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Minacce al giornalista Berizzi, tre haters a processo. La difesa cita Zanetti, Spinelli e giornalisti sportivi

Nel 2019 gli imputati scrissero messaggi di odio via social sulla pagina Nazitalia

Bergamo. Insulti, minacce di morte, offese via social. Nuovo processo nei confronti degli haters vicini agli ambienti di estrema destra che vedono il giornalista bergamasco di Repubblica Paolo Berizzi come parte civile. Alla sbarra ci sono il milanese Federico Aloisi, il varesotto Samuele Mazzoleni e il viareggino Paolo Aimo.

Sono accusati di aver postato violenti messaggi sulla pagina Nazitalia, il 26 gennaio 2019.

“Speriamo tu possa conoscere presto l’aldilà con profondo dolore e pena, sei lo squallore più totale dell’uomo”. “Se passi da casa mia aspetto di portarti giù nei box”, scriveva Aloisi. “È stato un peccato non vederti al funerale, ero il primo a strapparti la lingua, pezzo di m…, comunista indegno, feccia”, aggiungeva Mazzoleni. Mentre Aimo scriveva via Twitter: “Continua a offendere e a non rispettare i morti nei tuoi articoletti del c… Poi i nazi prima o poi ti stuprano”.

Aloisi tifosissimo dell’Inter, fu ideatore e promotore del prestigioso “Premio Gentleman Fair Play”, che dal 1996 assegna riconoscimenti ai big del calcio. Per testimoniare rispetto alle sue attività di beneficenza e volontariato, e per contestare la sua appartenenza a gruppi organizzati di estrema destra, la difesa ha depositato una lista testa con nomi di personaggi famosi: Javier Zanetti, ex calciatore e vicepresidente dell’Inter, recentemente sentito come testimone nell’inchiesta sugli ultras di Inter e Milan. Riccardo Ferri, altro ex giocatore dell’Inter, Aldo Spinelli, imprenditore portuale genovese, ex presidente di Genoa e Livorno, che nel processo per corruzione del governatore della Liguria Giovanni Toti ha patteggiato 3 anni e 2 mesi. Ci sono 4 giornalisti sportivi e la showgirl Elenoire Casalegno.

Sono 16 i procedimenti aperti dalle varie procure italiane che vedono Berizzi come parte civile in processi scaturiti dai messaggi di odio e dalle minacce ricevute, quasi tutte a mezzo social, da personaggi appartenenti all’estrema destra. Nell’udienza di venerdì 8 novembre i difensori degli imputati hanno segnalato un difetto di notifica del decreto di citazione in giudizio e il giudice del tribunale di Bergamo Davide Pozzi si è riservato rispetto alla decisione, che comunicherà il prossimo 13 dicembre.