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Il meraviglioso sogno di Domenico Bosatelli è realtà: Bergamo, ecco ChorusLife

Apre i battenti l’avveniristico smart district immaginato dall’ex numero uno di Gewiss: una nuova polarità per la città, uno spazio che vuole essere di profonda aggregazione trigenerazionale e che ha già dimostrato di saper andare oltre il limite

“Ho pensato a questo progetto perché sono sempre stato un fantasista, un amante delle utopie. Purché diano grandi emozioni”: quando il Cavalier Domenico Bosatelli pronunciava queste parole, nell’ottobre 2017, attorno a lui c’erano ancora solo capannoni abbandonati e logori. I 240mila metri quadrati dell’ex Ote erano un’enorme ferita nel cuore della città, lacerata da un luogo dismesso che non aveva alcuna prospettiva di futuro.

C’è voluto il colpo di genio di un luminare per immaginare che lì, al posto di tonnellate di cemento e ferraglia diventate terreno di caccia dei graffitari, potesse nascere uno smart district innovativo, frutto di un processo di rigenerazione urbana immenso e virtuoso.

Il Cavalier Bosatelli, scomparso il 14 giugno 2022, avrebbe voluto aprire le porte del suo ChorusLife l’8 aprile di quell’anno: nel percorso, però, di mezzo ci si è messo anche il Covid e chissà se senza quell’impedimento sarebbe riuscito a vedere realizzato un progetto col quale ha sempre voluto dimostrare che si può andare “oltre ogni limite”.

Nel febbraio 2020, nei giorni precedenti lo scoppio della pandemia, aveva voluto radunare tutti gli attori della città per una prima visita al cantiere: terminata la fase di bonifica del terreno, in via Serassi erano da poco arrivate le prime ruspe ma l’allora numero uno di Gewiss passeggiava con l’andatura decisa di chi già non stava più nella pelle. Conosceva il progetto per filo e per segno, con le braccia indicava con precisione dove sarebbero sorte le piazze, l’hotel da 107 camere, gli alloggi e la Spa, che sarà completata nei prossimi mesi.

Ma soprattutto l’arena da 6.500 posti, vera e propria icona dello smart district che ha quasi ipnotizzato con la sua copertura vibrante esaltata dal ventoso pomeriggio bergamasco gli oltre 500 ospiti invitati all’evento inaugurale di mercoledì 20 novembre (dalle 9 di giovedì, invece, aprono ufficialmente al pubblico negozi, piazze e parcheggi).

area ex ote choruslifeCome appariva l'ex area Ote prima dell'intervento di bonifica propedeutico alla realizzazione di ChorusLife

“Abbiamo questo meraviglioso sogno da realizzare – spiegava Bosatelli con travolgente lucidità 4 anni fa  – La cosa bella è l’entusiasmo che si è scatenato, grazie a quello anche l’impossibile diventa fattibile, con competenza e determinazione”.

E lo è diventato davvero.

ChorusLife, oggi, è identico in ogni suo aspetto a quello immaginato, sognato e raccontato chissà quante volte dal Cavaliere. Si pone come spazio nuovo, di una città che si scopre ancor di più “policentrica”, per usare le parole della sindacaElena Carnevali. Uno spazio che è lontanissimo dall’idea di volersi considerare esclusivo ed elitario: senza confini né barriere architettoniche, da subito aperto al pubblico, connesso tramite i nuovi percorsi di mobilità sostenibile, un luogo che per vocazione è di socialità, di profonda aggregazione trigenerazionale, dove tutto è orientato all’utilizzo e non alla proprietà.

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Come ci si può sentire quando si realizza un sogno? Fabio Bosatelli, figlio di Domenico e oggi presidente di Polifin e Gewiss, ha confessato di non aver dormito per l’emozione. La stessa emozione che ha reso tremolante la sua voce quando ha ricordato il momento nel quale si è preso sulle spalle la responsabilità di portare avanti il desiderio di papà, scegliendo le persone giuste e provando a trasmettere a tutte loro l’attitudine e i valori fondanti del progetto.

La sfida del singolo che è diventata quella di una squadra, determinata anch’essa ad “andare oltre il limite”. E ora la palla passa alla città, che Fabio Bosatelli ha invitato a lanciare stimoli, a fondersi nel profondo, ad adottare ChorusLife.

“Immagino un quartiere nuovo e straordinario, come una nave da crociera che approda in città”: ha immaginato bene, Cavaliere.