Crescono le nuove imprese in Bergamasca, ma cala la fiducia. Resiste l’occupazione nel settore terziario
L’analisi dell’Osservatorio Congiunturale di Confcommercio Bergamo mette in luce l’andamento delle imprese nel settore terziario della provincia, con un focus sul clima di fiducia e sulla congiuntura economica del territorio
Bergamo. Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio Congiunturale di Confcommercio Bergamo, le imprese attive nel settore terziario della provincia sono quasi 44.000, rappresentando circa il 62% dell’intero tessuto imprenditoriale extra-agricolo locale. Di queste, circa due terzi appartengono al settore dei servizi, mentre il resto è suddiviso tra manifattura e costruzioni.
Nel terzo trimestre del 2024 si osserva un incremento delle nuove iscrizioni e una diminuzione delle cessazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo tra imprese nate e cessate è migliorato in tutti i settori, incluso il turismo. Rispetto al terzo trimestre del 2023, il bilancio tra nuove imprese e cessazioni risulta positivo (con un saldo di -17, rispetto a -31 dell’anno scorso), un dato che evidenzia la resilienza e la solidità del settore terziario.
Nonostante questi segnali positivi in termini di iscrizioni e cessazioni, gli imprenditori bergamaschi mostrano un lieve peggioramento della fiducia nell’andamento dell’economia italiana e nella propria attività economica. L’indice di fiducia scende da 39 a 36. La stessa tendenza si rileva anche a livello nazionale sia pure con dati leggermente migliori ( a 38).
“Il clima di fiducia ante covid era a 42 nelle economie italiane e 52 nella propria impresa, abbiamo recuperato negli anni post pandemia, ma quest’anno la situazione geopolitica ha influenzato questo dato” spiega Oscar Fusini direttore Ascom Confcommercio Bergamo.
L’indicatore relativo ai ricavi, invece, sebbene in calo rispetto a sei mesi fa, si mantiene comunque superiore alla media nazionale del settore terziario, che si attesta a 45. Questo dato rimane positivo, soprattutto in vista delle festività natalizie. Vi sono differenze significative a seconda del settore: i servizi si collocano a 53, il commercio a 46 e il turismo a 45. In base alla dimensione delle imprese, si evidenziano altri scostamenti: l’indice è di 39 per le microimprese (con un solo addetto) e di 58 per quelle con oltre 49 dipendenti, mentre le imprese con più di 10 dipendenti si attestano a 52.
L’occupazione nel settore terziario bergamasco si mantiene stabile, con un buon livello di resilienza da parte delle imprese. L’indice relativo all’occupazione per il terzo trimestre 2024 è pari a 48, con una previsione di stabilità anche per il primo trimestre del 2025 (47) e in linea con l’indice occupazionale nazionale livello nazionale a 47.
Per quanto riguarda i settori, i servizi presentano il valore più alto (55), seguiti dal turismo (48) e dal commercio (47).
L’occupazione è più forte nelle imprese di dimensioni medio-grandi: quelle con oltre 10 dipendenti registrano un indice di 54, con un ulteriore aumento nelle aziende con più di 50 dipendenti (56). Le piccole imprese, con 2-5 dipendenti, ottengono un indice di 46, mentre quelle con 6-9 dipendenti raggiungono un indice di 45.
Secondo Oscar Fusini, direttore Ascom Confcommercio Bergamo: “Il commercio sta soffrendo a causa della minor capacità di acquisto e la crisi dei consumi. Sul turismo, la parte legata all’accoglienza sta andando bene, anche se qualche difficoltà persiste. Il settore dei servizi è quello che sicuramente sta mettendo in evidenza una crescita verticale e la terziarizzazione dell’economia lo sta aiutando”.

Pierluigi Ascani, presidente di Format Research, si dice ottimista: “vediamo un tessuto vivo, lo attestano i dati della demografia delle imprese”, concorde Giovanni Zambonelli, presidente di Ascom Confcommercio Bergamo, che condivide un messaggio di fiducia: “Il sentiment è positivo, ci sono i dati a sostegno. I cittadini si sono preparati agli acquisti di natale, e anche la città, lo vediamo dagli investimenti per renderla più attrattiva”.


