UniBg e Heritage International Institute, un’intesa per promuovere il patrimonio culturale
Firmato il protocollo tra l’Università e il centro di eccellenza accademico: un accordo chiave per tutte le istituzioni del sistema territoriale bergamasco
Bergamo. Promozione, valorizzazione e accessibilità del patrimonio culturale e immateriale orobico. Sono queste le finalità dell’intesa siglata nel pomeriggio di lunedì 25 novembre tra l’Università degli studi di Bergamo e l’Heritage International Institute. Un accordo che celebra l’apertura dell’International School “Heritage Tourism for All. Tangible and Intangible Heritage Accessibility and Responsible and Inclusive Tourism”.
La scuola si tiene nel capoluogo tra le sedi universitarie, il sito Unesco, la valle e il complesso di Astino e prevede delle visite nel territorio, a Crespi d’Adda. Secondo la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, l’accordo è “un’opportunità di ricchezza per la città. Con la scuola condividiamo la stessa missione: sensibilizzare e formare gli studenti, oltre che rendere più forti le opportunità per far crescere la cultura e la conoscenza dei nostri patrimoni”.
“Abbiamo cercato di valorizzare peculiarità paesaggistiche diverse che caratterizzano il territorio, ricchezze singolari che devono essere valorizzate e sostenute. Altra grande ricchezza è quella umana dei bergamaschi, comunità accogliente e aperta – così il presidente della provincia Pasquale Gandolfi-. Il tema del percorso è turismo per tutti: non solo creare conoscenza condivisa ma anche promuovere una fruizione aperta e inclusiva per turisti e cittadini”.

L’iniziativa proseguirà online fino al 20 dicembre, con l’obiettivo di formare una nuova generazione di esperti che sappiano rendere il patrimonio culturale accessibile e fruibile per tutti, sviluppando un turismo pienamente responsabile e inclusivo.
“L’accordo porta ad un passaggio ulteriore, metterci a confronto con altre realtà nazionali e internazionali, con l’obiettivo di confrontarsi sul tema dell’heritage for all, valorizzare e rendere fruibili il territorio materiale e immateriale anche per chi non ha possibilità di fruirle”, spiega il rettore Sergio Cavalieri.
Anche Federica Burini, professoressa di Geografia presso l’Università degli Studi di Bergamo, sottolinea l’importanza di questo approccio: “Il confronto internazionale e la multidisciplinarietà saranno elementi chiave per costruire una visione comune sul futuro del patrimonio e del turismo, improntata alla responsabilità e all’accessibilità per tutti”.
Attraverso un programma interdisciplinare, la Scuola prevede di insegnare non solo le competenze tecniche per superare barriere fisiche e immateriali, ma anche di diffondere una mentalità orientata al valore imprescindibile dell’accessibilità.
“Si deve concretizzare un’idea comune di fruizione di un patrimonio culturale che deve essere disponibile a tutti. Vocazione etica condivisa con le istituzioni del territorio e con partner internazionali”, spiega Elisabetta Bani, Prorettore con Delega alla terza missione e ai rapporti con il territorio.
L’approccio transdisciplinare rappresenta una risposta alle complesse sfide della conservazione e dell’accessibilità del patrimonio culturale. La natura stessa del patrimonio richiede competenze diversificate per essere gestita in modo efficace.
Coinvolgendo esperti in diverse discipline – dall’architettura al digitale, dal diritto allo studio dei territori, all’analisi del turismo – il programma prepara i partecipanti ad affrontare i problemi da molteplici prospettive. Questo approccio non si limita alle conoscenze teoriche, ma sviluppa competenze pratiche e strategiche, per esempio elaborando delle proposte progettuali all’interno delle attività di project work declinate su esempi specifici di patrimonio culturale del territorio bergamasco, come la valle di Astino.
“L’International School rappresenta un passo fondamentale verso la costruzione di una nuova cultura del turismo, che non sia solo responsabile, ma soprattutto inclusiva e orientata al futuro – spiega Flaminia Nicora, prorettrice con delega all’Internazionalizzazione dell’Università degli studi di Bergamo -. L’Università è fortemente impegnata a promuovere un approccio critico e consapevole all’accessibilità del patrimonio, che tenga conto delle sfide sociali, economiche e culturali che affrontiamo oggi”.
Sergio Iovino, Ceo dello Heritage International Institute, dichiara: “Il nostro Istituto si è rivolto all’Università degli studi di Bergamo, al fine di affinare la collaborazione in particolare sui temi che legano lo heritage al turismo. L’Università ha risposto con entusiasmo ed è stato approvato un protocollo di intesa per promuovere la cultura dell’attenzione al patrimonio culturale materiale e immateriale, formando professionisti che sappiano valorizzarlo e renderlo accessibile. Ci aspettiamo che questa sinergia favorisca lo sviluppo di progetti concreti, come per esempio un progetto pilota sulla Valle d’Astino che ha ottenuto dal Consiglio d’Europa il Premio Paesaggio d’Europa 2021 – Landscape Award of the Council of Europe, per lo splendido ambito ambientale e monumentale incastonato nel cuore della città di Bergamo. Ciò consentirà di amplificare l’impatto della Scuola a livello internazionale, con pratiche e risultati replicabili in altri contesti”.
Qui il programma con tutti i dettagli dell’International School.


