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L’Aci onora Jean-Marc Todeschini: bergamasco, senatore in Francia

Il 6 dicembre la consegna di una targa al merito: “Tra i miei migliori ricordi il centenario della Prima Guerra Mondiale”

Jean-Marc Todeschini, personalità di consolidato prestigio politico in Francia, torna nella terra delle sue origini, in Valle Imagna. Lo fa dopo 22 anni da Senatore della Repubblica transalpina e per 3 anni Ministro degli ex-combattenti e della memoria, un incarico e una responsabilità di rilievo, anche per il passato di potenza coloniale della Francia, dall’Asia all’Africa.

In questi ultimi vent’anni lo ha fatto ufficialmente per due volte in Provincia, su invito dell’allora presidente Valerio Bettoni. Al paese d’origine della sua famiglia è però molto legato e le occasioni e i motivi per qualche ritorno non mancano. Ora sarà di nuovo tra noi il 6 dicembre, quando, alle 11 nella sede dell’Aci in via Maj, 16, Jean-Marc avrà un ulteriore segno di apprezzamento per aver fatto “viaggiare” e onorato ai livelli più alti di Francia il nome di Bergamo e dell’Italia. Tifoso ‘doc’ dell’Atalanta, insieme con il fratello Mario, alla sera farà il tifoso nerazzurro allo stadio, dove si giocherà Atalanta-Milan.

Con Bettoni e il direttore dell’Aci, Giuseppe Pianura, ci saranno diversi invitati, autorità e anche amici valdimagnini che vogliono esprimere il loro grazie, ora che a fine settembre Todeschini ha lasciato Parigi per far ritorno nel Dipartimento della Mosella, a Talange, la sua città. E proprio a Talange il 18 dicembre prossimo, riceverà dall’ex-Presidente, FrançoisHollande l’alta onorificenza della Legion d’Onore. Per l’occasione, ecco quest’intervista di rivisitazione di un impegno e di una lunga carriera politica che fanno onore alla Valle Imagna, a Bergamo e all’Italia.

Jean-Marc Todeschini, proviamo a ripercorrere questa sua brillante esperienza umana e politica…

“Sono stato eletto al Senato a fine settembre 2001, rieletto nel 2011 e nel 2017 – così Todeschini -. La sinistra è diventata maggioranza al Senato francese dopo le elezioni del 2011, fui designato 1° Questore al Senato, carica ricoperta fino al 2014, quando entrai a far parte del governo. Tre sono i questori: il 1° è di fatto la seconda carica di questo ramo del Parlamento e viene subito dopo il Presidente, con la responsabilità del budget, del funzionamento e di tutto il personale. Dopo essere stato ministro, fui rieletto senatore nel settembre 2017 e ho deciso nel 2023 di non ricandidarmi al Senato, riuscendo però a far eleggere il mio sostituto”.

La sua carriera ha contemplato anche la responsabilità di un Ministero. Fu un incarico voluto e deciso personalmente dal Presidente Hollande…

“Sì, François Hollande mi chiamò il 21 novembre 2014 a mezzogiorno per chiedermi di entrare nel governo, dopo le dimissioni forzate del mio predecessore. Assunsi le mie funzioni il giorno successivo”.

Con quanti Presidenti della Repubblica s’è rapportato nel corso della sua carriera di politico ed esponente socialista?

“Ho avuto modo di conoscere 5 Presidenti della Repubblica dal mio esordio in politica nel 1983 come primo vicesindaco del mio Comune, Talange, nella Mosella, poi come consigliere regionale della Lorena e infine senatore sempre della Mosella. Contemporaneamente sono stato responsabile del Partito socialista nel mio Comune dal 1978 e responsabile dell’intero dipartimento della Mosella dal 1995 e per 19 anni”.

Che ricordi ha di Mitterrand?

“Mitterrand è stato un grande Presidente: responsabile del Partito Socialista per 10 anni, fu eletto nel 1981, permettendo alla sinistra di formare un governo, il primo dopo la Quinta Repubblica, avviata nel 1958 dal generale Charles De Gaulle.  Mitterrand riuscì in un’impresa storica: l’intesa nel 1977 su un “programma comune” di governo con tutti i partiti della sinistra, ciò che consentì la vittoria nel maggio 1981. Con l’uscita dei comunisti dal governo nel 1983, la sinistra rimediò una sconfitta nelle elezioni legislative del 1986, con il ritorno della destra al potere. Mitterrand non si perse d’animo e, da coraggioso battagliero qual era, riuscì ad essere rieletto nel 1988 e a riportare la sinistra al potere. Fu in sostegno di François Mitterrand che mi iscrissi al Partito socialista nel settembre 1977, all’epoca di una prima crisi della sinistra con il Partito comunista. Mitterrand ha saputo dare e lasciare un’impronta per tutta la sinistra francese alla quale seppe aprire prospettive europee”.

