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Il dipinto “Papa Giovanni XXIII” dell’artista Yan Pei-Ming resta all’Ospedale di Bergamo per altri dieci anni

L’opera, un ritratto monumentale del pontefice, è stata realizzata dal pittore cinese nel 2005 su commissione di Banca Popolare di Bergamo, che, nel 2014, ha deciso di concederla in comodato gratuito per dieci anni all’ASST Papa Giovanni XXIII. Locati: “Grande orgoglio conservare questa inestimabile bellezza”

Bergamo. San Giovanni XXIII rimane nel ‘suo’ Ospedale…ancora per dieci anni: rinnovato l’accordo di comodato d’uso gratuito del gigantesco ritratto dell’artista cinese Yan Pei-Ming ritraente il pontefice di Sotto Il Monte, che nel 2014 fece il suo ingresso all’interno dell’Asst Papa Giovanni XXIII, dove rimarrà almeno fino al 2034.

L’opera, risalente al 2005, fu commissionata dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo per testimoniare a tutti l’importanza del Papa buono come simbolo di umanità, speranza e solidarietà ed esposta circa nove anni dopo nell’Hospital Street del complesso ospedaliero.

Alla firma del contratto hanno contribuito Francesco Locati, direttore generale dell’Asst, StefanoBarrese, responsabile divisione Banca dei Territori di Intesa San Paolo e MicheleCoppola, executive director Arte e Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo; tra gli ospiti anche ClaudiaMariaTerzi, assessora alle Infrastrutture e Opere Pubbliche di Regione Lombardia, ArmandoSantus, presidente della Fondazione Banca Popolare di Bergamo e OsvaldoRanica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca.

“È un evento particolarmente significativo – ha sottolineato Locati -; un onore sancire un rinnovato accordo per quanto riguarda un dipinto di una figura fondamentale dell’artista cinese Ming. Dieci anni fa si consegnava un dipinto di inestimabile bellezza e ora siamo orgogliosi di mantenerla qui”.

A sigillo di questa importante proroga, testimonianza del consolidato legame tra sanità, gruppi bancari e cultura, è stata svelata la nuova targa realizzata dalla Fondazione Banca Popolare di Bergamo, insieme a Banca Intesa Sanpaolo a corredo al dipinto, che è esposto in Hospital Street, nei pressi dell’ingresso principale, di fronte alla Torre 4.

“La rilevanza che diamo alle comunità è fondamentale – così Barrese -, per ricordare come per Intesa Sanpaolo rimane fortemente attuale questo tema. Il nostro ingresso è avvenuto in un momento delicato, rinforzando maggiormente il legame con il territorio. Si deve essere banca del territorio essendo nella quotidianità dei cittadini, rimarcando il tema del sociale, strettamente legato a quello della salute”.

Un legame sempre più forte, quello tra la cultura artistica e l’ospedale, il quale custodisce numerose opere di valore e le espone alle migliaia di persone che circolano nei corridoi e nei diversi reparti.

“Un evento sentito soprattutto per chi è bergamasco, come me – ribadisce l’assessora Terzi -. Il rapporto tra comunità orobica e ospedale è un legame fortissimo risalente a molti anni fa e rinsaldatosi durante la pandemia, facendo crescere questi due elementi in maniera simultanea; una sinergia che continua ad alimentarsi, mantenendo il ‘Papa Giovanni’ tra le prime 250 strutture ospedaliere al Mondo. L’amore si traduce anche dalle donazioni e dai lasciti di patrimoni storici e artistici all’interno di queste mura, facendo vivere i momenti difficili che si vivono in questa struttura”.

“È un lavoro frutto di una comunità – conclude don Mario Eugenio Carminati, vicario episcopale agli Affari Economici – che si impegna per cercare qualcosa di buono. Nel mondo ortodosso le immagini sono icone, come finestre aperte su squarci di cielo, guardando ‘oltre’. Oggi aprendola scorgiamo la bontà di un uomo come Papa Giovanni, prendendosi cura senza dimenticarsi delle sue origini e dei suoi gesti che rimandavano alla sua infanzia”.