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Assolto dopo un anno e mezzo di carcere per omicidio chiede 150 mila euro per ingiusta detenzione

Il delitto del professore Cosimo Errico. Surinder Pal ha presentato la richiesta dopo aver trascorso in cella 571 giorni e dopo che la sentenza è diventata definitiva

Entratico.Carcere preventivo per 569 giorni, più di un anno e mezzo. Tanto trascorse in cella Surinder Pal, indiano di 62 anni, accusato dell’omicidio del professor Cosimo Errico, avvenuto a Entratico il 3 ottobre 2020. Ora chiede un risarcimento di 150mila euro allo Stato per ingiusta detenzione.

In primo grado, infatti, Pal venne assolto con la formula dell’insufficienza di prove. Il pubblico ministero Carmen Santoro chiese una condanna a 24 anni e impugnò l’assoluzione, che però venne confermata anche in appello. Così il 62enne nell’ottobre 2021 venne scarcerato. Durante la sua detenzione non ha mai causato problemi, si è sempre comportato bene.

A processo insieme a Pal anche un suo connazionale, accusato di favoreggiamento, con il quale conviveva in un appartamento di Casazza. Anche lui è stato assolto: per l’omicidio del professore quindi non c’è ancora un colpevole.

Il delitto si consumò nella cascina di Entratico, di proprietà di Errico, che abitava a Bergamo insieme alla moglie e al figlio e insegnava all’istituto superiore Natta. I due indiani lavoravano per lui. Il corpo del professore fu ritrovato in cucina, semicarbonizzato. Qualcuno lo aveva accoltellato 23 volte mentre il 58enne era accovacciato, di spalle, davanti al frigorifero. Dopo averlo ucciso, l’assassino lo cosparse di benzina e gli diede fuoco per nascondere le prove.

Gli inquirenti risalirono ai due dipendenti a causa di un’impronta di scarpa insanguinata che venne ricondotta proprio all’indiano.  Perché secondo l’accusa chi aveva commesso il delitto conosceva bene la cascina, tanto da trovare subito le taniche di carburante e il quadro elettrico, che venne staccato. Il movente? Rubare i 632 euro che Errico aveva incassato proprio quel giorno da una visita didattica di una scuola elementare alla sua cascina.

C’erano inoltre alcune intercettazioni ambientali e telefoniche che avrebbero incastrato i due indiani. Ma nel corso del processo i consulenti e il perito nominato dal tribunale diedero versioni differenti rispetto alla traduzione dalla lingua panjabi: i primi li inchiodavano, il secondo li scagionava. Da qui la sentenza di assoluzione, il ricorso in Appello, la conferma della sentenza di primo grado e la rinuncia da parte del pm a presentare ricorso in Cassazione. Sentenza definitiva: Pal è stato quindi scarcerato e ora chiede un risarcimento del danno subito.

Omicidio Entratico