Padre accusato di violenza sessuale sulla figlia: “Non è vero, non capisco perché dica così”
Disposta una perizia sul telefonino per estrarre conversazioni tra l’uomo, 59 anni, e la ragazza, oggi 18enne. Gli abusi, secondo l’accusa, da quando aveva 6 anni fino ai 12
“Non riesco a spiegarmi perché mi stia accusando di certe cose. Questo fatto mi sta mangiando vivo”. Le accuse di cui parla C.P., 59 anni, sono quelle, terribili, che gli muove sua figlia, ora 18enne. Lo ha denunciato perché sostiene che, da quando aveva 6 anni fino ai 12, lui la molestava sessualmente, le diceva che se voleva rimanere magra e bella doveva farsi toccare e doveva toccare lui. Racconta che il papà le faceva vedere dei film pornografici e poi voleva rifare gli stessi preliminari insieme a lei.
La deposizione dell’uomo, ex venditore di auto disoccupato dal 2016, è costellata di “non lo so”, “non me lo spiego”, “non è vero”. Seduto al banco dei testimoni, nell’udienza di martedì 3 dicembre, si è fin da subito proclamato innocente.
Il pubblico ministero Guido Schininà gli ha chiesto conto di alcuni messaggi Whatsapp che si sarebbe scambiato con la figlia nel luglio 2022. “Se potessi tornare indietro, piuttosto di fare quello che ho fatto mi toglierei la vita”, scriveva in uno di questi. E poi “Ti chiedo ancora una volta perdono”, e la ragazza rispondeva: “Il passato non si cancella dalla mia testa purtroppo. E tu non immagini quanto io soffra solo al ricordo di quelle cose”.
Messaggi che però l’imputato disconosce: “Non ho mai scritto cose del genere”. Tanto da indurre la Corte d’Assise a nominare un perito informatico per estrapolare la chat dal telefono della figlia. “Sullo smartphone della ragazza è salvata tutta la conversazione”, assicura l’avvocato di parte civile Roberto Giannì. Mentre sul dispositivo del padre i messaggi sono salvati a partire dall’ottobre 2022. Serve fare chiarezza, quindi, perché C.P., accusato di violenza sessuale aggravata su minori, rischia una pena molto alta, si parla di un massimo di 24 anni.
Il pm ha chiesto a più riprese per quale motivo, secondo l’imputato, la figlia gli aveva mosso simili accuse, se non fossero vere. “Non lo so. Sono sempre stato un padre presente e molto permissivo, ho cercato di fare in modo che avesse tutto ciò che voleva. Almeno fino a quando me lo sono potuto permettere, visto che a causa di investimenti sbagliati ho perso più di un milione di euro. A quel punto ho cominciato a dover dire dei no e lei ci è rimasta male”.
Secondo l’imputato, l’atteggiamento della figlia nei suoi confronti ha iniziato a cambiare quando la ragazza ha preso a frequentare assiduamente la madre, uscita dalla casa coniugale nel novembre 2022. “Da quel momento è cambiata, si intrometteva nella separazione, diceva che dovevo dare metà del patrimonio a mia moglie e che dovevo intestarle la casa, sbatteva le porte. Per un periodo ha chiesto con insistenza un Iphone da 1600 euro e, siccome le ho detto di no, erano continue discussioni e minacce da parte sua”.
Con la madre la ragazza aveva un rapporto conflittuale, la accusava di essere poco presente sia fisicamente sia affettivamente nella sua vita. Così al momento della separazione, la figlia era rimasta a vivere con il padre ma dopo qualche mese ha deciso di andare ad abitare insieme alla mamma.
“Da allora non l’ho più sentita”, ha dichiarato l’imputato. Che ha poi ammesso: “Io ero troppo permissivo e mia figlia era viziata. Era più facile dirle di sì che affrontare una discussione, visto che già litigavo molto con mia moglie. Le davo tutto ciò che voleva: vestiti firmati, borse, scarpe. La accompagnavo in discoteca. Una volta l’ho pure portata da un chirurgo estetico perché si era messa in testa di rifarsi il naso. Aveva 14 anni e il medico le ha sconsigliato l’intervento”.
Nell’udienza di martedì sono state sentite anche le assistenti sociali e l’educatrice che si sono occupate del caso, e non hanno riferito di comportamenti sessualizzati da parte della ragazza. Elena Rossetti è la psicologa incaricata dalla difesa di analizzare la testimonianza della giovane durante l’incidente probatorio e valutare se la situazione di conflitto tra i genitori può aver influenzato le sue dichiarazioni: “Mi ha colpito come l’aspetto economico ha impattato sulla separazione; il fatto che la giovane non abbia mai pianto nel raccontare gli episodi e che non manifesti aspetti post traumatici tipici dei bambini che, in tenera età, hanno subito abusi”. Una valutazione psicologica in questo senso non è però mai stata fatta sulla ragazza.
La prossima udienza è stata fissata per il 7 gennaio.