Nella scia di Mitterrand fu poi la volta del suo amico Hollande…

“Nel 2012 Hollande riuscì a diventare il secondo Presidente socialista dopo Mitterrand e dopo la sconfitta di Lionel Jospin, che pure era stato un eccellente Primo Ministro dal 1997 al 2002, in un periodo di difficile coabitazione con Jacques Chirac, Presidente di destra”.

Un suo giudizio da politico sui due Presidenti…

“François Hollande è stato ingiustamente criticato per la sua scelta di essere un “Presidente normale”. Jean-Luc Mélenchon e altri socialisti soprannominati “i frombolieri” furono gli affossatori della sinistra stessa. Il panorama politico francese è oggi frammentato, se non a pezzi, e François Hollande è stato rieletto deputato nel luglio scorso, mosso dalla volontà di ridare slancio alla sinistra socialdemocratica di fronte all’estrema sinistra schieratasi con Mélenchon e soprattutto per contrastare l’estrema destra”.

Come si trova adesso nella sua nuova vita da pensionato?

“Diciamo che sono finite le continue trasferte a Parigi. A 71 anni ho deciso di non ricandidarmi, anche perché il tempo della modernità si è messo a correre molto velocemente. Rimango consigliere comunale nella città di Talange, dove la mia figlia maggiore oggi è vicesindaco, responsabile dell’istruzione”.

Mitterrand al termine della sua prestigiosa vita politica confessò in un’intervista che “all’improvviso ci si sente soli, perduti nell’immensità dei mondi”. Lei come vede il suo lungo cammino?

“Per me l’impegno politico è stato il complemento del mio essere insegnante in un Comune operaio che ha visto la scomparsa di migliaia di posti di lavoro con la chiusura delle acciaierie. “Cambiare la vita!” era il tema di una canzone socialista e ho voluto contribuire a modo mio per il raggiungimento di questo obiettivo, avendo sempre come punto di partenza e di riferimento le mie origini e le molte dure fatiche vissute dalla gente della mia regione nei rapidi e vorticosi cambiamenti da metà Novecento a oggi. Ho lavorato per l’idea e l’ideale del Partito socialista e della sinistra francese, tra speranze, risultati, ma anche delusioni. L’amicizia con François Hollande ha rappresentato una spinta propulsiva per la mia azione politica. Anch’io per certi versi sono stato emigrante: ho dovuto viaggiare per il mondo, avendo la fortuna di incontri incredibili e interessanti con donne e uomini che nel piccolo e nel grande hanno fatto la storia per il benessere, il progresso, la crescita della democrazia e della libertà. Purtroppo m’è toccato anche vivere realtà dolorose e drammatiche, situazioni terribili per popolazioni come quelle dei Paesi del Sahel, del Mali, dell’Africa Centrale e altrove”.

Quale il ricordo più bello della sua esperienza da senatore e ministro?

“Forse rimarrà la preparazione al centenario della fine della prima guerra mondiale, con un grande momento a Verdun, il 29 maggio 2016, alla presenza della Cancelliera tedesca Angela Merkel e del Presidente François Hollande. Fu una straordinaria opportunità per lavorare con i giovani sulla memoria dei conflitti e sulla decisiva importanza di lavorare per la Pace. Purtroppo oggi la guerra è tragicamente presente vicino a noi da tre anni nella nostra Europa e da oltre un anno nel Medio Oriente. Probabilmente è per questa mia dedizione al servizio della Repubblica che il 14 luglio 2024 sono stato promosso all’Ordine della Legion d’Onore, il primo Ordine in Francia. Il 18 dicembre prossimo, François Hollande, con il quale ci vediamo regolarmente, verrà di nuovo nella mia città, a Talange, per conferirmi le insegne di Cavaliere della Legione d’Onore, un riconoscimento che non può essere attribuito mentre si ricopre un incarico parlamentare. Sarà per me una data memorabile”.