Contro la violenza sulle donne: in Aesys si spengono le macchine per fare formazione
L’attività, obbligatoria per tutti i dipendenti e voluta fortemente dalla proprietà, è gestita da Annalisa Bigi di Aiuto Donna e da Silvia Dradi dell’associazione La Svolta: tra i temi trattati la violenza di genere in ogni sua forma e l’identificazione di comportamenti subdoli
Seriate. Macchinari spenti e reparti vuoti per lasciare spazio a incontri formativi obbligatori per tutti i dipendenti: alla Aesys di Seriate continua così l’impegno concreto per combattere la violenza sulle donne, andando ben oltre quella che potrebbe essere la singola iniziativa dedicata in corrispondenza della omonima giornata nazionale del 25 novembre.
Una tematica purtroppo sempre attuale, come dimostrano le cronache locali e nazionali, che rende ancora più urgente, ogni giorno di più, un cambio culturale che parta dal quotidiano.
Per questo l’azienda di Seriate, leader mondiale nei sistemi di comunicazione e nelle tecnologie di visualizzazione, ha attivato un percorso di sensibilizzazione interno fortemente voluto dalla proprietà e supportato dal “team Wellness”.
“Come proprietà, ci sentiamo in dovere di garantire un ambiente lavorativo dove le donne possano sentirsi realmente tutelate e rispettate – spiega MarcoBiava, Ceo di Aesys -. Crediamo fermamente che per eliminare la violenza di genere sia necessario un cambiamento culturale significativo, che può avvenire solo attraverso la consapevolezza e il dialogo”.
Il percorso che si avvale della collaborazione di Annalisa Bigi, referente di “Aiuto Donna”, associazione bergamasca che si occupa della prevenzione e del contrasto di ogni forma di violenza contro le donne oltre che del supporto per le vittime, e di Silvia Dradi, coordinatrice dell’associazione “La Svolta”, spazio di ascolto e recupero per uomini autori di violenze sulle donne.
Quest’anno le attività aziendali prevedono quattro incontri obbligatori della durata di un’ora, suddivisi per gestire al meglio i 450 collaboratori: durante la formazione l’azienda cessa l’operatività nei relativi reparti, permettendo ai dipendenti di concentrarsi solo su questa tematica, ascoltando e confrontandosi con le due operatrici.
Tra i temi trattati ci sono le diverse forme di violenza di genere, da quella verbale a quella economica, da quella psicologica a quella fisica, e l’identificazione di comportamenti subdoli legati a queste casistiche.
Sul tavolo della discussione anche l’importanza di andare oltre alla cultura patriarcale che resiste in molti contesti lavorativi, incoraggiando le vittime a segnalare comportamenti scorretti, garantendo al tempo stesso il supporto e la protezione dell’azienda.



