Magoni: “Porto la mia Bergamo a Bruxelles. Lavoro perché imprese e cittadini beneficino di quanto l’Europa può offrire”
Una giornata con l’onorevole di Fratelli d’Italia divisa tra i lavori della Commissione Cult, il convegno sulla disabilità, la promozione dello sport e l’impegno per creare un incubatore che si occupi dei temi legati alla montagna
Bruxelles. La incontri nel suo ufficio a Bruxelles, all’interno del Parlamento Europeo, felice per il ruolo che ricopre dal day after, il giorno successivo alle elezioni Europee, dove è stata eletta tra le fila del suo partito. Lara Magoni, ex assessore regionale prima e sotto segretario poi per Regione Lombardia, racconta in una sorta di flusso di coscienza la sua esperienza politica nel palazzo dove tutto si decide, a sei mesi dall’inizio della sua avventura oltralpe. Cultura, giovani e formazione, grazie alla delega Cult, ma anche imprese e produttività, per continuare ad alimentare il filo rosso con il suo territorio.
C’è che l’ex campionessa di sci degli anni Novanta, volto noto della sua Selvino e plurimedagliata, oggi in politica, di strada ne ha fatta, e tanta. Ma, a sentirla parlare, per lei è sempre un po’ come la prima volta. Giravolte di vita che l’hanno vista, appunto, passare dal cancelletto delle piste di tutto il mondo a quello del Gotha dell’Europa, proprio là, nelle stanze dei bottoni, dove si decidono i destini degli Stati membri. A raccontare un’esperienza che cresce e accresce è lei stessa, felice di aver aperto le porte del suo nuovo mondo ad una delegazione non solo di giornalisti, ma anche di imprenditori e rappresentanti della società civile che hanno accolto la sua chiamata quando il suo partito, Fratelli d’Italia, le ha chiesto di scendere in campo. Gli stessi, una piccola rappresentanza, a cui ha voluto restituire una due giorni di vita per toccare con mano il mestiere dell’europarlamentare.
Le parole corrono veloci, insieme ad un racconto che la porta a spaziare da Bruxelles a Schilpario, passando per Cortina, fino ad arrivare ai tanti Comuni bergamaschi per i quali si è impegnata. L’obiettivo, pur con palcoscenici diversi, è sempre lo stesso, quello di portare la sua Bergamo in Europa e viceversa. Un viaggio di andata e ritorno continuo, e non solo nel senso fisico del termine. Il suo pensiero spazia dal dettaglio della provincia all’orizzonte aperto di un Parlamento dove, al netto della portata delle macro riflessione, porta la volontà di contribuire, con il suo fare, al beneficio di una comunità che considera “casa”.
“Appena arrivata, mi sono subito chiesta che cosa potessi fare di buono per la Bergamasca e, più in generale, per la Lombardia, per la quale ho lavorato 11 anni, per 1.506 Comuni lombardi. Essere europarlamentare era un sogno nel cassetto, oggi realtà grazie ai 13mila voti raccolti durante le elezioni. La fiducia degli elettori mi ha regalato un nuovo percorso, complesso ma appagante, fatto soprattutto di studio. È come se fossi tornata ad indossare il pettorale dell’Italia a un’Olimpiade lunga cinque anni. Parto cponvinta di farcela, con l’obiettivo e l’ambizione di crescere grazie ad apprendimento e allenamento”.

“La gente ha l’idea che la politica fatta in Europa sia una politica distante da quella che si fa normalmente sul territorio e, forse, in parte è anche vero – racconta Magoni -. In Europa sembra che sia più faticoso raccontare le cose che si fanno, perché il livello è più alto e la macchina complessa. In realtà l’impegno è il medesimo e io resto la stessa di sempre. Nel frattempo, sì, mi è cambiata la vita. Fino a qualche mese fa, l’Europa per me era una bandiera con tutti gli Stati rappresentati in giallo, con le stelle. Ho iniziato ad avvicinarmi, a piccoli passi, capendo sempre di più quanto potesse diventare una risorsa anche e soprattutto per la nostra terra. Spesso ci dimentichiamo che tante economie che Regione Lombardia fa sue, altro non sono che fondi comunitari, gli stessi che io, in qualità di assessore, ho gestito nel mondo del turismo. Oggi sono qui, nel cuore pulsante dell’Europa, l’embrione delle politiche economiche di cui tutti gli Stati membri beneficiano, Italia compresa e mi sento di dire, con forza, che non è vero che siamo distanti. Al contrario, siamo più uniti di quello che sembra”.
