Ucciso da un pioppo caduto in strada: fissata l’udienza preliminare per i due dipendenti del Crea
Sabrina Locatelli, responsabile dell’ente e Nicola Pecchioni, direttore del centro, devono rispondere di omicidio colposo in cooperazione tra loro per non aver evitato l’evento
Bergamo. È stata fissata per il 19 febbraio 2025 l’udienza preliminare che vede imputati Sabrina Locatelli e Nicola Pecchioni, dipendenti del Crea, il Centro di ricerca cerealicoltura e colture industriali. L’accusa che viene loro mossa dal pubblico ministero Paolo Mandurino è omicidio colposo, in cooperazione tra loro, per non aver impedito l’evento, ovvero la morte di Ferruccio Carminati, il motociclista travolto dal un pioppo malato di un filare lungo la via Stezzano, in un terreno di proprietà dell’ente.
Locatelli, 53 anni, è biologa ricercatrice e responsabile della sede di ricerca di Bergamo, mentre Nicola Pecchioni, 59 anni, è direttore del Centro, laureato in Scienze agrarie e specializzato in Biotecnologie vegetali. Nell’ottobre 2023 avevano commissionato una perizia allo studio Gpt di Bergamo e fu l’agronomo Marco Teli, collaboratore a tempo pieno dello studio, a stilare la relazione. Nella quale sottolineava la pericolosità di alcuni alberi malati, tra i quali il pioppo numero 15, ovvero quello che poi è caduto in strada proprio mentre Carminati passava in sella alla sua motocicletta.
La richiesta del Crea del nulla osta al Comune di Bergamo, necessario per intervenire sulla pianta, è datata però 9 febbraio 2024. E la risposta da Palazzo Frizzoni è arrivata una settimana dopo, il 16 febbraio: si può procedere. Fino a qui, secondo l’accusa, Locatelli e Pecchioni hanno avuto diversi contatti rispetto alla questione, poi più nulla. Nessuna iniziativa. Secondo le difese, per mancanza di fondi da destinare all’intervento di abbattimento.
Il 17 aprile la tragedia: Ferruccio Carminati, 53enne di Osio Sotto, stava tornando a casa sulla sua Yamaha passando per via Stezzano, quando è stato colpito in testa da un ramo del pioppo. Il tronco dell’albero era già danneggiato e in quei giorni il vento soffiava forte, indebolendo ancora di più la grossa pianta. Il crack proprio nell’esatto momento in cui il motociclista è transitato in quel punto. Un colpo tremendo, che ha deformato il casco e ucciso Carminati quando ancora era in sella. La moto ha proseguito la sua corsa per una trentina di metri, l’uomo è finito contro un albero sul lato sinistro della carreggiata mentre la due ruote si è schiantata contro la recinzione del parco tecnologico del Kilometro Rosso.



