Un rebranding per un nuovo posizionamento che mette le persone al centro
Diachem, azienda italiana produttrice di agrofarmaci, agronutrienti e soluzioni per l’agricoltura biologica, ha lanciato giovedì 21 novembre a Interpoma 2024 il suo nuovo marchio.
Nel nuovo brand Diachem confluiscono le esperienze complementari di Chimiberg, specializzata in agrofarmaci, e Diagro, legata allo sviluppo di agronutrienti.
“Oggi inizia una nuova era – ha spiegato Francesca Dubbini, Strategy & Planning Lead di Diache –; siamo un’azienda italiana, familiare, attiva da oltre 70 anni nella protezione delle colture, e io rappresento la quarta generazione. Con il rebranding abbiamo unificato i nostri marchi in Diachem. Una scelta identitaria basata su sei valori guida: persone, rispetto, evoluzione, dinamismo, cura e cultura del settore. Alla base di questa decisione c’è un approccio integrato in cui agrofarmaci e agronutrienti rappresentano la soluzione all’insegna della sostenibilità per la colture, che ci permette di unire la nostra anima produttiva all’anima commerciale. Abbiamo una visione chiara: essere un’azienda familiare che offre soluzioni sostenibili per l’agricoltura, integrando sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il nostro obiettivo è garantire all’intera filiera dell’agricoltura un supporto affidabile per affrontare le sfide presenti e future. Questo rebranding è una nuova definizione, non solo un cambiamento estetico”.

Milena Crotti, Communication Manager, ha raccontato il percorso del rebranding sottolineando la sua relazione con il nuovo posizionamento aziendale: “Abbiamo indagato soprattutto ‘il perché’ esistiamo, ci siamo interrogati sui nostri valori ed abbiamo compreso che vogliamo produrre agrofarmaci ed agronutrienti per garantire un’alimentazione sana. Il nostro settore deve essere rivitalizzato, riposizionato, la nostra attività ha come obiettivo contribuire alla crescita e allo sviluppo di prodotti sani e sostenibili. E questo è un concetto che va divulgato, condiviso”.
Un obiettivo ambizioso che trova concretezza in un nuovo storytelling: “Con questo rebranding superiamo il racconto di prodotto per approdare a un racconto di marca. Passiamo da un approccio B2B e B2C a un approccio Human to Human, mettendo al centro le persone, i collaboratori e i clienti: il nostro impegno è orientato a comprendere e soddisfare i bisogni delle persone”.
Il rebranding è stato affidato all’agenzia di comunicazione Welcome che , dopo un approfondito assessment con tutti gli stakeholder coinvolti – componenti della famiglia, clienti, collaboratori – ha sviluppato un progetto organico. “Il payoff è la verbalizzazione del posizionamento dell’azienda – ha argomentato Luca Franceschini, Creative Director di Welcome – Il nuovo brand di Diachem si nutre del processo di metamorfosi da cui la natura prende forma. Le due D rappresentano Diachem, ma anche la famiglia Dubbini: si susseguono senza interruzioni a rappresentare il legame con il passato, ma si proiettano verso il futuro. La natura ha suggerito anche una diversa colorimetria: abbandonato il rosso, siamo approdati ai toni del verde. Abbiamo creato anche un Diachem Type, un font proprietario, un elemento importante della personalità di marca che comunica la propria identità in ogni occasione, ed abbiamo individuato un tono di voce caldo ma anche autorevole, tecnico e scientifico, in base ai diversi strumenti di comunicazione”.
Il nuovo marchio è destinato a diventare anche uno strumento nelle mani della forza vendita ed ha già convinto Roberto Castiglioni, Sales Manager: “È stato costruito sui valori della famiglia Dubbini e ci rappresenta. Noi facciamo quello che diciamo, come mi disse un cliente durante una delle mie prime esperienze professionali ormai sei anni fa. Sono certo che ci darà velocità, darà sviluppo alle potenzialità della nostra strategia a livello di mercato”.
Una strategia vincente, che ha portato Diachem ad essere presente “in 30 paesi, in Europa, Nord Africa, Turchia, e dal 2020 Brasile. Mercati raggiunti direttamente o attraverso le acquisizioni, come nel caso di Pireco che ci ha aperto le porte di Belgio ed Olanda” – ha spiegato Leonardo Dubbini, International Business Lead, che ha precisato: “La nostra anima produttiva resta un asset irrinunciabile perché ci permette di ampliare la gamma, con un’attenzione particolare a soluzioni biologiche sia per gli agronutrienti che per gli agrofarmaci”.
Il lancio del nuovo brand si accompagna anche ad uno sviluppo del sito produttivo di Caravaggio: “Siamo orgogliosi di essere una società produttiva, che vive il mercato sia attraverso la distribuzione dei propri prodotti, sia attraverso la realizzazione per conto di altri brand o distributori. Copriamo con i nostri impianti produttivi ogni tipologia di esigenza e presidiamo l’intero processo, dalla formulazione al packaging. Siamo un interlocutore affidabile per molte aziende del settore. E il nuovo progetto di sviluppo del sito di Caravaggio darà ulteriore slancio alla nostra azienda”, ha affermato Luca Dubbini, Operation & Roll Manufacturing Mkt Lead.
Diachem vara il nuovo marchio sullo scorcio di un anno con segno positivo. “Rispetto al 2023 siamo cresciuti del 6,5%, nell’anno in corso il fatturato si attesterà sui 47,5 milioni di euro, nei prossimi anni contiamo di investire 10 milioni di euro di cui 3 destinati al nuovo stabilimento e 7 allo sviluppo di nuovi prodotti”, ha dichiarato Roberto Dubbini, Group internal Controls lead.

Gianluigi Dubbini, CEO e Industrial Manager, Marco Dubbini, Amministratore Delegato, e Paolo Dubbini, Commercial e International Business Managing Director, esponenti della terza generazione imprenditoriale familiare, si sono detti fiduciosi nei confronti delle scelte delle nuove generazioni che consolidano il presente e il futuro dell’azienda, coniugando continuità ed evoluzione.


