Si apre l’era Pacelli: “La Carrara non sarà una vetrina. Gestione duale? Non una rarità, ma va resa funzionale”
La nuova direttrice sulle orme di Bagnoli: “Immagino un museo aperto a tutti, farò parlare i fatti”
Bergamo. Un’istituzione il cui nome deve diventare inscindibile da quello della città, un Museo che appartiene alla comunità e che deve trasmetterle un patrimonio che esprime “i valori più alti della sua civiltà”. Non ha deluso le attese il debutto di Maria Luisa Pacelli alla guida dell’Accademia Carrara.
Nel giorno del suo 55esimo compleanno, mercoledì 11 dicembre, la storica dell’arte nativa di Perugia si è presentata alla città di Bergamo ‘immersa’ nel patrimonio artistico che promette di voler “conservare per l’eternità”, un obiettivo ambizioso che viaggia in parallelo con una relazione con il capoluogo considerata “essenziale” per garantire alla prestigiosa istituzione di prosperare.
Lotto, Moroni, Baschenis. Interrogata sul maestro della collezione che le sta particolarmente a cuore Pacelli fatica a scegliere un nome – “Tra i quadri il ‘Matrimonio mistico di Santa Caterina’ del Lotto è un capolavoro senza tempo” -, mostrando tutto l’amore e la passione che l’hanno indirizzata verso la carriera museale. Ed è proprio questo che dichiara apertamente di voler fare: concentrare le sue attenzioni sui progetti culturali e scientifici, su mostre ed esposizioni.
“La presenza di una figura amministrativa è funzionale in questo senso – spiega Pacelli -. La gestione duale in un museo non è così rara come è emerso negli ultimi mesi: si tratta di uno strumento neutro che deve essere reso funzionale. Solamente dalla dialettica tra le due cariche di vertice si può raggiungere il necessario equilibrio: con la Riforma Franceschini la struttura dei musei statali è stata orientata ai risultati”.
Con Gianpietro Bonaldi, attuale general manager della Fondazione, la nuova direttrice ha già avuto modo di confrontarsi e pianificare un futuro che li vedrà quotidianamente a stretto contatto, anche per una vicinanza ‘fisica’ degli uffici. “Lascerò parlare i fatti”, assicura Pacelli. “Stiamo lavorando da giorni per organizzare il lavoro dei prossimi mesi”, commenta il manager.
Da sinistra: l'assessore alla Cultura Sergio Gandi, la direttrice Maria Luisa Pacelli, la sindaca Elena Carnevali e il generale manager Gianpietro BonaldiIn pochi istanti le linee guida della nuova direzione prendono forma: fitte relazioni con il territorio, valorizzazione del patrimonio culturale, enfasi sulla ricerca (“I musei non possono essere solamente vetrine, devono concorrere alla crescita della conoscenza collettiva”) e un’imprescindibile qualità, con l’applicazione di uno standard elevato e di un’attenzione “sartoriale” ad ogni aspetto della vita museale. “Non possiedo una visione direttiva pre-confezionata – precisa -. Nella mia carriera ho avuto esperienze diverse tra di loro: a Ferrara ho restituito alla città il ‘suo’ museo, a Bologna ho dovuto rifondare da zero l’esposizione”.
Pacelli denota fin da subito la consapevolezza di arrivare in un’istituzione con una solida reputazione, rinsaldata negli ultimi anni sul panorama internazionale: “Non sono stata eletta per fare sgarbi a chi è venuto prima di me: il Museo garantisce un’esperienza di visita eccellente. I servizi, dai giardini al punto ristoro, sono oggi essenziali per una fruizione adeguata”.
Se è vero che la sua impronta sarà visibile solamente tra alcuni mesi – “Stiamo già lavorando sulla programmazione ma non è il momento di annunciare grandi nomi. Stiamo ragionando su come mettere a valore le opere conservate nei depositi” – la storica dell’arte non esita ad evocare il nome di chi con il suo lascito ha permesso la creazione della Fondazione, Giacomo Carrara: “Per pensare al futuro non possiamo che guardare verso il passato”.
“Cercheremo di rispondere alle esigenze dei cittadini con progetti pensati per ogni tipo di pubblico. Immagino una Carrara aperta a tutti, un luogo dove i bergamaschi si sentano a casa”. Parole che risuonano estremamente simili a quelle pronunciate da Martina Bagnoli, ospite de “I discorsi al Caminetto” di Bergamonews meno di dieci mesi fa. Un dejà vu che mostra l’attenzione del mondo dell’arte ad ogni tipo pubblico, un auspicio che la città spera possa portare ad una nuova grande epoca d’oro dell’Accademia Carrara.
Carnevali: “Pacelli chiave nelle relazioni internazionali”, Gandi: “L’autonomia dell’Accademia Carrara verrà sempre rispettata”
“Pacelli porta con sé un rilevante bagaglio culturale e una lunga esperienza direttiva, frutto di un impegno lungo 14 anni ai vertici di istituzioni museali di rilievo nazionale – sottolinea Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e presidente della Fondazione Carrara -. La sua carriera, da sempre caratterizzata da un preciso rigore scientifico, mostra la sua capacità di coinvolgere e fare rete con le istituzioni culturali della città”.
“La valorizzazione del nostro patrimonio non può prescindere da un costante dialogo tra i musei – continua la sindaca -. Il riallestimento della Carrara è stato pensato per non dipendere più esclusivamente dalle disponibilità attuali ma estendere in un futuro l’esposizione verso i depositi. Il Museo ha ormai una riconoscibilità consolidata”.
In dieci anni i visitatori sono stati più di 600 mila, 439 opere sono state restaurate, 425 i capolavori ricevuti in prestito mentre 496 le tele prestate. Numeri che rendono bene l’idea del prestigio raggiunto dall’Accademia Carrara, senza dimenticare l’attività di conservazione e quella educativa, che ogni anno si rinnova rafforzando il proprio legame con la comunità.
“Pacelli avrà un ruolo fondamentale anche nelle relazioni internazionali (la nuova direttrice ha lavorato in passato con il Museo del Prado di Madrid, la National Gallery di Edimburgo, l’Ermitage di San Pietroburgo e molti altri, ndr). L’internazionalizzazione è un’ambizione che tutte le nostre istituzioni culturali stanno perseguendo già da tempo. Entriamo in una nuova epoca, superiamo le vicissitudini degli ultimi mesi per continuare a crescere e portare la cultura alla cittadinanza”.
“Dopo le turbolenze che abbiamo attraversato oggi è finalmente una giornata lieta – così Sergio Gandi, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo -. Bonaldi ha mostrato solidità ed equilibrio nell’affrontare il momento più difficile”.
“Pacelli mi ha colpito per la sua a volontà precisa di valorizzare il patrimonio dell’Accademia, la mission alla base della Fondazione – precisa il vicesindaco -. Un plauso allo staff del museo, che garantisce la continuità delle attività e rende le opere d’arte accessibili a chiunque si spinga oltre la porta dell’Accademia. Un altro aspetto fondamentale è stata la sua determinazione nelle relazioni con le varie istituzioni, un valore aggiunto per la nostra città. La presenza dell’amministrazione al suo fianco sarà efficace ma discreta, l’autonomia del Museo verrà assolutamente rispettata”.