Non solo un impegno, dunque, ma anche una responsabilità politica quella di Magoni, chiamata a rappresentare il primo partito del nostro Paese: “Al netto del fatto che le dinamiche politiche in Europa sono diverse da quelle in Italia e che noi siamo all’opposizione, sono orgogliosa di rappresentare il mio partito, Fratelli d’Italia, su un palcoscenico tanto importante. Lo sono anche per come la Premier, nonché leader del mio partito, Giorgia Meloni, ha gestito la partita europea, con il no alla Von der Leyen e la battaglia per l’elezione di un vicepresidente esecutivo italiano, Fitto. Un successo importante, che nasce dalla capacità di Meloni di saper coltivare e mettere a terra le relazioni internazionali”.
L’impegno di Lara Magoni passa dall’adesione a tre commissioni: “Sì, la prima è la commissione Cult, abbreviazione di cultura. Un ambito di interesse importante e stimolante, all’interno del quale si riassumono una serie di iniziative strategiche, oltre che messaggi positivi. Cult sta anche per comunicazione, istruzione, formazione, Erasmus, giovani e sport, tutti percorsi di conoscenza importanti, soprattutto per i nostri giovani che, proprio attraverso questi campi d’indagine, possono accrescere e favorire l’integrazione e le connessioni tra popoli. Ho scelto di far parte anche di Itre (Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia), la commissione che rappresenta il cuore pulsante dell’economia, il mondo che parla alle piccole e medie imprese come quelle del tessile, dell’edilizia e dell’alimentare e che punta l’attenzione anche sulla ricerca e sull’energia. E come terza commissione Emple, che si occupa di diritto al lavoro. Queste appartenenze mi consentono di arricchire il mio bagaglio di conoscenze, rafforzando il mio contributo sul territorio”.
Ma l’impegno di Lara Magoni, come ha dimostrato anche il convegno organizzato nella giornata di martedì 3 dicembre, è rivolto anche alla tutela e alla promozione dei diritti delle persone con disabilità: “Durante il convegno, la presidente Roberta Metsola ha ricordato che sono 100 milioni in Europa le persone con disabilità, su una popolazione complessiva di 449 milioni di cittadini, solo il 50% di loro hanno un lavoro e il 28% vivono in uno stato di profonda difficoltà, sotto la soglia della povertà. L’Europa è un palcoscenico importante, il più importante, e come tale va sfruttato per cercare di sensibilizzare e promuovere politiche migliorative”.
E alla montagna: “Un tema che qui non viene trattato, ragione per la quale ho chiesto di creare un gruppo specifico. La mission infatti creare un incubatore di eurodeputati, appartenenti a tutti i partito, capaci di creare un bacino di iniziative sul tema. Ci si deve occupare e preoccupare della montagna e dei argomenti ad essa connessi come lo spopolamento, il lavoro, i diritti delle persone che abitano in montagna, la sanità, lo studio, l’istruzione e molto altro ancora”.
Poi il pensiero di Magoni vola allo sport, la sua materia del cuore: “Lo sport non può e non deve essere considerato solo nella sua accezione agonistica. Al contrario, dobbiamo parlare di sport per tutti, anche e soprattutto per le persone con disabilità. Sono molto felice di annunciare che a dicembre porterò Glenn Michalef a vedere la sua prima gara di Coppa del Mondo di sci a Bormio. Portare un commissario europeo in montagna è mia volontà precisa e lo scopo è permettergli di conoscere i luoghi e fargli toccare con mano il perché del mio impegno”.





