Logo

Temi del giorno:

Violenza di genere, in Bergamasca oltre 1000 richieste di aiuto. Carnevali: “Serve una rivoluzione culturale”

In apertura dei lavori del Consiglio Comunale Oliana Maccarini, presidente di Aiuto Donna invita a lavorare insieme: “C’è la necessità di collaborare per arginare un fenomeno in crescita”

Bergamo. Oliana Maccarini, presidente dell’Associazione Aiuto Donna, apre i lavori del Consiglio Comunale e lo fa in occasione dell’appena passata Giornata contro la violenza sulle donne. Porta in aula i numeri e i racconti, ma anche le sensazioni e il perché, oggi più che mai, è importante tenere alta l’attenzione su quella che sembra sempre di più una piaga, dilagante, e sensibilizzare sul tema. “Ogni due giorni in Italia una donna è vittima di femminicidio – ha raccontato la presidente del Consiglio Romina Russo in apertura di discussione -. Solo nel 2024 sono state 98 le vittime, e di queste 84 hanno perso la vita in contesti familiari o affettivi. Le donne hanno pagato il più alto prezzo della violenza di genere che si manifesta in diverse forme, sessuale, psicologica, economica. Nella nostra Provincia sono state 1000 le richieste arrivate ai centri antiviolenza e il loro numero è in aumento. La maggior parte di queste donne hanno figli minori: le conseguenze sono gravi, le donne portano ferite che non si rimarginano e i figli vivono in un contesto violento, con un effetto negativo sulla loro crescita, la capacità di relazionarsi con le altre persone, di socializzare. E’ un fenomeno strutturale, che ha una matrice legata alla disparità di potere tra uomini e donne. E’ indispensabile che su questo tema si evitino strumentalizzazioni, ma che si vada tutti uniti nella convinzione che questo fenomeno va contrastato”.

Oliana Maccarini, presidente di Aiuto Donna: “C’è necessità di essere sul territorio e lavorare tutti insieme, uniti nella rete interistituzionale degli ambiti di Bergamo e Dalmine, perché quando si lavora insieme i risultati sono straordinari, con la presa in carico della donna, le azioni di sensibilizzazione, di formazione sistematica e continua di tutti gli attori. La violenza maschile contro le donne non dà segnali di diminuzione, dobbiamo continuare a lavorare. Lunga è ancora la strada che porta a sconfiggere il pregiudizio, da affrontare anche la continua emergenza delle risorse mai sufficienti. Per il capitolo casa-lavoro per le nostre donne degli ambiti Bergamo e Dalmine ha 10.098 euro per prorogare il progetto per i prossimi due anni, speriamo in un’integrazione. Lo scorso anno, Aiuto donna ha contabilizzato il suo lavoro, svolto in modo volontario, quantificato in 275mila euro”.
Un grazie all’associazione che si impegna sul territorio da oltre 25 anni arriva direttamente dalla sindaca Elena Carnevali: “Ringrazio e non solo per l’attività che l’associazione svolge. Ma anche perché questo è un luogo di accoglienza, di accompagnamento e pazienza, perché le donne spesso non hanno ancora deciso di porgere denuncia e sappiamo che quel tempo di attesa è tempo di coraggio. Non vogliamo riportare qui le celebrazioni del 25 novembre, vogliamo però dire quanto ancora si debba fare. Le parole del presidente della Repubblica Mattarella sono particolarmente significative, “non stiamo facendo abbastanza”. Quello che stiamo vivendo è indice della profondità di un danno e di mancanza di un livello culturale che riconosce nel rispetto, nell’accettazione di quel no, di recidere i rapporti che noi qualificiamo come tossici, se si misura con botte, prevaricazione, stalking. Nonostante il nostro sia un Paese civile e abbia una serie di strumenti importanti da mettere a terra contro la violenza, serve fare di più. Dovrebbe esserci una ribellione sociale, dovremmo fare una rivoluzione vera, tutti insieme, con gli uomini per cambiare la mentalità. Se lo facessimo, saremmo una società più giusta”.