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Arriva la scarola dei colli bergamaschi al mercato ortofrutticolo: provala ‘imbottita’

Con i suoi eccellenti apporti di acqua e minerali, è ideale per l’alimentazione dello sportivo

Il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo parla orobico: spazio alla scarola dei colli bergamaschi.

Il calo delle temperature ha permesso ai produttori di aumentare il livello qualitativo contribuendo ad un buon rapporto qualità prezzo ed un deciso miglioramento in termini di croccantezza e sapore. I quantitativi rispecchiano le aspettative; La colorazione tenue e caratteristica è ottenuta coprendo il prodotto in appositi luoghi o lasciandolo in pieno campo. Questo è sicuramente il periodo perfetto per accaparrarseli.

È un alimento utile nella modulazione della peristalsi intestinale e nella prevenzione della stipsi. Con i suoi eccellenti apporti di acqua e minerali, è ideale per l’alimentazione dello sportivo. Inoltre, avendo un’ottima capacità saziante (fibre + acqua) risulta pressoché onnipresente nel regime alimentare ipocalorico per il dimagrimento. E’ anche doveroso sottolineare che il contenuto di fibra alimentare si rende utile nell’alimentazione di chi soffre di malattie metaboliche e/o presenta un rischio cardiovascolare maggiore rispetto alla norma (ipercolesterolemia, diabete mellito tipo 2, ipertensione, sindrome metabolica ecc.).

Restando nel comparto orticolo, si denota un rallentamento nella produzione di insalate, lattughe, erbette e spinaci locali, con un lieve incremento dei costi. Permangono i carciofi, nelle varietà con e senza spine; il luogo di riferimento è la Sardegna, con prezzi consolidati nella media del periodo. La varietà ‘Tema’, senza spine, è leggermente scesa di prezzo, causa aumento dei quantitativi disponibili unitamente ad una minore richiesta.

Per quanto concerne i cavolfiori, si riscontra una buona produzione nazionale (zona Verona e Treviso), con assestamenti di prezzo e una grande convenienza. Buona richiesta anche per le cime di rapa o cimette (friarielli), dal Sud Italia, con un apprezzamento notevole anche nei dintorni settentrionali.

I fagiolini presentano due tipologie di prodotto: estero dal Marocco, con un costo minore ed il prodotto nazionale che proviene dalla Sicilia, generalmente selezionato e raccolto a mano. Relativamente ai finocchi, i prezzi sono stabili e i quantitativi rispettano la produzione (area di riferimento la Basilicata).

Passando alle melanzane, la temperatura mite meridionale favorisce la continuità di sviluppo. Così come i peperoni che vantano tre provenienze: nazionale diviso tra Sicilia e Basilicata (principalmente il secondo è più caro e pregiato); diversa la quotazione e la selezione in Spagna, affiancandosi a quello siculo. Per i pomodori, abbiamo prezzi stabili per tutte le referenze. Mentre nelle zucche, risulta sempre apprezzata la varietà ‘delica’.

Terminiamo con le zucchine, presenti in diverse declinazioni di prodotto: dalla Sicilia, passando per il Lazio (comparati nella qualità/prezzo), arrivando alla Spagna, con un costo minore.

Relativamente alla frutta, quotazioni stabili per le clementine (Sud Italia); differenze di prezzo a seconda del calibro e/o della varietà. Continuando a parlare di agrumi si riscontra una ottima disponibilità di arance di varie pezzature e tipologie, spiccano tra tutte la “Navel” ed i primi esemplari di “Tarocco”.

I cachi, con provenienza, dalla Campania ed Emilia Romagna, sono disponibili con diverse pezzature, con prezzi tutto sommato stabili. Le fragole, sempre presenti e apprezzate, sono una referenza fuori stagione; nel caso di quelle lucane il prezzo è elevato, così come il livello qualitativo; prezzi più calmierati per la Sicilia.

Produzione attiva per i melograni, caratterizzati dal classico binomio italiano ed iberico. Vale la pena soffermarsi sui kiwi (origine Italia), con tre varietà: verde, gialla e rossa, con quest’ultimi molto diffusi e sempre più apprezzati negli ultimi periodi.

Buona attenzione per il consumo di mele e pere, in particolar modo per le varietà quali ad esempio ‘Annurca campana Igp’ per le prime e ‘Abate’ e ‘Conference’ per le seconde.

Resiste il mercato delle uve da tavola nazionali con prezzi stabili.

Da non dimenticare che al mercato ortofrutticolo di Bergamo è sempre disponibile un vasto assortimento di frutta secca, sempre molto apprezzata nel periodo natalizio.

Ricetta

Scarola imbottita (clicca qui per la ricetta)

Per preparare la scarola imbottita come prima cosa tritate finemente il prezzemolo e tenetelo da parte. Poi in una padella versate un filo d’olio abbondante e le acciughe, poi aggiungete i capperi dissalati.

Unite anche le olive nere, l’uvetta precedentemente ammollata e i pinoli.

Accendete il fuoco e lasciate insaporire il tutto per pochi minuti, poi aggiungete il prezzemolo tritato e mescolate ancora. Spegnete il fuoco. Passate alla scarola che dovrà essere ben lavata e asciutta. Allargatela con le mani delicatamente.

Conditela bene con il soffritto appena preparato, distribuendolo in maniera uniforme. Legate quindi la scarola con dello spago da cucina in modo da chiuderla e sigillare il ripieno all’interno. Sempre nella stessa padella del soffritto versate un filo d’olio e posizionate la scarola all’interno.

Coprite con un coperchio e cuocete per 10 minuti a fiamma media, facendo attenzione a non bruciarla. A questo punto giratela e cospargete con il pecorino.

Coprite nuovamente con il coperchio e cuocete ancora per altri 10 minuti. Trascorso questo tempo togliete il coperchio, alzate un po’ la fiamma e tostatela per bene sino ad ottenere una crosticina dorata. Trasferite poi su un tagliere.

Deglassate il fondo di cottura con un po’ d’acqua e lasciate ridurre fino ad ottenere una salsina. Togliete lo spago dalla scarola e sporzionatela.

Trasferite la scarola nei piatti, ultimate con un po’ di salsa e una spolverata di pecorino. Servite subito la vostra scarola imbottita.