Cesvi compie 40 anni: Maurizio Carrara lo racconta in un libro
Le royalties del libro saranno interamente devolute a Cesvi
“Ci sono esperienze collettive talmente coinvolgenti e degne da oscurare l’ego dei contributi individuali. Tale modo discreto e appassionato di farsi carico di ciò che conta davvero dovrebbe albergare in ogni spinta comunitaria che affondi le proprie radici in una dimensione volontaristica di ampio respiro, sempre uguale a se stessa, eppure sempre in continua evoluzione e in continua relazione con i bisogni e le vulnerabilità del presente. Quarant’anni di Cesvi racchiudono mirabilmente tutto questo”. Così Nando Pagnoncelli, sondaggista e amministratore delegato di Ipsos Italia scrive nella prefazione di “40. I nostri anni di solidarietà”.
Questo il titolo scelto per il libro con cui Maurizio Carrara racconta le prime quattro decadi di Cesvi, ora Fondazione Cesvi.
Organizzazione laica e indipendente fondata nel 1985, Cesvi si è distinta per il suo approccio unico: fornire aiuti immediati in caso di emergenza, ma anche strumenti per garantire l’autonomia e la resilienza delle comunità locali.
Il volume, il cui ricavato sarà interamente devoluto per sostenere i progetti in corso, è stato presentato venerdì 22 novembre all’hotel Palazzo Santo Spirito di Bergamo. 157 pagine che ripercorrono le sfide, i successi e i momenti cruciali della storia dell’organizzazione, è un omaggio a chi ha contribuito a fare di Cesvi una realtà di riferimento per l’aiuto umanitario. “Fare sempre meglio il bene” è il principio che guida l’associazione, come ribadito dallo stesso Carrara durante l’evento.
L’evento, moderato dalla Presidente di Cesvi Gloria Zavatta, ha visto la partecipazione di numerosi ospiti illustri. Tra questi, il giornalista Andrea Valesini ha dialogato con Maurizio Carrara per ripercorrere alcune tappe memorabili del cammino di Cesvi: dalle iniziative contro la fame in Corea del Nord alla lotta contro l’Aids in Africa.
Un momento particolarmente toccante è stato il collegamento con Takunda, il primo bambino nato sano da madre sieropositiva grazie al progetto di Cesvi “Fermiamo l’Aids sul nascere” in Zimbabwe. Takunda, oggi giovane laureando e volontario alla Casa del Sorriso di Harare, rappresenta il simbolo vivente dell’impatto positivo dell’organizzazione.

Cristina Parodi, madrina e ambasciatrice di Cesvi, ha poi arricchito l’incontro con racconti dalle Case del Sorriso, luoghi di accoglienza per bambini vulnerabili aperti dall’organizzazione in Paesi come India, Sudafrica, Haiti e Italia.
L’evento ha sottolineato anche il forte radicamento di Cesvi sul territorio bergamasco. La sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, ha evidenziato il contributo dell’organizzazione durante la pandemia da Covid-19, quando il progetto Rinascimento ha permesso a migliaia di piccole imprese locali di superare la crisi economica causata dal lockdown.
L’ex sindaco di Bergamo e oggi europarlamentare Giorgio Gori ha ripercorso le collaborazioni con Cesvi durante l’emergenza fame in Corea del Nord e il gemellaggio con la città ucraina di Bucha. Quest’ultimo progetto, nato all’inizio del conflitto russo-ucraino, mira a offrire supporto alla popolazione colpita dalla guerra, dimostrando l’agilità di Cesvi nel rispondere alle emergenze globali.
Durante la serata, Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, ha tracciato le priorità future dell’organizzazione. In un mondo colpito da crisi ambientali, sanitarie e geopolitiche, Cesvi punta a rafforzare la sua azione in ambito climatico, nella protezione dei diritti umani e nella prevenzione delle nuove povertà. La sfida è continuare a essere un punto di riferimento, come dimostrato dal prestigioso riconoscimento dell’Oscar di Bilancio, ricevuto tre volte per la trasparenza gestionale. “Ora puntiamo a diventare una Ong di rilievo riconosciuta a livello europeo e internazionale”, ha concluso Carrara condividendo la visione del futuro di Cesvi.


