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“Il mio calvario con l’assicurazione auto dopo l’alluvione del 9 settembre”
Auto sommerse a Bergamo durante l'alluvione dello scorso 9 settembre

“Dopo il nubifragio ho ritrovato cantina e box completamente allagati – racconta Previtali – Di tutto quello che ho perso, l’unico bene assicurato in caso di eventi naturali era la macchina. Da qui la speranza di recuperare qualcosa, come da polizza”

Bergamo. La testimonianza è scritta. Una lettera firmata da Massimo Previtali, residente a Bergamo e colpito dall’alluvione del 9 settembre scorso a causa dell’esondazione del Morla. Come Previtali anche altri cittadini sono nelle sue stesse condizioni. Ma ha trovato il coraggio, dovuto alla dignità, di raccontare il suo calvario con l’assicurazione auto. Vettura che è a causa dell’alluvione non è più utilizzabile.

“Sono vittima dell’alluvione – racconta Previtali – con tutte le conseguenze del caso (cantina e box completamente allagati con perdita di tutti i beni in esso contenuti tra cui scooter, auto, ecc.). Di tutto quello che ho perso, l’unico bene assicurato in caso di eventi naturali era l’auto, da qui la speranza di recuperare qualcosa, come da polizza. Purtroppo però, quando ci sono di mezzo le assicurazioni, le cose non sono andate esattamente nel modo in cui avrei immaginato”.

“Riporto la mia disavventura – continua – perché ritengo di non essere l’unico in questa situazione e per evidenziare quelle che a mio modo di vedere sono delle pratiche scorrette messe in atto da parte dell’assicurazione (probabilmente non solo la mia) per cercare di risparmiare su quanto dovrebbero risarcire, a discapito dei clienti”.

“Dopo aver fatto prontamente la denuncia il 9 settembre, dopo un paio di giorni si presenta il perito che certifica la non riparabilità del mezzo – spiega -. Da qui inizia il calvario. Dopo diversi solleciti telefonici dove mi veniva detto che la perizia non era ancora pronta, finalmente a fine settembre l’assicurazione, chiamata per l’ennesima volta, mi dice che la perizia è arrivata e quindi l’iter per arrivare al risarcimento avrebbe fatto il suo corso”.

“Il 4 ottobre mi vengono dati i riferimenti del liquidatore che si occuperà di risarcirmi, che contatto prontamente – prosegue Previtali -. Dopo una settimana di silenzio, inizio a contattarlo ogni 2/3 giorni chiedendo informazioni ma mi viene detto che la mia pratica risulta bloccata perché il perito non ha fornito tutti i dati nella perizia e quindi non poteva procedere. Dopo diversi solleciti (siamo al 14 novembre, più di 2 mesi dopo la denuncia del sinistro), esasperato decido di contattare direttamente l’agenzia che ha gestito la perizia, chiedendo se gli risultasse una richiesta di informazioni da parte della mia assicurazione”.

Con sua grande sorpresa la risposta è stata “No”. Nessuna richiesta di informazioni aggiuntive. La perizia risultava chiusa dal 25 settembre.

“Contatto il liquidatore spiegando di aver chiamato l’agenzia che ha fatto la perizia la quale mi dice di non aver avuto nessuna richiesta di informazioni aggiuntive da parte loro – riprende la sua denuncia -. Il liquidatore taglia corto dicendo che è occupato e mi richiamerà nel pomeriggio. Nel pomeriggio mi dice che finalmente ha avuto la risposta che mancava. Una combinazione?”.

“O semplicemente ha capito che non poteva continuare con la scusa delle informazioni mancanti da parte del perito? E qui viene il bello – continua il suo racconto -. Il liquidatore, a fronte di un massimale di 26.200 euro mi propone un risarcimento di poco più di 15 mila euro giustificando il fatto che al valore commerciale (23.750 euro, ndr) attribuito dal perito, vada tolta la percentuale relativa al degrado delle parti di ricambio (3 anni=30%, ndr). Mi sono informato sull’argomento e letto le clausole dove risulta che il degrado delle parti di ricambio, si applica in caso di mezzo riparabile ma non è il mio caso”.

 

maltempo bergamo

 

“La mia auto è stata dichiarata dal perito non riparabile e per questo motivo ha fatto una valutazione del valore commerciale che già tiene conto degli anni e dell’usura dei componenti – conclude -. Ho fatto ovviamente presente la cosa al liquidatore ma non c’è stato verso, la loro proposta non cambia. Ovviamente ho rifiutato l’offerta e ora dovrò consultare un legale”.

“La sensazione è che abbiano fatto di tutto per allungare i tempi per cercare di portarmi all’esasperazione in modo da essere più propenso ad accettare la loro proposta di risarcimento, ben al di sotto di quello stipulato in polizza – riflette il cittadino -. Della serie meglio pochi ma subito, perché magari non posso permettermi di prendere un’altra auto senza il loro risarcimento o perché scoraggiato dal chiedere l’assistenza di un legale sapendo che richiederebbe tempi lunghi per risolvere la questione. Della serie alluvionato, cornuto e mazziato”.