Bergamo, il “piano rincari” su nidi, tassa di soggiorno, parcheggi e servizi cimiteriali
L’amministrazione comunale comincia a studiare una serie di interventi per far quadrare i conti del prossimo Bilancio di previsione
Bergamo. Che fosse qualcosa di più di una semplice preoccupazione, lo si era già capito. Certo, questa volta, la sindaca Elena Carnevali, a microfono aperto, durante la seduta del Consiglio Comunale, non si è tirata indietro e l’ha detto chiaramente: “Con i tagli imposti da questa manovra di Bilancio, saremo costretti ad aumentare i costi”. Stupisce? Non all’orecchio attento. Pur con parole diverse, ma in diverse occasioni, infatti, la prima cittadina di Bergamo aveva già chiaramente espresso i suoi timori sugli anni a venire, pronta a vivere, insieme alla comunità che l’ha scelta, non certo quelli di abbondanza del periodo post pandemia, dove la manna dei fondi del Pnrr ha talmente fatto la sua parte da garantire sviluppo e decollo della città. Ma, come si diceva, i fondi non solo illimitati e il tempo non è eterno.
L’orizzonte economico-finanziario di Palazzo Frizzoni, come del resto quello di qualunque altro Comune, pur con le dovute proporzioni, non sembra così roseo. E se da un lato, al momento, i conti tornano, le previsioni sembrano quantomai difficili. E questo la sindaca lo sa. Non sono bastati infatti i moniti lanciati dal palco della 41esima assemblea annuale dell’Anci, con un discorso che richiamava le parole del presidente Mattarella, serviva anche una sferzata tra le mura di casa. Un tentativo di preparare il terreno? Sicuramente. Carnevali, nell’intervento tenuto in Consiglio Comunale dello scorso 28 novembre, ha praticamente snocciolato situazioni e numeri, invitando ad una riflessione bipartisan e ad andare oltre le bandiere politiche. E per la prima volta davanti al “suo pubblico” l’ha detto: gli anni a venire saranno ben diversi da quelli appena vissuti. Ma quella che forse è passata per alcuni come una doccia gelata o per altri come il tentativo di buttare la palla in corner, in realtà altro non è stata che la prima vera ammissione di un pensiero più volte sussurrato e oggi diventato consapevolezza. Meno trasferimenti, tagli per 3 milioni di euro, accantonamenti blindati, spending review e via andare. Senza dimenticare le spese urgenti e tragicamente impreviste, una su tutte quella derivante dai danni dell’alluvione. Un fiume in piena, nemmeno tanto metaforico, che si è riversato, drammaticamente, sulle vite dei cittadini e sui conti pubblici. Nel contesto generale di un Paese che arranca, perché questo racconta la legge di Bilancio che verrà varata entro la fine dell’anno dal Governo.
Peccato che, sia in generale che in particolare, meno soldi significhi meno servizi e aumento dei costi. Necessarie dunque riflessioni e scelte, anche per un’amministrazione che si trova a dover fare i conti oggi di quanto accadrà domani, e lo fa ragionando, così sembra, su un piano di rincari, sull’aumento dei costi di alcuni servizi. Nulla è ancora certo e nulla è ancora stato definito. Ma al vaglio nessuna voce è esclusa. E mentre la Giunta “ci pensa”, gli uffici lavorano per trovare la quadra, per preparare un “bilancino” da redigere entro metà dicembre, strumentale poi alle scelte politiche. Tocca capire innanzitutto quanto servirà per mettere in sicurezza il Bilancio del Comune e da lì partire per costruire una strategia d’intervento. E se alcune voci non si possono rimodulare, tipo l’Irpef, già al tetto massimo consentito dalla legge, o l’Imu, che di fatto è una partita di giro come l’iva, altre sono esposte alla forbice.
In cima alla lista l’aumento delle tariffe della sosta, tema rispetto al quale sul tavolo della Giunta, proprio il giorno dei lavori del Consiglio, è arrivata una prima bozza, un’ipotesi ancora tutta al vaglio. Equilibri difficili, quelli da tenere. Perché se da un lato sembra “facile” aumentare di qualche centesimo il costo all’ora di un parcheggio, dall’altro non è semplice né popolare mettere le mani in tasca ai cittadini. Senza contare, poi, le ricadute su chi vive del passaggio della gente. Di chi ci mangia con il commercio. E visto che la buona amministrazione è fatta anche di forme compensative, si lavora già per cercare di arginare i disagi che questo porterà ad una delle anime della città. Il commercio.
Nella stanza dei bottoni i temi sono anche altri. Si parlerebbe infatti di un nuovo rialzo della tassa di soggiorno, voce peraltro tra le più importanti in termini di entrate nel Bilancio previsionale, grazie anche al volano dell’anno della Capitale della Cultura e agli straordinari numeri del turismo, così come di un rincaro delle rette dei nidi e delle mense. Certo, se fosse, ci sarebbe da chiedersi che senso avrebbe avuto avviare la riqualificazione, a mezzo Pnrr, di cinque asili se poi non si hanno le risorse per pagare i dipendenti, facendo, magari, venir meno un servizio. Ma questa è un’altra storia. La lista non finisce qui. Si guarda e si spulciano con attenzione anche le voci relative, ad esempio, ai servizi cimiteriali e a tutto quanto riguarda la produzione di atti e documenti prodotti dagli uffici: anagrafiche, diritti e istruttorie, per fare degli esempi. È vero, il dado, assicurano, non è ancora tratto. Ma la via sembra tracciata.





