“Oceania 2”, sequel dall’animazione stupenda che amplia gli orizzonti (verso la saga)
Dopo aver ricevuto un inaspettato richiamo dai suoi antenati, Vaiana deve viaggiare verso i lontani mari dell’Oceania e in acque pericolose e dimenticate, insieme ad un gruppo di improbabili navigatori, per un’avventura diversa da qualsiasi cosa abbia mai affrontato
Titolo: Oceania 2
Titolo originale: Moana 2
Regia: Dave G. Derrick Jr., Jason Hand, Dana Ledoux Miller
Paese di produzione/ anno/durata: Stati Uniti/ 2024 / 100 min.
Sceneggiatura: Jared Bush, Dana Ledoux Miller
Art director: Tamara Lusher
Sceneggiatura: David G. Derrick Jr.
Musica: Emily Bear
Voci originali: Auli’i Cravalho, Dwayne Johnson, Rachel House, Awhimai Fraser, Khaleesi Lambert-Tsuda, Temuera Morrison, Nicole Scherzinger
Voci italiane: Emanuela Ionica, Chiara Grispo, Fabrizio Vidale, Angela Finocchiaro, Giorgia, Luna Toati, Roberto Pedicini, Micaela Incitti, Marco Mete
Produzione: Walt Disney Animation Studios
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
Programmazione: Teatro Lottagono Bergamo, Cinema del Borgo Bergamo, Cinema Nuovo di Albino, UCI Cinemas Orio, UCI Cinemas Curno, Sala della Comunità Branzi, Garden Clusone, Cineteatro San Fedele Calusco d’Adda, Sala della Comunità Casazza, Iride-Vega Costa Volpino, Starplex Romano di Lombardia, Auditorium San Zeno Osio Sopra, Cineteatro Gavazzeni Seriate, Arcadia Stezzano, Treviglio Anteo spazioCinema, Trieste Zogno
Uno sguardo capace di ampliare l’orizzonte, che cerca fratellanza nel prossimo, attraverso nuove vie mai scoperte e mai percorse. È lo sguardo di Vaiana, che torna protagonista in “Oceania 2”, nuovo Classico Disney, al cinema dal 27 novembre.
Sequel del film d’animazione del 2016, questo nuovo Classico ritrova Vaiana (doppiata in italiano da Emanuela Ionica), non più ragazzina, pronta ad affrontare un nuovo viaggio insieme al semidio Maui (Fabrizio Vidale). Lo spirito di Tautai Vasa le appare e la invita a ritrovare l’isola di Motufetu, in grado di connettere tutti i popoli dell’oceano, fatta sprofondare dal malvagio dio delle tempeste Nalo (Roberto Fidecaro).
Un viaggio di scoperta che la protagonista affronta, questa volta, con un vero equipaggio che la accompagna sulla zattera a vela: il gallo Heihei ed il maialino Pua (già presenti nel primo film, ai quali vengono affidate le scene più slapstick), l’inventrice Loto (Giulia Luzi), l’anziano contadino Kele (Marco Mete), il giovane e forte cantastorie Moni (Danilo Salpietro) e il guerriero Kakamora Kotu. Con loro, torna Maui (un efficace e divertente mix tra Dwayne Johnson e Jack Black), imprigionato dopo l’incontro con Nalo e Matangi (doppiata da Giorgia), la sua esecutrice.
Il film, co-diretto da David G. Derrick Jr., Jason Hand e Dana Ledoux Miller, riprende la classica struttura del viaggio dell’eroe, in cui la protagonista deve affrontare diversi ostacoli per approdare a Motufetu. Una meta che si può raggiungere percorrendo però diversi percorsi possibili, come viene spiegato a Vaiana dalla donna-pipistrello Matangi. Nuove vie da trovare, ampliando gli orizzonti, in un viaggio dove paure e riflessioni portano il coming of age di una ragazzina desiderosa di conoscere ciò che la circonda verso il diventare una giovane che “non ha bisogno di essere principessa”, ma esploratrice capace di essere guida per la propria gente.
Rimane fondamentale il rapporto con la famiglia, in particolare con la sorellina Simea (Luna Tosti), che la spinge nel ricercare un futuro migliore ma che, allo stesso tempo, le ricorda le sue amate radici, così come lo spirito della nonna Tala (Angela Finocchiaro) che sottolinea l’importanza di credere in sé. Forza e determinazione servono alla protagonista per affrontare il viaggio alla ricerca dell’isola che è ideale simbolo di connessione tra i vari popoli del Pacifico, una ricerca dove l’ignoto non è visto come minaccia, ma come concreta possibilità di sopravvivenza comune.
Un messaggio che segue anche la nuova rotta delle “principesse Disney non convenzionali”, in questo caso però portata avanti con una narrazione debole, che non si discosta molto dalle ottime premesse del primo capitolo. Una sceneggiatura che non raggiunge particolari vette espressive, che pecca un po’ nella caratterizzazione dei personaggi e forse anche debitrice di una struttura ad episodi originariamente pensata per la serie Disney+ prevista ad inizio progettazione. Plot che viene concluso nell’avventura, ma che rimane aperto, ponendo sul finale le premesse per un terzo capitolo. Meno ispirate anche le canzoni, nelle quali si sente la mancanza di Lin-Manuel Miranda.
Il vero punto di forza di “Oceania 2” risiede nella tecnica d’animazione, che da tempo non era così efficace nei Classici. Basti pensare alla realizzazione dell’oceano ed alle sue linee di movimento, oltre che ai colori brillanti nei paesaggi e nelle sequenze oniriche. Il tutto accompagnato da un’ottima cura nelle animazioni, sia nelle scene d’azione che in quelle slapstick, oltre che nella precisione e nella cura dei dettagli.
Colori e dettagli in cui bisogna perdersi, come nel viaggio esteriore (ed interiore) di Vaiana, dove bisogna perdersi ed affrontare l’ignoto, per raggiungere un futuro possibile e, in questo, ritrovarsi.


