L'ospite speciale
|“Pronti ad aprire la stagione del 20%”, Tajani a Treviglio traccia la linea futura di Forza Italia
Ospite nella ‘Cena di Natale’ del direttivo lombardo degli azzurri il segretario nazionale ha rimarcato i temi fondamentali della politica di ‘risalita’ del partito: “Pronti ad accomunare tutti i civici che si sentono rappresentati; ormai il centrosinistra non esiste più”
“Questa grande presenza è sinonimo di un’alleanza coesa”, queste le parole donate, nel suo saluto agli oltre mille presenti, da Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia e Ministro italiano degli Affari Esteri durante la consueta ‘Cena di Natale‘ del direttivo lombardo dello schieramento azzurro, nella cornice della Fiera di Treviglio.
Una serata ricca di affiliati, militanti e volti ospiti a celebrare il periodo di crescita del partito fondato da Silvio Berlusconi e del quale Tajani oggi si fa messaggero.
“Vogliamo arrivare al 20% e siamo convinti di poterci arrivare – esordisce Letizia Moratti presidente della Consulta nazionale del partito ed eurodeputata -, siamo sempre più composti da persone che compongono un mondo molto vario e che, soprattutto, ci crede. E’ stato un anno che ha portato al successo delle elezioni europee e delle regionali in Piemonte e in Liguria. Grazie a tutto questo, ora sappiamo stringere sempre di più un’alleanza coesa tra regioni per portare avanti progetti importanti ed essere forti. Un augurio, come Lombardia, per conquistare i maggiori comuni a partire da quello di Milano, un gesto che dobbiamo al nostro presidente Silvio Berlusconi. Noi possiamo essere la nuova casa di rappresentanza di quel gruppo che si sente perso”.

Tra i numerosi profili del mondo politico hanno preso parte anche: il neopresidente della Regione Liguria Marco Bucci, il vicepresidente del Ppe ed europarlamentare Massimiliano Salini, l’ex presidente regionale Roberto Formigoni, gli assessori regionali Simona Tironi e Gianluca Comazzi, i consiglieri lombardi Giulio Gallera, Jonathan Lobati, Ivan Rota e Sergio Gaddi, oltre al coordinatore provinciale di Bergamo Umberto Valois e quelli di altre provincie regionali (Como, Lodi, Milano, Cremona, Pavia, Varese, Mantova, Brescia, Monza Brianza, Sondrio e Lecco).
“Proseguiamo per una strada nella quale tutti cercano di fermarci, senza però riuscirci – così Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia e uno degli ‘ospiti’ leghisti presenti – Nonostante il momento vissuto in Regione siamo riusciti ad essere la locomotiva d’Italia, scalando anche i vertici europei, con la volontà di guardare sempre avanti. Crediamo fortemente nella riforma dell’autonomia, che farà bene al nostro paese rendendo la nazione più competitiva; una riforma con tanti rinvii ma arrivata alla stretta finale, con obiezioni che non hanno inciso sulla validità della riforma, guardando con grande positività e ottimismo. L’Europa ci creerà qualche problema ma siamo convinti della nuova commissione, per un Europa centrale e fondante”.
Una crescita costante quella di Forza Italia che, solo poco tempo fa era crollata fino al 6% delle preferenze, facendola quasi diventare il tallone d’Achille della coalizione di centrodestra. I numeri stanno cambiando: a livello nazionale il conto delle tessere di affiliazione è arrivato a sfiorare quota 150mila e sembrerebbe una cifra destinata ad aumentare ancora nel corso degli anni.
“Abbiamo toccato le 20mila iscrizioni in Lombardia ed è un grandissimo traguardo – analizza Alessandro Sorte deputato e segretario regionale di Forza Italia in Lombardia -, a sancire la grande squadra che siamo. Alle europee abbiamo sfiorato il 10% ma ora vogliamo sbarcare qui in Lombardia come primo partito in Regione alle politiche dopo il grande e orgoglioso successo di aver eletto due Europarlamentari”.

