Il futuro del trasporto pubblico, “Servono autisti, daremo una casa per attrarli”
La ricerca su come si spostano le persone nell’area di Pianura Network
“La dignità di un lavoratore si misura anche attraverso la possibilità di avere una casa, un luogo dove vivere e non solo lavorare.” Con queste parole, l’assessore regionale alla Casa, Paolo Franco, è
intervenuto al convegno sul TPL organizzato da Pianura Network a Treviglio e coordinato dall’ingegnere Franco Gazzotti per affrontare anche il tema della carenza di risorse umane nel settore
del trasporto pubblico. Sempre meno persone scelgono la professione di autista, ma il loro ruolo rimane fondamentale per la vivibilità delle città e delle periferie. Franco ha ribadito l’importanza
sociale del trasporto pubblico, collegandolo alla necessità di offrire condizioni di vita migliori per chi svolge questa professione.
“Le città e le zone periferiche sono più vivibili se raggiungibili. Garantire una casa agli autisti significa riconoscere il loro valore e incentivare un lavoro essenziale per la comunità”. L’assessorato guidato da Franco si è impegnato a sviluppare progetti che facilitino l’accesso alla casa per queste figure professionali, con l’obiettivo di migliorarne le condizioni di vita e attrarre nuove risorse nel settore. “La casa per un autista non è solo un bisogno, è un riconoscimento del loro contributo quotidiano al benessere della società,” ha concluso l’assessore.
La ricerca per ridurre i flussi di auto
Ridurre i flussi di automobili nei centri urbani, sviluppare infrastrutture che facilitino l’accesso alle città tramite mezzi pubblici e combattere l’evasione tariffaria, recuperando risorse preziose per
migliorare i servizi. Sono questi gli obiettivi per salire la percentuale del trasporto pubblico, oggi ferma al 7-8%, almeno al 10-15%, in linea con gli standard europei. Il focus di Pianura Network sulla mobilità, che si è svolto presso la Fiera di Treviglio, guarda al futuro, evidenziando l’importanza di un cambio di mentalità. La Generazione Z, nata tra il 1995 e il 2010, è già più predisposta a rinunciare all’auto privata in favore di mezzi di mobilità condivisa come autobus, treni, car sharing e bike sharing. Questa generazione è globale, multiculturale e sensibile alle tematiche ambientali, avendo un concetto di mobilità molto diverso da quello delle generazioni precedenti. Pianificare la mobilità del futuro richiede visioni strategiche a lungo termine, con investimenti mirati e l’introduzione di tecnologie innovative. Ma anche le aziende devono fare la loro parte.

Meno di un lavoratore su 4 risiede nel comune in cui lavora
Le province lombarde dell’area di Pianura Network raccontano una realtà variegata, in cui meno di un lavoratore su quattro risiede nel comune in cui lavora, con spostamenti casa-lavoro mediamente più lunghi per i giovani e differenze tra territori. I dati di Zucchetti mostrano anche un ricorso limitato allo smart working, con differenze significative tra settori. Per un territorio a imprenditorialità diffusa e piccole imprese, l’integrazione tra mobilità pubblica e privata è una sfida da esplorare, verso un modello di mobility management capace di adattarsi alla complessità della pianura lombarda.

Ma come si spostano i lavoratori nell’area di Pianura Network?
A raccontare la quotidianità degli spostamenti è una platea di 214.116 lavoratori residenti nel territorio e occupati in 36.246 aziende, con sede anche fuori dal perimetro della pianura, servite da
Zucchetti: un campione rappresentativo, analizzato dall’Osservatorio di Pianura Network, per comprendere le ampie dinamiche della mobilità. Di queste 214.116 persone, solo 48.548 lavorano
nella stessa città in cui vivono: il 22,7%, meno di uno su quattro.
Il 77,3% del campione lavora in una città diversa da quella in cui vive: tra questi, il 50,9% lavora in un comune della stessa provincia, il 22,5% lavora in una provincia diversa da quella di residenza, il 3,9% esce dai confini regionali.
Osservando le distanze medie casa-lavoro, i valori più bassi si riscontrano a Bergamo (10,8 chilometri); nelle province di Brescia, Cremona, Lodi e Mantova si segnalano invece spostamenti leggermente più ampi, tra i 12 e i 13 chilometri in media; mentre la provincia di Pavia spicca per le distanze medie più marcate, superiori ai 17 chilometri.
Se guardiamo invece l’età dei lavoratori, notiamo come risultano più ampie le di stanze percorse dai lavoratori della Generazione Z (nati tra i medio-tardi anni Novanta e i primi anni Dieci, in media 14,5 chilometri) e dei Millennials (nati tra l’ini zio degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, in media 13,5 chilometri), mentre gli spostamenti si ridu cono tra la Generazione X (persone nate tra il 1965 e il 1979, in media 12,9 chilometri) e i Baby boomer (chi è nato tra il 1946 e il 1964, in media 12,1 chilometri). Perché? «All’inizio della propria carriera lavorativa c’è una maggior propensione alla mobilità.

Il fenomeno dello smart working
Nelle province della pianura, in media si fa ricorso allo smart working tra le 7,1 ore (Mantova) e le 7,9 ore (Brescia) a settimana, l’equivalente indicativo di una giornata completa di lavoro; il venerdì è il giorno della settimana in cui si fa più utilizzo del lavoro a distanza, mentre al lunedì si registra il ricorso più basso. Quanto all’età, i Millennials sono coloro che sfruttano maggiormente questa modalità di lavoro.
Per il futuro dell’area di Pianura Network, che beneficia di infrastrutture importanti, come l’aeroporto Il Caravaggio, le autostrade A4 e Brebemi, così come la linea ferroviaria che collega Milano a Venezia, occorre dunque immaginare un’integrazione fra mobilità privata e mobilità pubblica con soluzioni ancora da esplorare. Nei prossimi anni si svilupperà certamente il car sharing verso una mobilità condivisa e sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.
Il cittadino lombardo potrà muoversi liberamente e comodamente utilizzando diversi mezzi di trasporto, tutti integrati tra loro. Sarà possibile, ad esempio, uscire di casa, prendere una bici in
sharing, poi un treno e infine un car sharing, il tutto gestito con un unico biglietto digitale, scegliendo la modalità più adatta alle proprie esigenze fra trasporto su gomma e su ferro.
Al convegno erano presenti i vertici del trasporto pubblico della Lombardia con Andrea Gibelli, presidente di FNM, e Giovanni Sanga, presidente di SACBO, e dell’Emilia Romagna con Paolo Paolillo, direttore di TPER insieme a numerosi altri amministratori delle province lombarde, tecnici e imprenditori che potete trovare nel file allegato del programma.



