Fondazione Gusmini, i sindacati: “Serenità dell’ambiente e benessere dei pazienti le priorità dei dipendenti”
Nonostante i rapporti tesi ai piani alti il personale della Onlus si impegna per la continuità del servizio: giovedì 5 dicembre prevista un’assemblea sindacale
Vertova. La priorità dei dipendenti è chiara: esercitare la loro professione in un ambiente di lavoro sereno e fornire il miglior servizio possibile ai pazienti. Alla Fondazione Gusmini la situazione è esplosiva: l’amministrazione ha chiesto le dimissioni del direttore generale Antonio Pezzotta, denunciando scelte “eticamente inopportune” prese dal Cda che ha presieduto la Onlus nel quinquennio 2019-2024.
Mentre sul lato dirigenziale i rapporti tra le parti in causa rimangono tesi, prosegue il lavoro dei sindacati per vigilare sul rispetto dei diritti dei dipendenti della Fondazione: giovedì 5 dicembre è prevista un’assemblea sindacale programma con la direzione sanitaria della Onlus, un confronto nel quale la Cisl Fp intende fare chiarezza su quanto emerso nell’assemblea del 15 novembre scorso e su quanto sta accadendo ai piani alti dell’istituzione benefica vertovese.
“L’obiettivo dei lavoratori è chiaro – spiega Giovanna Bettoni, operatrice politica Cisl Fp Bergamo che si occupa dei rapporti con i dipendenti della Fondazione Gusmini -. Le loro priorità sono essenzialmente due: da un lato essere messi nelle condizioni di lavorare sgombri di preoccupazioni, cosa che nelle ultime settimane è venuta meno, dall’altro tutelare il benessere dei pazienti e l’eccellenza del servizio a loro offerto”.
“Mercoledì sera (27 novembre, ndr) ero presente all’assemblea pubblica indetta dal Comune, il mio compito è di essere a fianco dei lavoratori – continua Bettoni -. Il nostro obbligo è la salvaguardia delle relazioni sindacali, vogliamo portare il nostro contributo per una distensione dei rapporti in modo da garantire una continuità generale dei servizi e la serenità dei dipendenti, a prescindere da chi ha ragione o torto”.
La Gusmini da anni è diventata una realtà importante non solamente per la Val Seriana bensì “per Bergamo e per tutto il territorio provinciale. Sono felice che ci sia attenzione e partecipazione intorno al suo destino”, conclude l’operatrice.
Da gennaio 2022 a tutto il personale dipendente della Fondazione è stato applicato il Ccnl degli Enti Locali, annullando tutte quelle differenze economiche, di orario di lavoro e di tutele che si erano create per circa 90 operatori che per il contenimento dei costi di gestione da qualche anno si vedevano applicato il Ccnl Uneba. Uneba in realtà è il contratto collettivo nazionale più applicato nel settore delle Rsa: la scelta si mosse dunque controtendenza ma venne definita “lungimirante” dagli stessi sindacati. Il cambiamento era stato voluto quasi tre anni fa dall’allora presidente del Cda Pezzotta con l’intenzione di fidelizzare il lavoro degli operatori della struttura.
Nel marasma che la Onlus sta attraversando in queste settimane i dipendenti vorrebbero rendere chiaro quello che per loro è realmente importante: il benessere dei malati che si affidano alla struttura e la tranquillità del personale stesso nel portare loro l’assistenza e la cura di cui hanno estremamente bisogno.