Le parole del leader di Forza Italia
Spazio poi al grande ospite della serata, Antonio Tajani che, introdotto da Sorte, ha salutato la sala gremita e ha ribadito e analizzato i punti salienti del crescente anno passato e i punti fermi della politica futura: “La presenza di tutti è sinonimo di un alleanza coesa – esordisce Tajani, accolto calorosamente al suo arrivo in Fiera -. Il nostro movimento è salutare e occuperemo uno spazio importante, come abbiamo cominciato a fare con le europee, con la fiducia di andare avanti così anche nelle politiche. Dobbiamo continuare questo salto di qualità, aprendo le porte ai civici, con un progetto per rinforzare il centrodestra ed andando a prendere i voti che cercano un punto di riferimento politico; moltiplicheremo le iniziative e annunceremo i cambiamenti che abbiamo in mente”.
Un obiettivo ben fissato ad accrescere quella percentuale decisamente crollata negli ultimi anni, che ha visto anche spiccare su tutti il partito di Giorgia Meloni, ma ora in decisa ripresa: “Inizieremo la ‘stagione del 20%‘, anche perché il Paese ne ha bisogno. Io credo fortemente nel progetto di Silvio Berlusconi, per costruire un centrodestra di governo; stiamo facendo bene: i dati occupazionali sono in crescita e anche le ore sono lievitate, la situazione sociale sta migliorando, ma si può fare sempre di più”.
Una crescita che, secondo il leader azzurro, sta avvenendo su più fronti: “Sosterremo i mondi che creano lavoro, per essere anche protagonisti sul panorama internazionale e facendo crescere anche le esportazioni, per diventare così una, sempre maggiore, potenza commerciale mondiale. La borsa sta andando meglio, a sancire un Paese che sta diventando garanzia di stabilità“.
Non mancano i chiari messaggi alle altre forze politiche e le prese di posizione: “Non si illudano gli avversari che il Governo si fermi prima delle politiche, anche se sono convinto che anche alle prossime vinceremo. Qualche maligno osservatore critico dice che mettiamo in difficoltà gli alleati: noi siamo e saremo sempre leali, che è ben diverso dall’essere fedeli, perché essere leali significa avere dei valori nel Dna come l affidabilità e questo siamo noi; essere fedeli si può esserlo anche di qualcun altro”.
Un cenno anche a quell’apparente crisi con la Lega fatta di pareri contrastanti sui temi più scottanti del momento (ius scholae e politica europea su tutti), culminata poi in quel rumor, poi smentito, su una possibile candidatura separata del carroccio nelle regionali in Veneto: “Abbiamo alcune idee diverse nel centrodestra ma è normale, anzi arricchente, avendo così un’offerta politica più ampia, basata con dei minimi comuni denominatori: tutela, favorire la migrazione regolare e la sicurezza dei cittadini. Noi stiamo dalla parte dei figli del popolo, come le forze dell’ordine che tutti i giorni vengono aggredite barbaramente. L’elettorato di centrodestra non è tutto uguale; noi andiamo a cercare anche ex democristiani e socialisti che non vogliono finire nella sinistra di Elly Schlein, anche perché il centrosinistra non esiste più e dobbiamo essere in grado di recuperare questi cittadini per mostrargli il nostro progetto e fargli capire che si riconoscono in quello che rappresentiamo. I sindacati devono proteggere e tutelare il volere dei cittadini e lavoratori non di un partito politico”.
“Di straordinaria importanza sono anche le amministrazioni locali – conclude Tajani -, perché conoscono il volere dei nostri singoli cittadini; quando dico maglie più strette vuol dire accomunare tutti i locali che vogliono avvicinarsi a noi e sostenere le idee di Forza Italia; i congressi comunali che faremo daranno un grande contributo. Di Berlusconi c’è n è uno solo e non avendo più il leader ispiratore dobbiamo essere in grado di gestire l’eredità che ci ha lasciato, essendo capaci di eleggere una classe dirigente dal basso, non più dall’alto. Non dobbiamo guardarci indietro ma valorizzare le nostre forze, ossia le idee di Berlusconi che dobbiamo avere il coraggio di far camminare sulle nostre gambe, mettendo al centro la persona: lo Stato deve servire il cittadino“.






