La problematica degli incendi negli edifici civili alti è una tematica che i Vigili del Fuoco ed il Ministero dell’Interno stanno affrontando da tempo, se si considera che il primo decreto legato a tali edifici risale al 1987
Negli ultimi anni, l’efficienza energetica degli edifici è diventata una priorità, con l’importante obiettivo di ridurre consumi e inquinamento. L’Unione Europea, infatti, già a partire dall’anno 2010, ha emanato alcune direttive, oggetto di modifica negli anni successivi, con le quali ha inteso garantire che entro il 2050 ciascuno Stato membro fosse dotato di un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e decarbonizzato.
L’Italia ha dovuto infatti correre ai ripari per poter rispettare tali direttive, dapprima con la normazione tecnica e in secondo luogo con l’emanazione di incentivi fiscali atti a favorire la riqualificazione energetica del parco immobiliare. Basti pensare che più della metà degli edifici residenziali condominiali venne costruito a partire dal secondo dopoguerra fino ai primi anni ’80 per capire quanto il parco edilizio italiano sia datato ed energeticamente arretrato.
Questa rincorsa sempre più affannosa all’efficientamento energetico ha portato con sé alcuni strascichi più o meno visibili, alcuni con impatto diretto sull’economia delle famiglie e dell’intero Stato ed altri ben più insidiosi e non sempre così evidenti. La sicurezza antincendio degli edifici è uno di quegli aspetti che purtroppo non sempre viene valutato in prima istanza ma che può portare a conseguenze alle volte anche tragiche.
I fattori che portano nella maggior parte dei casi ad ignorare questo aspetto sono laminimizzazione della probabilità e degli effetti di un eventuale incendio, il maggior impegno economico per l’acquisto di materiale isolante con caratteristiche ritardanti alla diffusione dell’incendio e per l’adozione di soluzioni tecniche strutturali atte a prevenire lo sviluppo dell’incendio in facciata. L’investimento economico nella sicurezza costituisce infatti un ostacolo non indifferente, con effetti diretti sull’utente finale sicuramente molto meno tangibili rispetto al risparmio sulla bolletta o al rimborso dell’incentivo, che un intervento di miglioramento energetico può invece rappresentare.
Questa mancanza di attenzione alla tematica si rispecchia, ogni anno che passa, ad un numero sempre maggiore di incendi che vedono coinvolti in primo piano gli edifici residenziali sottoposti ad interventi di efficientamento energetico che, soprattutto in caso di edifici con altezze importanti, possono avere conseguenze gravi in termini di vite umane e danni materiali.
Nel caso degli edifici residenziali, i fattori che possono provocare un incendio in facciata sono molteplici, a partire dagli incendi generati dall’interno dei singoli appartamenti (incendi in cucina, guasti elettrici, ecc..) che, non essendo gestiti in tempo possono arrivare ad intaccare anche le pareti esterne; oppure derivare direttamente dall’esterno come nel caso degli incendi di veicoli o bidoni dell’immondizia posti nelle immediate vicinanze dell’edificio.
La cronaca racconta sempre più spesso questo tipo di eventi, si riportano a titolo esemplificativo alcuni dei principali incendi recentemente avvenuti:
– 29 agosto 2021, Milano, Italia: Incendio in un palazzo di 16 piani. Nessun ferito, ma danni ingenti all’edificio. L’isolamento termico in EPS è stato identificato come uno dei fattori che ha contribuito alla rapida propagazione delle fiamme.
– 14 giugno 2017, Londra, Inghilterra: Incendio in un palazzo di 24 piani. 7 morti e 86 feriti. L’inchiesta è in corso, ma si ipotizza che l’isolamento termico abbia favorito la propagazione del fuoco.
– 24 novembre 2022, Torino, Italia: Incendio in un palazzo di 12 piani. 1 morto e 6 feriti. L’isolamento termico non è stato l’unico fattore, ma ha contribuito al rapido sviluppo dell’incendio.
La problematica degli incendi negli edifici civili alti è una tematica che i Vigili del Fuoco ed il Ministero dell’Interno stanno affrontando da tempo, se si considera che il primo decreto legato a tali edifici risale al 1987. Con l’evoluzione del mondo delle costruzioni ed il continuo avanzamento tecnologico dei materiali e delle soluzioni per l’edilizia, anche le norme si sono evolute.
Nel 2019 infatti, mediante l’emanazione del Decreto Ministeriale 25/01/2019 ‘Modifiche ed integrazioni all’allegato del decreto 16 maggio 1987, n. 246 concernente norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione’, i Vigili del Fuoco hanno introdotto l’obbligo legislativo all’adozione di soluzioni tecniche tali da poter limitare la propagazione di un eventuale incendio in facciata, per tutti gli edifici residenziali con altezza antincendio superiore a 24 m, di nuova realizzazione e per quelli esistenti oggetto di interventi comportanti la realizzazione o il rifacimento delle facciate per una superficie superiore al 50% della superficie complessiva delle facciate.
La succitata norma pone come finalità il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi quali la limitazione della probabilità di propagazione di un incendio originato all’interno o all’esterno dell’edificio, e la riduzione, in caso di incendio, della caduta di parti di facciata che possono compromettere l’esodo in sicurezza degli occupanti e l’intervento delle squadre di soccorso e costituire inoltre un veicolo di propagazione dell’incendio ad edifici, automezzi od oggetti posti nei pressi dell’edificio in fiamme.
I Vigili del Fuoco, a tal riguardo, emanarono già a partire dal 2010 due Lettere Circolari in cui venivano analizzate tali problematiche e proposte alcune soluzioni tecniche per il raggiungimento degli obiettivi citati dal suddetto Decreto Ministeriale; una pubblicata nel corso dello stesso anno (n. 5643 del 31/03/2010) ed una pubblicata nel 2013 (n. 5043 del 15/04/2013), alla quale lo stesso DM 25/01/2019 fa esplicito riferimento.
Queste due circolari furono le precorritrici di quella che ad oggi è la normativa antincendio di riferimento riguardante gli isolamenti degli edifici, ovvero il DM 30/03/2022 ‘Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d’ambito degli edifici civili ai sensi dell’articolo 15 del d.lgs 8/03/2006 n°139’, denominata RTV13, che ha introdotto prescrizioni aggiuntive utili per migliorare la sicurezza delle facciate.
Si può dire che gli obiettivi della Lettera Circolare 2013 e della RTV 13 sono i medesimi; con l’articolo di settimana prossima vi illustreremo la principale differenza tra le due norme che riguarda la reazione al fuoco dei materiali di isolamento.
*Centro Studi Anaci Bergamo


