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Garante degli anziani, Uil Bergamo: “Figura necessaria nelle realtà locali provinciali”

La legge varata dal Consiglio Regionale della Lombardia, Papaianni: “Per implementare l’autosufficienza servono maggiori misure”

Bergamo. L’Uil Bergamo ha accolto positivamente la legge varata dal Consiglio Regionale della Lombardia riferita all’istituzione della figura del Garante degli Anziani: secondo il sindacato, i voti emersi in seno al consiglio rappresentano il trasversale bisogno di una risposta adeguata in termini di tutela e rappresentanza dei diritti degli anziani.

Un tema che necessita l’attivazione di politiche di controllo e strumenti di garanzia nei confronti di una generazione che, specie nella Bergamasca, nei prossimi anni è destinata ad aumentare, cosi come emerso anche in recenti dati sviscerati in merito alla popolazione denominata “i grandi anziani”. Coloro che superano gli 85 anni infatti, paragonando i dati Istat dal 2019 al 2024, sono 4.201 in più.

Per il coordinatore della UIL Bergamo Pasquale Papaianni “appare utile avviare un percorso riflessivo riferito ad ulteriori forme estensive di tale figura, anche all’interno della singola Provincia e dei Comuni del territorio Orobico. La tipicità dei dati ci inducono a sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a tale argomentazione, stimolando la politica e le Istituzioni a ragionare in merito all’istituzione della figura anche negli enti locali del territorio, poiché, alla luce dei dati acquisiti e della tendenza, appare opportuno immaginare una specifica azione rivolta all’istituzione di figure che seguano i processi di cambiamento e sappiano fare i conti con i notevoli cambi generazionali e multimediali, i quali, richiedono inesorabilmente la vicinanza, l’ausilio e l’assistenza a supporto delle fasce più deboli per far fronte ai vari scenari unitamente alla necessità ed esigenza di ricevere necessaria tutela all’intero settore dell’assistenza sociale e sanitaria”.

“Appare chiaro che maggiori misure sarebbero necessarie per implementare l’autosufficienza e non svolgere un ruolo ausiliario ad essa, trattasi di una necessità già palesata dall’organizzazione sindacale nazionale sia in sede di redazione della manovra sia in fase di legiferazione in materia di non autosufficienza – continua Papaianni -. La scarsità delle risorse ad essa destinate, unitamente al tema delle liste di attesa per accedere in una RSA e l’elevato costo di compartecipazione alla retta spesso a carico della famiglia, manifestano il disperato bisogno di procedere con chiari ed esaustivi interventi finanziari che avrebbero dovuti e potuto trovare allocazione all’interno della redigendo manovra di bilancio”.

coppia anziani (Sven Mieke Unsplash)

“Bene le figure preposte alla fase di ascolto monitoraggio e denuncia dei diritti negati all’anziano – conclude il segretario confederale Regionale Salvatore Monteduro -, ma senza risorse economiche sufficienti ai fondi per la non autosufficienza il tutto diventa aleatorio per una reale e concreta risposta al bisogno dell’anziano, quindi invitiamo a Regione Lombardia a chiedere al Governo centrale con forza le risorse necessarie”.