Bergamo
|Benemerenza all’Arcigay, Bianchi: “Sbagliato, promuove l’utero in affitto”, Butta: “Narrazioni tossiche, false, che accendono l’odio”
La decisione dell’amministrazione comunale di concedere il riconoscimento accende il dibattito e arriva la replica dell’associazione: “Questo premio è l’immagine di un’Italia migliore, Bianchi non rappresenta la nostra città ma solo il passato che non deve più tornare”
Bergamo. La scelta di concedere la benemerenza all’Arcigay di Bergamo fa discutere. E se da un lato Filippo Bianchi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha deciso di raccontare il suo disappunto a mezzo stampa, dall’altro non si è fatta attendere la replica alle sue parole da parte dell’associazione stessa, per voce del suo presidente Nicola Butta.
“E’ sbagliato concedere la civica benemerenza all’associazione Arcigay Bergamo – ha spiegato Bianchi -. Innanzitutto l’associazione Arcigay promuove a livello nazionale l’abominevole pratica dell’utero in affitto, un reato perseguito in Italia, anche se commesso all’estero, che mercifica il corpo della donna e vorrebbe ridurre i figli a prodotti, selezionabili, acquistabili o regalabili. Inoltre Arcigay Bergamo si adopera costantemente affiché l’ideologia gender, una falsa e antiscientifica teoria la quale sostiene che un uomo possa non essere un maschio e una donna possa non essere una femmina, sia diffusa nelle scuole nonostante l’educazione e l’istruzione dei figli sia un dovere dei genitori”.
Nicola Butta, presidente di Arcigay Bergamo, interviene con determinazione per rispondere alle inaccettabili dichiarazioni del consigliere comunale, che ha accusato l’associazione di promuovere la “pratica abominevole dell’utero in affitto” e la cosiddetta “ideologia gender”. “Le parole di Bianchi – afferma Butta – rappresentano un attacco ingiustificato e vergognoso. Sono narrazioni tossiche, prive di ogni fondamento, costruite esclusivamente per diffondere odio e discriminazione contro la comunità LGBTQIA+ e
contro chi lavora ogni giorno per una società più equa, giusta e inclusiva”. Una propaganda basata su falsità, spiega Butta: “Le accuse di Bianchi secondo cui Arcigay Bergamo promuoverebbe la gestazione per altri sono completamente false e diffamatorie. È importante ribadire che, nel 90% dei casi, la GPA riguarda coppie eterosessuali e Arcigay Bergamo non ha alcuna competenza legale o operativa su questa materia. Le sue dichiarazioni denigratorie rivelano chiaramente un intento manipolatorio: screditare le famiglie LGBTQIA+ e legittimare una narrativa retrograda e profondamente discriminatoria”. Poi puntualizza sull’ossessione per l’ideologia gender, definendolo un mito antiscientifico: “Parlare di ‘ideologia gender’ è il sintomo di un’ignoranza colpevole e deliberata. Non esiste alcuna ‘ideologia gender’: ciò che portiamo avanti è educazione al rispetto, alla diversità e alla dignità umana. Questi valori, evidentemente, non interessano al consigliere Bianchi, impegnato a ostacolare il progresso sociale e culturale con le sue menzogne. Noi non arretreremo di un passo nella lotta contro il bullismo, la violenza e l’intolleranza”.
“Arcigay Bergamo oggi è simbolo di inclusione e coraggio. La civica benemerenza concessa a Cives Arcigay Bergamo dall’amministrazione comunale è un riconoscimento importante che sottolinea il valore del nostro lavoro sul territorio. Questo premio rappresenta un’Italia diversa, che si oppone a chi tenta di dividerci con l’odio e la discriminazione. Filippo Bianchi non rappresenta la nostra città e i suoi valori: Bergamo è una città che guarda avanti, che costruisce ponti e che celebra la dignità e i diritti di tutte le persone. Non accetteremo di essere il bersaglio di chi utilizza l’intolleranza come strumento politico. Non ci faremo intimidire da chi tenta di riportare la nostra società indietro di decenni. La nostra missione è chiara: costruire una Bergamo e un’Italia dove i diritti siano universali, non privilegi riservati a pochi. Filippo Bianchi rappresenta un passato che non tornerà mai più. Come diciamo spesso non abbiamo bisogno che sia facile, ma che ne valga la pena. Continueremo a lavorare per una comunità solidale, inclusiva e giusta, perché i diritti di tutte le persone sono il cuore della democrazia e della libertà”.


