Spaccio, altri guai per il ‘boss’ delle Autolinee: pizzicato senza documenti, portato in un centro per il rimpatrio
La polizia lo aveva già arrestato due volte
Bergamo.Avevamo già parlato dello ‘Zio’. Così, in strada, tutti chiamano K.D., 59enne senegalese, pusher delle Autolinee che intorno alla stazione si è creato il suo giro di hashish e cocaina. Secondo i bene informati, è lui a sovrintendere lo spaccio in quel pezzetto di città, uno di quelli che più tendono a creare quella percezione di insicurezza e degrado tanto invisa a studenti, pendolari, turisti, semplici passanti.
Quest’anno, lo hanno già arrestato un paio di volte. La prima perché pizzicato con 17 palline di coca. Il giudice gli aveva dato il divieto di dimora a Bergamo e provincia (poi revocato) tenendolo per qualche mese alla larga dalle pensiline. La seconda un mese fa, a ottobre, quando ‘Lo Zio’ era stato sorpreso con fumo, cocaina, bilancino di precisione e cellophane per confezionare la droga. Arresto convalidato in direttissima, ma nessuna misura.
Martedì 3 dicembre, nell’ambito di un controllo straordinario coordinato dalla Questura e coadiuvato dalle altre forze di Polizia, ‘Lo Zio’ è stato pizzicato di nuovo alle Autolinee. Questa volta, il problema non era cosa aveva addosso, ma cosa non aveva: i documenti. Irregolare, il suo caso è trattato dalla sezione immigrazione che lo ha accompagnato in un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr). Per qualche tempo, non dovrebbe vedersi più in giro. Quanto? È lecito chiederselo.
Durante le operazioni sono state controllate 163 persone in stazione e dintorni. Tra queste, un soggetto è stato indagato per violazione del Daspo urbano. Un altro ancora per violazione del foglio di via obbligatorio.




