“Un atto d’amore per il cinema”: Lab 80 riporta in sala “Dopo mezzanotte” in versione restaurata
La nuova versione in 2K, in occasione dei vent’anni dall’uscita del film, verrà presentata mercoledì 27 novembre allo Schermo Bianco con la presenza del regista Davide Ferrario
Bergamo. “È una storia semplice, un piccolo film gentile. È soprattutto uno svergognato atto d’amore per il cinema in quanto tale. Ci sono dentro i film di Pastrone, Buster Keaton, l’Alta Definizione e le marce funebri della Banda Ionica e di Daniele Sepe. Un paradosso? Non lo è da sempre, il cinema?”.
Così Davide Ferrario racconta il suo “Dopo mezzanotte”, che torna in sala in occasione del suo ventesimo anniversario, nel nuovo restauro in 2K, distribuito dal 27 novembre da Lab 80 film con la partecipazione di FIC – Federazione Italiana Cineforum. Una nuova versione che viene presentata mercoledì 27 novembre (ore 21) allo Schermo Bianco a Daste, con la presenza in sala del regista.
Il film è una commedia sull’amore, ma anche e soprattutto un omaggio al cinema, per il luogo in cui viene ambientata (il Museo del cinema), per le citazioni sparse di reperti del muto, ma anche per l’amore manifestato nei confronti del mezzo. “Dopo mezzanotte” è uno dei primi film girati in digitale in Italia, ambientato appunto a Torino, dalla periferia industriale fino al cuore della città, la Mole, sede del Museo.
Protagonista è Martino, custode notturno del Museo Nazionale del Cinema di Torino nella Mole Antonelliana, dove passa il tempo a visionare vecchi film muti ed a fare egli stesso delle riprese con una vecchia cinepresa ad 8 millimetri. Abita in un locale all’interno dell’edificio, che ha arredato imitando un film di Buster Keaton. Una sera Amanda, una ragazza che lavora in un fast food, per sfuggire alla polizia cerca rifugio nella Mole. Nell’insolito ambiente i due personaggi iniziano una strada convivenza, finché Amanda torna dal fidanzato Angelo – capo di una buffa gang di periferia – ma non vuole rinunciare a Martino.

Una storia d’amore ‘doppia’, che vede protagonisti Giorgio Pasotti, Francesca Inaudi, Fabio Troiano e Francesca Picozza, con la voce narrante di Silvio Orlando.
Realizzato grazie a A Season of Classic Films, un’iniziativa di ACE – Association des Cinémathèques Européennes e sostenuta dal programma Creative Europe MEDIA dell’Unione Europea, il restauro è stato effettuato a partire dal negativo camera depositato presso Cinecittà Studio, e realizzato nel laboratorio digitale della Cineteca del Museo Nazionale del Cinema nel 2023. La colonna sonora originale è stata recuperata dall’archivio privato di Andrea Malavasi, tecnico del missaggio del film.
“Guardami mi costa quattro anni di emarginazione. Alla fine, insieme allegro e disperato, decido di fare tutto da solo – spiega Ferrario – . Più che raccontare una storia, ho un bisogno quasi fisico di fare un film. Mi guardo intorno e i miei occhi incrociano la Mole e il Museo del cinema. Comincio a immaginarmi chi potrebbe vivere lì: un custode notturno… Così nasce Dopo mezzanotte, un pezzo dopo l’altro, senza sceneggiatura, con pochissimi soldi e con l’esperimento estetico-tecnologico del digitale in alta definizione. Autoprodotto tutto da me, all’inizio viene rifiutato da tutti i distributori; poi, dopo la presentazione a Berlino, diventa un successo internazionale… È stato come ricominciare da capo, una specie di seconda ‘opera prima’. Credo che Dopo mezzanotte sia un piccolo film pieno di grazia”. Un sentimento quasi fisico dal quale scaturisce un piccolo e sincero atto d’amore per il cinema, da riscoprire, dopo vent’anni, nel buio della sala.


