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Una giovane sex worker di Brooklyn ha la possibilità di vivere una storia da Cenerentola quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca. La notizia arriva in Russia e la sua favola viene minacciata quando i genitori di lui partono per New York per far annullare il matrimonio

Titolo: Anora
Titolo originale: Anora
Regia: Sean Baker
Paese di produzione / anno / durata: Stati Uniti / 2024 / 139 min.
Sceneggiatura: Sean Baker
Fotografia: Drew Daniels
Montaggio: Sean Baker
Cast: Mikey Madison, Paul Weissman, Lindsey Normington, Emily Weider, Luna Sofía Miranda, Vincent Radwinsky, Brittney Rodriguez, Sophia Carnabuci
Produzione: Cre Film, FilmNation Entertainment
Distribuzione: Universal Pictures
Programmazione: Capitol Bergamo, UCI Cinemas Orio, Treviglio Anteo SpazioCinema

Un mondo alla deriva che vede nel denaro l’unica felicità, racchiuso in una New York notturna dove si sgretolano i sogni e le attese. Una Brooklyn dai riflessi neri, blu e rossi, scena della deriva di “Anora”, il nuovo film di Sean Baker, Palma d’oro al Festival di Cannes, al cinema dal 7 novembre.

Anora, che vuol farsi chiamare “Ani” (interpretata da Mikey Madison) è una giovane sex worker di Brooklyn. La sua vita sembra essere ad un punto di svolta quando, all’Headquarters (il locale in cui lavora), arriva Ivan “Vanya” Zakharov (Mark Ėjdel’štejn), giovane miliardario russo figlio di un oligarca. I due si conoscono e Vanya chiede ad Anora di essere la sua fidanzata (a pagamento) per una settimana. Attratta dalla possibilità di cambiare radicalmente la propria vita, Anora sposa Vanja. La notizia, però, arriva in Russia e la favola della giovane rischia di essere minacciata dall’arrivo a New York dei genitori di lui, decisi a far annullare il matrimonio: nel frattempo, alcuni tirapiedi vengono mandati a casa di Vanja per chiarire la vicenda, fino alla svolta inattesa.

Sean Baker continua la propria analisi nel mondo dei sex worker, iniziata con l’amicizia intergenerazionale di “Starlet” e proseguita con i ritratti della prostituta transgender Sin-Dee in “Tangerine”, la madre single Halley di “Un sogno chiamato Florida” e l’adescatore di pornoattrici Mikey di “Red Rocket”. Un’analisi allo stesso tempo umana e spietata di un mondo che mostra la deriva comune di una felicità possibile da raggiungere solo grazie al denaro.

La 23enne disincantata Anora, desiderosa di una nuova vita ed allo stesso tempo consapevole di vivere all’interno di un Sogno americano ormai disintegrato, dopo l’incontro con Vanja sembra voler credere nell’eterna fiaba di Cenerentola. Un rimando esplicito al più volte citato “Pretty Woman”, con Julia Roberts che sposa il miliardario Richard Gere, ma anche a “Le notti di Cabiria” di Fellini. Nel film, però, Sean Baker (che firma regia, scrittura e montaggio) non concede un riscatto finale, rimanendo alle porte di quel Walt Disney World di “Un sogno chiamato Florida” che diventa rifugio ma soprattutto miraggio, anche in questo caso, di un mondo alla deriva, di marginalità che possono solo sognare la magia di una fiaba.

Una gioia effimera, come il viaggio a Disneyland sognato da Anora, un sogno illusorio che si infrange tra le macerie del Sogno americano. Da fiaba contemporanea, con un montaggio serrato ma fluido mostrato con il teleobiettivo che narra l’evolversi fulmineo del rapporto Anora-Vanja, il film vira verso un genere gangster velato da commedia, grazie ad alcuni momenti comici e slapstick che caratterizzano la ricerca del fuggitivo Vanja da parte di un gruppo eterogeneo formato dalla ragazza e da alcuni criminali armeni, mandati dal padre del ragazzo. In questa seconda parte, il regista mette in scena in maniera eccellente le dinamiche e gli scambi (verbali e non) tra i vari personaggi, che vengono ben caratterizzati, a partire dal padrino Toros (Karren Karaguilian) o il magnifico “gopnik” Igor (Yura Borisov).

Sarà proprio quest’ultimo personaggio, all’apparenza solo un carattere che assume sempre più forma propria, a donare un senso profondo a questa commedia dark e surreale, un attimo di viva umanità che luccica come gemma di speranza in mezzo ad un mondo di macerie.