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Al Teatro Prova debuttano due spettacoli: “La scuola che non c’è” e “Volo”

Venerdì 15 e domenica 24 novembre vengono presentate due nuove produzioni per famiglie e scuole

Bergamo. Dopo un inizio di stagione caratterizzato dalla collaborazione con il Festival CittadiDanza di ABC-Allegra Brigata Cinematica per l’ospitalità della performance olandese “BB”, entriamo nel vivo delle nostre proposte con un novembre che vedrà ben due debutti di Teatro Prova: LA SCUOLA CHE NON C’È e VOLO.

Due esordi lontani tra loro per target ma vicini per la progettualità che li accomuna: negli ultimi anni la Compagnia ha puntato a creare un contatto più profondo con un pubblico diverso da quello abituale, utilizzando linguaggi più specifici e innovativi capaci di sorprendere gli spettatori, vecchi e nuovi.

Particolarmente significativo quindi il debutto di LA SCUOLA CHE NON C’È, che vede Teatro Prova tornare, dopo molti anni, alla produzione di uno spettacolo per le scuole secondarie. Una performance che non solo si rivolge a ragazze e ragazzi dai 14 anni in su, ma che con studenti e insegnanti vuole costruire un dialogo da sviluppare ed esplorare insieme.

Attraverso una pluralità di voci, mira a far emergere la necessità di una scuola al passo con i tempi, che sappia valorizzare capacità e intuizioni, che crei un ambiente di apprendimento e di stimolo.

In scena Anita Gandossi e Beatrice Gotti, giovanissime attrici della Compagnia, e alla regia Francesca Poliani, anche direttrice artistica di Teatro Prova.

“L’intento è raccontare il presente in un mondo che cambia – interviene la regista – una sorta di manifesto della scuola attuale: come la vivono gli studenti? di cosa hanno bisogno nel luogo in cui la didattica e il giudizio determinano la loro quotidianità? cos’hanno da dire? cosa chiedono? la scuola è sufficientemente allineata al loro tempo? Non vogliamo dare un caustico giudizio né tantomeno dissacrare l’istituzione, ma fotografare la realtà”. 

Lo spettacolo debutterà venerdì 15 novembre alle ore 21.00 presso il Teatro San Giorgio di Bergamo.

VOLO si rivolge invece alla primissima infanzia: famiglie con bambini e bambine da 1 a 4 anni; un target a cui Teatro Prova sta dedicando grande attenzione da una decina di anni, con proposte di laboratori e spettacoli teatrali ad hoc.

Lo spettacolo cerca una strada inedita rispetto a quanto fatto finora dalla compagnia, e che sviluppa un lavoro di ricerca vocale e corporea insieme a professionisti come Lello Cassinotti e Miriam Gotti.

In scena Giusi Marchesi e Cristina Zanetti, alla regia Chiara Carrara e Sara Piovanotto, che negli anni hanno formato l’equipe artistica di Teatro Prova dedicata, per competenze, esperienza e professionalità, a questa particolare fascia d’età.

“Abbiamo scelto il volo come metafora – spiegano le registe – per indicare il processo di crescita che porta un individuo, sia esso bambino o adulto, a lasciare uno stato acquisito per intraprendere una nuova fase evolutiva: un cambiamento. E, come lasciò scritto un grande esperto di volo, “una volta aver provato l’ebrezza del volo, quando sarai di nuovo con i piedi per terra, continuerai a guardare il cielo” (Leonardo da Vinci).

Lo spettacolo debutterà domenica 24 novembre in doppia replica, alle 10.45 e alle 16.30, presso il Teatro San Giorgio di Bergamo.

Sinossi, crediti e note di regia degli spettacoli

La scuola che (non) c’è

Due attrici danno voce alle vicende e al sentire delle ragazze e dei ragazzi che frequentano la scuola di oggi, attraverso un mosaico di storie schiette e sincere, talvolta provocatorie e taglienti che innescano una serie di (necessarie) riflessioni: quanto la scuola sia una meravigliosa occasione per studenti, insegnanti e società, quanto si sforzi di rispondere alle esigenze e stare al passo coi tempi, quanto sappia orchestrare le capacità, le intuizioni, i bisogni.

Lo spettacolo è strutturato in quadri che attingono alla vita quotidiana dello stare a scuola: dalle verifiche ai voti, dai pensieri appena prima di entrare a scuola ai colloqui coi genitori.

Il titolo fa da cornice e si destruttura nei suoi molteplici significati:

La scuola che c’è, un’Istituzione da apprezzare e al contempo da rimettere in discussione. Ossia ciò che esiste e come viene percepito nella quotidianità.

La scuola che non c’è, quella che non si cura del singolo e che teme i cambiamenti, quella che non rende ognuno partecipe, che non riconosce ogni singola voce, di chi non rinuncia ai propri modi di pensare, che manca e non risponde ai bisogni, talvolta distratta da burocrazia e scartoffie.

La scuola, quella ideale, che lavora per costruire una comunità, che è più del semplice apprendimento e dove viene praticata l’educazione come pratica della libertà, della passione per il sapere, del viaggio di ognuno dentro sé stesso. La scuola come dovrebbe essere anche secondo la Costituzione: un luogo determinante per garantire, nei fatti, le medesime possibilità a tutti.

