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Orio chiude l’anno con oltre 17 milioni di passeggeri: nel 2025 operatività in calo, ma partono i lavori per l’hotel Hilton

Previsto un -5% dell’attività aeronautica, a causa della mancanza di aerei, e una contrazione dell’1,5% dei ricavi. Si tira dritto sul piano di investimenti 2023-2027 da 203 milioni (67 si concretizzeranno nei prossimi 12 mesi): occhi puntati sull’ampliamento del terminal e sulla nuova viabilità da Est

Orio al Serio. Il 2024, ormai agli sgoccioli, sarà per l’aeroporto di Orio al Serio l’ennesimo anno da record dal punto di vista dei numeri, ma nel 2025 la serie positiva è destinata ad arrestarsi.

Se già da prima dell’estate è stato chiaro che quota 17 milioni di passeggeri si sarebbe superata agilmente, un po’ meno prevedibile era la contrazione alla quale Sacbo, la società di gestione dello scalo bergamasco, andrà incontro nei prossimi 12 mesi: le stime parlano di un -5% a livello di operatività aeronautica, con una perdita dell’1,5% invece sul piano dei ricavi, che rimarranno comunque nell’ordine dei 200 milioni.

Ad annunciarlo, nel tradizionale incontro di fine anno, è stato il presidente Giovanni Sanga, che ha ricondotto buona parte della responsabilità di questa riduzione alla difficoltà che le due più grandi case aeronautiche, Airbus e Boeing, stanno incontrando nella produzione dei nuovi modelli: “Faticano a stare al passo con la grande richiesta che arriva dalle compagnie aeree – ha spiegato il numero uno di Sacbo – In questo momento girano un po’ al rallentatore”.

Sullo scalo di Orio il processo di sostituzione dei vecchi modelli interessa principalmente Ryanair, e per questioni numeriche non potrebbe essere altrimenti, ma sono tanti i vettori che hanno avviato l’iter: i più attesi sono i Boeing 737 Max, la cui produzione è ripresa proprio in questi giorni dopo ben sette settimane di sciopero dei circa 33mila dipendenti, ma non servirà a riallineare un cronoprogramma ormai completamente rivoluzionato.

“Parliamo di uno slittamento di un anno e mezzo/due rispetto alle previsioni originarie – ha aggiunto Amelia Corti, direttore generale di Sacbo – La notizia positiva è che le compagnie non hanno tagliato gli ordini e che i produttori aggiornano costantemente i programmi di consegna, con orizzonti sempre più attendibili. Per il 2025 e il 2025 e il 2026 non c’è possibilità di arrivare al numero di macchine attese, però i vettori hanno lanciato un piano di ampliamento del loro network e stanno dunque facendo operazioni di riposizionamento dove la richiesta è maggiore. Su Orio al Serio ci attendiamo una progressione definita tra il 2026 e il 2027″.

Il presente, invece, è fatto di una crescita trascinata da due fattori: da un lato l’attrattività delle 154 destinazioni raggiungibili da Orio al Serio e dall’altro l’elevato load factor, l’indice di riempimento degli aerei.

L’apertura verso Oriente è stata la novità strategica principale: “Abbiamo notato grandi movimenti da questi Paesi – ha sottolineato Sanga – Non solo i collegamenti con Emirati, Dubai e Turchia, ma c’è un’attenzione a 360 gradi sull’area. Nelle ultime settimane è stata da noi una delegazione ufficiale della Mongolia: crediamo che quella sia un’area destinata a crescere moltissimo nei prossimi 15-20 anni e noi dobbiamo farci trovare pronti”.

Elemento che non esclude l’attenzione sul piano nazionale, con le possibili opportunità che potrebbero aprirsi dopo l’accordo tra Ita e Lufthansa e il conseguente domino innescato dalla perdita di slot della compagnia a Linate: “Stiamo monitorando la situazione – ha ammesso Corti – Bisogna capire cosa succede con una presenza maggiore di Easyjet e se Ita riposizionerà la propria offerta sul feederaggio o sul lungo raggio. Un volo Orio-Fiumicino? Possibile, ma al momento non possiamo dare una data”.

Grande fermento anche sul piano degli investimenti, all’interno di un programma che per il quadriennio 2023-2027 prevede cantierizzazioni per oltre 203 milioni (67 ricadranno sul 2025): già completate le opere di ampliamento del piazzale Nord-Est e la nuova via di rullaggio, sono ancora in corso ampi interventi strutturali sull’aerostazione, che porteranno alla realizzazione di 22 nuovi banchi check-in (entro giugno 2025), 2 gate non-Schengen, una nuova area controlli di sicurezza (entro fine del prossimo anno) e una nuova area duty free per un totale di 1.200 metri quadri di superficie commerciale.

Conclusa nel frattempo la nuova “Mobility Plaza”, cuore pulsante e rappresentativo della multimodalità alla quale Sacbo da sempre aspira e che accoglierà l’arrivo del primo treno nel corso del 2026.

“Abbiamo anche completato tutte le grandi procedure per la costruzione del nuovo hotel interno allo scalo – ha evidenziato Sanga – Un’opera da poco meno di 30 milioni assegnata alla Gencantieri di Magenta, per la quale si inizierà ufficialmente a lavorare da gennaio e sarà pronta nel 2026. Una struttura da 4 stelle a marchio Hilton, con 180 camere e tanti servizi collegati all’aeroporto”.

Nei 33,5 milioni previsti per la riqualificazione del sistema di accesso e viabilità sono previste anche la rivisitazione della viabilità stradale per garantire la realizzazione del nuovo accesso da Est e la realizzazione del collegamento tra la stazione ferroviaria e l’aeroporto.

Lato sostenibilità, a gennaio entrerà in funzione anche il nuovo parco fotovoltaico che soddisferà il 10% del fabbisogno complessivo dello scalo, con una potenza di picco di 2 Megawatt: “Già oggi l’aeroporto acquista il 55% dell’energia certificata green – ha voluto puntualizzare Sanga – Abbiamo previsto un piano di interventi da circa 100 milioni, che comprende anche una riorganizzazione del parco macchine che utilizzerà per gran parte energia elettrica”.

Nel corso del 2025 verranno finalizzate anche le opere di mitigazione e compensazione ambientale su circa 220 residenze private nei comuni di Bergamo, Orio al Serio, Grassobbio e Seriate, che prevedono il rifacimento e la sistemazione di infissi o la climatizzazione degli appartamenti.

Impossibile, infine, non tornare sulla questione Montichiari e sulla famosa apertura che il presidente di Sacbo aveva manifestato nel corso dell’assemblea congiunta tra Confindustria Bergamo e Confindustria Brescia: “Il mio non era un ragionamento legato all’operatività delle società – ha ribadito Sanga – Ho fatto un ragionamento di scenario sulla base di numeri reali, emersi da studi nazionali e internazionali. Assisteremo a una mobilità straordinaria, non possiamo non tenere conto della richiesta di mobilità a livello globale. Il piano nazionale degli aeroporti prevede Montichiari dentro il sistema integrato del trasporto aereo lombardo e non più nella rete degli aeroporti del Nord-Est: è chiaro che noi, alla luce di quella indicazione, dobbiamo fare delle valutazioni per valorizzare al massimo gli scali che abbiamo”.