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Alla Co.Mac un giardino di iris per ricordare le donne vittime di violenza

Creando una piccola aiuola all’interno delle loro aziende, anche due imprese emiliane e una veneta hanno aderito al progetto “Una Iris per non dimenticare” di Cristina Mostosi, sorella di Paola

Bonate Sotto. Alla Co.Mac di Bonate Sotto il prossimo 6 dicembre verranno piantate, nel giardino aziendale, le iris per ricordare tutte le donne vittime di violenza. Come scrive l’azienda in post su LinkedIn il 25 novembre è stata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, “ma l’impegno di tutti e tutte non può e non deve fermarsi alle ricorrenze”.

Quella del 6 dicembre sarà la prima tappa del progetto “Una iris per non dimenticare” che unisce l’azienda bergamasca alla Cft Group e Raytec Vision di Parma e alla Siapi di Treviso, in un ideale filo rosso di sensibilizzazione. Il progetto vedrà la partecipazione di Cristina Mostosi, curatrice del giardino di interesse botanico “Le iris di Trebecco” di Credaro e fondatrice dell’omonima associazione che nasce dalla tragica esperienza del femminicidio di sua sorella Paola.

“Una iris per non dimenticare”, dedicato al ricordo di Paola e di tutte le donne vittime di violenza, prevede proprio la creazione di una piccola aiuola di iris in ciascuna di queste aziende. Perché “la cura di queste piante, simbolo di bellezza e resilienza, rappresenta un impegno quotidiano per non dimenticare le vittime di femminicidio e promuovere rapporti basati sul rispetto reciproco”.

Cristina Mostosi è figlia di Luigi, botanico di fama internazionale che per ben 35 anni si è dedicato alla coltivazione di iris barbate, dando vita a nuove varietà attraverso l’ibridazione. Dopo la scomparsa del padre Luigi, avvenuta nel 2015, la figlia Cristina ha continuato a prendersi cura dell’eredità paterna, che non parla solo di botanica ma anche di bellezza e rispetto.

Nel 2022, infatti, Cristina ha fondato l’associazione “Le iris di Trebecco” per combattere la violenza sulle donne. “Il progetto – scrive lei stessa- vuole sensibilizzare l’opinione pubblica affinché le violenze di genere non vengano sottaciute e vengano eliminate. Alla Bruttura degli orchi che fanno violenza sulle donne si vuole contrapporre la Bellezza delle iris, il Rispetto, la Gentilezza”.

Bancaria di professione e giardiniera per vocazione, è la sorella di Paola Mostosi, la giovane 24enne di Torre Boldone che nel 2002 è stata sequestrata, strangolata e gettata in un torrente da un camionista di 32 anni di Verdellino. Una delle vicende più drammatiche avvenute in Bergamasca. “La creazione dell’aiuola innesca un impegno di cura e costituisce un gesto per non dimenticare le vittime di femminicidio. Accudire l’aiuola significa non dimenticare quanta cura ci vuole ogni giorno per creare rapporti fondati sul rispetto della persona”.

“Per Cristina – sottolinea la Co.Mac. – le iris si sono trasformate in un simbolo di rinascita, bellezza e cura quotidiana. Piantare rizomi di iris nel nostro giardino sarà un modo per ricordare tutte le vittime, sapendo che la riflessione sulla violenza di genere e gli stereotipi sessisti deve andare avanti ogni giorno, insieme”.