NOTE DI REGIA

Ho sempre guardato la scuola dentro un’enorme contraddizione.
Da un lato una bellissima occasione di vita, un luogo dagli infiniti stimoli e richiami.
Una casa. Una calda aula d’inverno dove condividere saperi e vita mentre fuori piove.
Un momento obbligato per ogni individuo, uno spazio di incontri e relazioni, amicizie per sempre.
Dall’altro il suo lato ostile per le ansie e le aspettative, i confronti e la fatica, i fallimenti, la cartina tornasole del proprio essere in definizione.
Ho deciso di parlarne nello spettacolo senza prescindere da un percorso laboratoriale e di ricerca con chi la scuola la frequenta oggi: i ragazzi e le ragazze in primis, gli insegnanti, i genitori. Ho cercato parole chiave, temi fondamentali, l’intricata strada dell’affermarsi di un “io”, il piacere dell’appassionare al sapere nella difficile arte dell’insegnamento.
Così ho preso in prestito le parole di studentesse e studenti e le ho rese manifesto, punto di inizio su cui riflettere e ri-progettare un futuro cominciando col porsi delle domande: che ruolo ha ciascun attore del mondo della scuola? Come può contribuire a renderla – o continuare a fare in modo che sia – un’occasione?

Credits
testo e regia Francesca Poliani
con Anita Gandossi e Beatrice Gotti
scenografia e costumi Andrea Colombo
audio e luci Marco Raineri
età consigliata 14+
durata 60 minuti

Volo

Come spiccare il volo? Come trovare il proprio equilibrio tra l’ebrezza della vertigine e la necessità di avere una base sicura a cui tornare?
Due spazi, due modi per spiegare le ali, due punti di vista.
Un gioco tra tentativi di partenze e la ricerca di orizzonti da esplorare.
Lo stupore di scoprire le proprie traiettorie di volo e il bagaglio di esperienze arricchito dall’incontro con l’altro.

La scena si presenta con due spazi semicircolari delimitati e distanziati tra loro. Il pubblico è a contatto con un punto di vista insolito.

I due personaggi si scoprono mentre esplorano e attraversano la scena.

Il gioco diventa un “dialogo” verso sé, verso l’ambiente, per arrivare alla relazione con l’Altro che apre all’apprendimento di nuove possibilità di crescita. È un incontro di altezze, un intreccio di piacere e paura, la mancanza di fiato e pura adrenalina.

Il volo si presenta come metafora di una dinamica che porta a lasciare le proprie certezze per esplorare l’ignoto e sviluppare così la propria capacità di adattamento. Questo processo, dal punto di vista della relazione tra il bambino e la sua “base sicura”, corrisponde alla possibilità di staccarsi, di andare oltre, di prendere il volo senza rompere il legame che lo unisce all’Altro.

NOTE DI REGIA: UN GIOCO TRA PUNTI DI VISTA “non è facile volare senza ali”

Nella costruzione della drammaturgia ci siamo poste la sfida di voler tenere compresenti due registri differenti: quello dello spettatore bambino e quello dello spettatore adulto.

In scena dialogano il punto di vista del bambino, la sua capacità di giocare e il desiderio di sperimentare la scoperta dell’ignoto; e il punto di vista dell’adulto che, senza perdere la sua identità, osserva, partecipa e stimola alla crescita e alla relazione.

In questo dialogo il piccolo spettatore viene coinvolto in un processo di identificazione con le attrici in scena e le loro vicende; nel contempo però anche il grande spettatore viene sollecitato a una riflessione riguardo alla sua posizione nel ruolo di caregiver.

Nella nostra pluriennale esperienza di lavoro con le coppie adulto/bambino osserviamo sempre più spesso che l’istintiva necessità del piccolo all’esplorazione, non sempre è accompagnata da una altrettanto naturale tendenza dell’adulto di porsi come una “base sicura” che garantisca sicurezza, fiducia e libertà.

Riteniamo che il ruolo del caregiver sia complesso, sfugga da regole fisse, in continuo cambiamento e che vada scoperto nel vivere insieme quotidiano.

Il rischio è la tendenza a oscillare tra gli estremi dell’iperprotezione e della trascuratezza, che sappiamo essere entrambe pericolose per la costruzione dello stile di attaccamento del bambino e di conseguenza del suo benessere psicofisico.

Pertanto, adottando come prospettiva la teoria di Bowlby secondo la quale uno stile di attaccamento si definisce sicuro “quando un bambino sente che la sua figura di riferimento è sensibile ai suoi bisogni e sa dargli protezione e senso di sicurezza”, nella nostra messa in scena adottare il punto di vista del bambino vuol dire anche creare le condizioni per cui il “giovane esploratore” percepisce che il contesto attorno a lui è affidabile, sicuro e “le sue prove di volo” sono accettate, permesse e garantite.

Credits

con Giusy Marchesi e Cristina Zanetti
regia Chiara Carrara e Sara Piovanotto
luci Marco Raineri
oggetti di scena Angelo Andreoli
costumi Florica Giuglan
partitura vocale Antonello Cassinotti
supervisione al canto Miriam Gotti
età consigliata 1-4 anni
durata 40 minuti

Informazioni, prenotazioni e acquisto biglietti

La scuola che (non) c’è

Inizio spettacolo ore 21.00
Teatro San Giorgio
Biglietto € 7,00 (posto unico)
Ingresso gratuito per insegnanti

È richiesta la prenotazione al numero 035/4243079 da lunedì a venerdì ore 9.00-15.00

Volo

Inizio spettacolo ore 10.45 e ore 16.30
Teatro San Giorgio
Biglietto € 7,00 (sia bambini che adulti)
Prevendita su https://ticket.midaticket.it/giocarteatro/Events
Ingresso gratuito per insegnanti dei nidi e delle scuole dell’infanzia, previa prenotazione al numero 035/4243079 da lunedì a venerdì ore 9.00-15.00