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“Fondamentale una perenne attrattività per l’Università del futuro”
Da sinistra: Alberto Brugnoli, il rettore Sergio Cavalieri, Matteo Bugamelli e Piera Molinelli

A margine della cerimonia, l’incontro con Bugamelli (Banca Mondiale), il professor Brugnoli e l’assessore regionale Fermi. Al via alcune proposte progettuali su laboratori dedicati alle energie rinnovabili e un progetto di riqualificazione delle strutture

Bergamo. Una forte osmosi tra Università e territorio, per rimanere sempre competitivi per quanto riguarda le sfide relative all’attrattività. Una sfida comune di cooperazione che viene sottolineata, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico, da Sergio Cavalieri, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, con Matteo Bugamelli, membro del consiglio di amministrazione della Banca Mondiale, Alberto Brugnoli (professore di Economia dello sviluppo e della Cooperazione Internazionale) e Alessandro Fermi, assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione.

Sfida della cooperazione sulla sostenibilità che, riguarda, in maniera particolare, lo sviluppo degli spazi universitari. “Non solo agli alloggi, ma anche aule e laboratori, in particolare per quanto riguarda i laboratori “hard” di ingegneria – spiega il rettore Cavalieri – . In questo senso, è necessario un appello agli stakeholder del territorio, per lavorare insieme, con una progettualità comune. Serve sviluppare un senso di comunità anche rispetto ad una compartecipazione degli investimenti, anche a fronte della riduzione degli investimenti statali”. Collaborazioni continuate anche grazie a “seminari con Confindustria o Terzo Settore, determinanti nel percorso formativo. Abbiamo una forte presenza sul territorio, dobbiamo lavorare meglio per essere più concreti, anche rispetto allo sviluppo di altri Paesi”.

Rispetto ad uno sviluppo degli spazi universitari, è in atto un progetto per aumentare la capienza e la disponibilità di aule in Caniana “per cambiare anche il modo classico di fruire l’Università. Dobbiamo garantire i servizi in presenza. Per la Facoltà di ingegneria, in particolare, abbiamo necessità di espandere i nostri spazi. Il capitolo Reggiani è chiuso, ma non si è mai realmente aperto. In questo momento, siamo indirizzati sull’eventuale acquisizione di nuovi spazi a Dalmine (un’ ex area della centrale di trasformazione, bonificata e a disposizione dell’università).

Importanza della collaborazione e dell’investimento sul territorio sottolineata anche dall’assessore regionale Fermi: “sono favorevole ad una Lombardia dei territori, che possa offrire l’opportunità di studiare nel proprio territorio. Non possiamo pensare ad una Lombardia milanocentrica. È in atto una sfida sull’attrattività, bisogna essere al passo con i tempi. Bisogna creare un sistema economico post PNRR che possa permettere all’Università di continuare ad essere attrattiva”.

In tal senso, si è conclusa una manifestazione d’interesse a livello regionale, nella quale l’Università ha portato alcune proposte progettuali, come laboratori su tema salute e longevità e attività sperimentali, laboratori di Smart Energy Systems (fonti rinnovabili) e un progetto di riqualificazione delle attuali attrezzature.

A livello globale, per un concreto sviluppo sostenibile serve attrarre capitali privati, soprattutto per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo. “Serve offrire incentivi, per utilizzare investimenti per i paesi in via di sviluppo – spiega Bugamelli – Serve però un coinvolgimento globale, diversi Paesi hanno bisogno di un cambio di passo”. In particolare, per potenze emergenti come India e Cina, “bisogna portare uno sviluppo comune sulla transizione ecologica, ma bisogna anche convincerli ad internalizzare il pensiero che il loro sviluppo interno può portare a danni globali”.