Tutta l’emozione della famiglia Bosatelli: “Nico, eccoti, ChorusLife è qui, spero tu sia contento”
Dalle parole della moglie Giovanna e del figlio Fabio tutto l’orgoglio per aver portato a termine e consegnato alla città il progetto ideato e voluto dal Cavalier Domenico Bosatelli
Tra cielo e mare, costellazioni e rotte. Emozioni, utopie, spazi, fili, relazioni. Bellezza. Grandezza. Scommessa. Il sogno del Cavalier Domenico Bosatelli, visionario imprenditore bergamasco, patron di Gewiss, scomparso nel 2022, ha preso forma. La sua idea di costruire una “città nella città”, un luogo capace di intrecciare le vite delle persone come stelle di una galassia è ora realtà.
ChorusLife è molto più che un nuovo, elegante quartiere di Bergamo, è un’idea di città: corale, poliedrica, intergenerazionale. È un manifesto di ambizione e armonia. Zero barriere architettoniche per accogliere tutti e per fare tutto: abitare, passeggiare, divertirsi, fare shopping, degustare.
Come il centauro del mito – l’immagine del suo marchio – incarna forza e saggezza, questa nuova “costellazione urbana” fonde il dinamismo delle attività commerciali con la quiete della vita quotidiana, il battito dell’innovazione con il respiro della comunità. È un luogo che punta in alto, non c’è che dire, poco bergamasco nello standing, progettato per essere il posto giusto per chi sogna di ritagliarsi nella città di provincia un’esperienza da capitale europea.
Non poteva che essere così, ChorusLife, nato da un fantasista fuoriclasse. Chissà cosa avrebbe pensato oggi, il Cavaliere, se avesse avuto più tempo. “È qui” – dice la moglie Giovanna Terzi Bosatelli, che ha letto la sua energia nel sole che ha spazzato via la foschia della mattina, in tempo per l’inaugurazione. “È arrivato anche il vento, che ha fatto danzare l’arena come mi diceva che gli sarebbe piaciuto accadesse”. È emozionata la signora Giovanna ma ferma, serena come chi ha portato la nave in porto. “Abbiamo realizzato la tua opera, quella che abbiamo promesso di finire a tutti i costi. Nico, eccoti, ChorusLife è qui, spero tu sia contento”.
La platea si alza in piedi e applaude.
“Emozione, commozione, gratitudine”, scandisce la signora Terzi Bosatelli, ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile ChorusLife, dalla famiglia, alle istituzioni alle oltre quattrocento persone che hanno lavorato nel cantiere.
Famiglia, la parola chiave che accompagna al centro della scena il figlio Fabio Bosatelli, presidente del Gruppo Polifin. “Insieme si superano le onde più alte” recita il video che precede le sue parole. In pochi minuti racconta della sua “sfida personale, quella di declinare l’attitudine di un uomo in una squadra”. Racconta l’utopia del padre, il coraggio dell’eredità, la determinazione di un gruppo, di come “le persone sono state cruciali. Con la nostra squadra abbiamo sperimentato, senza paura di sbagliare e con la voglia di metterci sempre in discussione, di migliorare, rivedere idee e percorsi. Quattrocento persone con cui, ogni giorno, c’è stato confronto, dialogo. Insieme abbiamo individuato la nostra stella”.
Oltre cinquecento milioni di investimento, un miliardo la stima dell’impatto economico dell’opera, cinquecento le persone che, a regime, lavoreranno a ChorusLife.
Cifre da capogiro.
Una grande sfida, un rischio ma non un azzardo, come quell’attitudine che il Cavaliere cercava nei suoi manager. Ora si salpa davvero. La differenza la farà il pubblico, come sempre. Se Bergamo, come auspica Fabio Bosatelli, “adotterà” ChorusLife il vento sarà in poppa.



