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Uccise il padre a coltellate, ora una perizia anche sulle ferite riportate dalla madre

Lo psichiatra Massimo Biza: “Matteo Lombardini incapace di intendere e socialmente pericoloso. Deve rimanere in una Rems perché non si rende conto di ciò che ha fatto”

Nembro. Incapace di intendere e volere e pericoloso socialmente. È per questo motivo che il perito nominato dalla Corte d’assise del tribunale di Bergamo, lo psichiatra Massimo Biza, ha dichiarato in aula che Matteo Lombardini dovrebbe rimanere ricoverato in una Rems. La stessa struttura sanitaria dove l’imputato, 35 anni, si trova dalla fine di ottobre 2023, dato che il 29 aveva ucciso a coltellate il padre Giuseppe e ferito gravemente la madre Mariangela Stella nel loro appartamento di Nembro.

Il perito ha definito la personalità di Lombardini “psicotica, con assoluta mancanza di consapevolezza critica. Infatti imputa l’omicidio alla sua schizofrenia senza ravvisare la sua colpa”.

Per anni l’imputato è stato in cura al Cps ma nell’estate 2023 ha interrotto i rapporti per affidarsi a una psichiatra privata. Sintomo questo, sempre secondo l’esperto, di una volontà di interrompere la terapia: “Questi soggetti mostrano una struttura inadeguata ad affrontare la vita. Attraverso le cure si cerca di renderli via via più autonomi, ma spesso per loro questo rappresenta un carico troppo pesante. È ciò che a mio parere è accaduto all’imputato”.

Qualche giorno prima di scagliarsi contro il padre con un coltello da cucina e affondare la lama da 30 centimetri nell’addome, nella gola, e in altre parti del corpo, il 35enne si era rivolto al pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo perché sentiva delle voci. Era però stato dimesso e il dottor Biza condivide la diagnosi del personale sanitario del Pesenti Fenaroli: “Quel giorno non c’erano i presupposti per un ricovero o per un Tso. Ricordo che Lombardini si era già presentato numerose altre volte al pronto soccorso”, ha dichiarato il perito.

La sera dell’omicidio l’imputato aveva aggredito anche la madre, colpendola con il coltello alla nuca, al viso, alle braccia e all’addome. La donna era stata soccorsa, ricoverata e poi dimessa con una prognosi di 40 giorni. La Corte d’assise ha nominato il dottor Matteo Marchesi dell’istituto di medicina legale dell’ospedale Papa Giovanni per effettuare una perizia sulle ferite riportate dalla madre dell’imputato e valutare così quale reato contestargli oltre all’omicidio del padre, se le lesioni o il tentato omicidio.

L’incarico gli verrà conferito il prossimo 17 dicembre.

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