Legge di Bilancio e Comuni, a Bergamo tagli per 3 milioni di euro e blocco delle assunzioni
La battaglia del Pd contro la manovra del Governo Meloni, Misiani: “Frutto di una politica dissennata. Sbagliata e recessiva, danneggia l’apparato produttivo e imprenditoriale, toglie le risorse e impedisce gli investimenti e la crescita, blinda le assunzioni e fa del male agli Enti Locali”.
Bergamo. “Questa manovra di Bilancio è il frutto di una politica dissennata. E’ sbagliata, profondamente, recessiva, danneggia l’apparato produttivo e imprenditoriale, taglia le risorse e impedisce gli investimenti e la crescita, blinda le assunzioni e fa del male agli Enti Locali. Queste scelte non faranno altro che portare l’Italia alla recessione e aggraveranno i problemi sociali”.
Non usa certo mezzi termini Antonio Misiani, parlamentare e Commissario Regionale in Campania, membro V Commissione permanente Bilancio e responsabile economico del PD nazionale, intervenuto insieme a Alessandro De Bernardis, segretario cittadino PD e consigliere comunale, Francesca Riccardi, capogruppo PD in Consiglio Comunale e delegata sanità e welfare PD provinciale e Marco Previtali, presidente dell’Assemblea cittadina PD e Consigliere comunale, per raccontare la battaglia Dem contro la legge di Bilancio varata dal Governo Meloni che verrà votata entro la fine dell’anno. E che, secondo una stima di luglio 2024, potrebbe costare ben 3 milioni di euro di tagli al Comune di Bergamo, oltre al blocco delle assunzioni per il periodo 2024-2029 e al peso del rimborso maggiorato dei fondi del PNRR. Uno scenario non certo rassicurante, soprattutto quando si parla di redigere un Bilancio di previsione fin’ora “drogato” proprio dal gettito dei fondi UE.
“Parliamo di 430 milioni di euro nel 2025, 460 milioni nel 2026 e 460 milioni di euro nel 2027: questa la sommatoria dei tagli previsti nelle leggi di Bilancio dell’anno scorso e di quest’anno”, spiega Misiani.
Una manovra di bilancio debole e insufficiente quella proposta dal Governo Meloni per il 2025, così viene raccontata in coro: una legge recessiva che taglia fondi in ogni settore, compromettendo seriamente i servizi essenziali per i cittadini e penalizzando i territori. La riduzione del Fondo Sanitario Nazionale, che in rapporto al PIL raggiungerà il minimo storico, mette a rischio la qualità dell’assistenza sanitaria, rendendola meno accessibile per tutti. Al contempo, anche l’industria automobilistica, settore strategico per la nostra provincia, subisce tagli pesanti, con possibili ripercussioni sull’occupazione locale.
Ancora più allarmanti sono i tagli previsti per gli enti locali di circa 1.6 miliardi di euro. “Questa mancanza di risorse incide gravemente sulla capacità dei Comuni di rispondere ai bisogni dei cittadini, limitando gli investimenti non solo in infrastrutture ordinarie, ma anche nei servizi sociali, nei programmi di sostegno per le persone in difficoltà e negli interventi necessari per garantire un tenore di vita dignitoso per tutti – così De Bernardis -. Il tetto alle assunzioni a tempo indeterminato per la pubblica amministrazione quantificato rappresenta inoltre l’ostacolo maggiore di questa legge di bilancio e che fa uno sgambetto alla nostra città, che da sempre rientra tra i Comuni virtuosi che più vengono toccati da questi tagli”.
“Anche il settore scolastico è ancora una volta vittima di tagli consistenti. La legge di bilancio prevede, per il prossimo anno, una riduzione di 5.660 posti per l’organico scolastico e di 2.174 posti per il personale tecnico e amministrativo, oltre all’assenza di risorse aggiuntive per i rinnovi contrattuali 2022-2024 – così Previtali -. La mancanza di investimenti nel diritto allo studio aggrava ulteriormente una situazione già critica, soprattutto in Lombardia, dove le risorse destinate agli studenti sono ben al di sotto degli obiettivi del PNRR e della media delle regioni italiane confinanti. In risposta a questa emergenza, il Partito Democratico di Bergamo ha depositato l’11 ottobre un Ordine del Giorno in Consiglio Comunale, chiedendo alla Giunta Comunale di fare pressione sulla Regione Lombardia affinché nel prossimo bilancio previsionale siano stanziate risorse adeguate per coprire interamente il fabbisogno per il diritto allo studio universitario. L’obiettivo è garantire che tutti gli studenti idonei abbiano accesso alle borse di studio, contrastando il fenomeno degli “idonei non beneficiari” a causa dei fondi insufficienti. Inoltre, l’ODG richiede una particolare attenzione per il territorio bergamasco, affinché il fabbisogno locale sia soddisfatto senza gravare sugli atenei, costretti sempre più spesso a coprire la carenza di fondi con risorse proprie”.
Riflessioni ma anche proposte per i rappresentanti del partito sul territorio, tanto da annunciare, il 22 novembre,un’assemblea pubblica nella quale si interrogherà la cittadinanza proprio sui rischi annessi e connessi alla manovra e da portare, in sede di Consiglio Comunale, due ordini del giorno, uno con primo firmatario Previtali e un altro di Riccardi, per invitare rispettivamnente la Giunta a sollecitare il Governo a salvaguardare il diritto allo studio e a contestare il blocco delle assunzioni.
Ed è proprio su quest’ultimo punto, quello che l’ex candidata alle Regionali ha definito “un guanto di sfida”, che il Pd intende pungere il centrodestra nel vivo: “Quello previsto dalla manovra è un taglio lineare che di fatto colpisce i Comuni e tutti i sindaci, tanto che i primi cittadini seduti in Anci hanno protestato contro il contenuto. E’ un testo che umilia gli enti virtuosi e favorisce solo il 75% per cento delle assunzioni. Dato allarmante se si considera la carenza storica. Se non abbiamo le risorse non possiamo garantire i servizi, con il rischio concreto di doverli tagliare. Per questo chiederemo, in Consiglio, al centrodestra, che ci inonda di ordini del giorno sulla sicurezza, di aiutarlci a garantirla, insieme alla salvaguardia degli interventi di rigenerazione urbana e alle assunzioni, votando questo documento. Chiediamo di fermare il blocco assunzionoi proprio ai consiglieri di minoranza che oggi siedono sui banchi del Consiglio Comunale di Bergamo ma hanno rappresentanti a Roma e sono anche gli azionisti di maggioranza del Governo”.




