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Carlos Bernardes, arriva da Gorle il leggendario giudice di sedia che ha diretto la finale di Sinner
Foto Getty

L’arbitro brasiliano ha diretto oltre 8mila partite in quarant’anni: chiuderà la sua carriera a Màlaga in Coppa Davis. E da quasi 15 anni vive nella Bergamasca

La sua voce durante i match è quella che si è sentita più di tutte, perché annunciare il punteggio dopo ogni scambio rientra tra quelli che sono i compiti di un giudice di sedia, termine tecnico con cui viene definito l’arbitro delle partite di tennis. Eppure CarlosBernardes lungo l’arco di tutta la sua carriera ha sempre fatto prevalere la discrezione, quella dote che lo ha portato a dirigere oltre 8mila partite in quasi quarant’anni ed essere amato e rispettato da tutto il circuito.

In quella che a Torino è stata la grande serata di Jannik Sinner, che a Bergamo cinque anni e mezzo fa, come ricordato a più riprese, ha iniziato a spiccare il volo, c’è stato un altro protagonista certamente meno appariscente, meno noto, ma non per questo meno rispettato nell’ambiente. 58 anni, origini brasiliane, ma da tempo chiama “casa” Gorle, dove vive.

In provincia di Bergamo ci è arrivato per questioni sentimentali, da quando nel 2010 si è legato a Francesca Di Massimo, anche lei nel circuito tennistico professionistico come giudice di linea. E non si è più spostato. Si sposta per quasi una decina di mesi all’anno, quando gira il mondo per dirigere partite i tornei più prestigiosi. Anzi, si spostava.

Quella di Torino è stata infatti la sua ultima partita diretta nel circuito ATP. Non sarà l’ultima in assoluto, visto che la vera parola ‘fine’ la scriverà nel weekend di domenica (24 novembre) alla CoppaDavis, dove tra l’altro potrebbe ritrovare nuovamente Sinner, punta di diamante dell’Italia che difenderà il titolo conquistato un anno fa.

A Màlaga Bernardes vivrà una passerella speciale, dopo essere già stato acclamato dalla Inalpi Arena di Torino: al termine della finale tra Jannik e Fritz, il presidente dell’ATP Andrea Gaudenzi lo ha voluto omaggiare di fronte al pubblico. Bernardes non ha voluto proferire parola, si è semplicemente lasciato andare all’emozione. E così ci ha pensato Sinner a rendergli onore per una carriera leggendaria: “Mi sento privilegiato per essere stato parte del tuo viaggio” ha detto il tennista altoatesino, mentre Carlos era già seduto in tribuna, in disparte. Ma ha sorriso, commosso.

Sulla sedia ci è finito quasi per caso: nato a Sao Caetano, in Brasile, giocava già a tennis, poi quando aveva vent’anni si candidò per fare l’arbitro per un torneo di Fed Cup a San Paolo. Da lì è stata una continua escalation. Dal 1990 è “Gold badge umpire”, massimo riconoscimento nella categoria arbitrale. Ha diretto sfide epiche, assistito alla nascita e all’esplosione di leggende dello sport: da Sampras a Federer, da Nadal ad Agassi, passando per Djokovic e Wilander.

In curriculum ha oltre 8mila match: dei 29 giocatori che hanno raggiunto il numero 1 nel ranking, Bernardes ha avuto il privilegio di arbitrarne 24. L’ultimo di questo elenco è Sinner. Anche per Carlos, come per Jannik, è stato senza dubbio un grande privilegio.