“Uno spettacolo arrogante, che diverte e fa pensare, con parole che diventano urgenza espressiva”
In occasione dell’inaugurazione della Stagione di Prosa del Donizetti, Umberto Orsini e Franco Branciaroli hanno presentato il loro “I ragazzi irresistibili”
Bergamo. “I testi di Neil Simon sono delle macchine perfette, testi spesso comici che donano il meglio se interpretati da attori drammatici”. Così Umberto Orsini e Franco Branciaroli hanno presentato il loro “I ragazzi irresistibili”, che sabato 7 dicembre ha aperto la Stagione di Prosa 2024/2025.
Un’inaugurazione di stagione che ha visto una piccola anteprima nella Sala Eventi Allianz del Teatro, con i due attori protagonisti che hanno parlato del loro rapporto, del confronto con il testo di Simon e di una particolarità: la recitazione senza microfono.
Un’inaugurazione iniziata con i saluti di Giorgio Berta, presidente della Fondazione Donizetti, Massimo Boffelli, direttore generale, Maria Grazia Panigada, direttrice artistica della Stagione di Prosa e di Sergio Gandi, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.
“Iniziamo questa stagione della Prosa subito dopo il successo del Festival Donizetti Opera. Una stagione di prosa che, ancora una volta, vede crescere il numero di spettatori e il plauso della critica – spiega Giorgio Berta, presidente della Fondazione Donizetti -. Grande merito è di Maria Grazia Panigada, una donna straordinaria. Sono diventato presidente in un’emergenza assoluta: vedere oggi tutto questo mi emoziona molto. Gran parte del merito di questo successo è dei ragazzi che lavorano ogni giorno in teatro e del consiglio d’amministrazione che mi supporta. Merito è anche dei donatori: dobbiamo ricordare che le attività del teatro, senza il contributo privato, non possono prendere forma. I donatori ci supportano sempre maniera straordinaria”.
“Ci prepariamo ad una nuova, bellissima, stagione, in un luogo magico della città – commenta l’assessore Sergio Gandi – la partecipazione della città si mostra ancora una volta costante e continua. Importante è anche il coinvolgimento di tanti giovani, che fa ben sperare per il futuro del teatro”.
Abbonati in costante crescita, come sottolineato anche dal direttore generale Boffelli: “Bergamo è ormai nei vertici per quanto riguarda i teatri italiani”.
“Amiamo Simon, i suoi testi sono delle macchine perfette – spiegano Orsini e Branciaroli in dialogo con la direttrice artistica- mettiamo in scena uno spettacolo arrogante, che non vuole solo far divertire, ma anche far riflettere. La sorpresa di vedere in scena due attori come noi, che non hanno la fama di attori comici, è quella di poter mostrare anche uno spessore umano dovuto all’esperienza nel teatro drammatico, facendo pensare e commuovere”.
I testi di Neil Simon infatti, pur ironici e sarcastici in diversi tratti, difficilmente possono essere interpretati da comici puri. “Hanno la bravura di ricoprire con la crema pasticcera con il dramma al di sotto. Questo porta a volte ad interpretare il testo in maniera sciocca, ma non è così. Neil Simon è il Goldoni del Novecento”.
I due attori fanno poi un plauso alla direttrice artistica, “cattiva” e competente, “perché sceglie i titoli guardando gli spettacoli e scegliendo, solo dopo la visione, in base al proprio giudizio”.
Gli attori, che si presentano in una scenografia realizzata con uno “squallore artistico”, recitano non microfonati: “la parola così diventa urgente, dev’essere lanciata, non sussurrata”.







