano a reperire personale, ma incontrano serie difficoltà anche quando si tratta di trattenere i propri talenti, Foppapedretti sembra aver trovato la ricetta giusta: “È vero, non è facile trovare le persone giuste, anche il semplice operaio – conclude Foppa Pedretti – Però al tempo stesso, per ora, sembra difficile che chi c’è se ne vada”.

E al giorno d’oggi non è poco.