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Il bergamasco Eugenio Maria Fagiani organista dell’anno in Russia: “Un onore”
Nella foto: Eugenio Maria Fagiani all’organo della Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca

Il musicista, originario di Almenno San Bartolomeo, è stato insignito del prestigioso riconoscimento

Il bergamasco Eugenio Maria Fagiani è stato insignito del premio “Organista dell’anno” in Russia. È il primo straniero a ricevere questo prestigioso riconoscimento, che impreziosisce una lunga carriera costellata di tanti successi e soddisfazioni.

Originario di Almenno San Bartolomeo, ha 52 anni e ha iniziato a tenere concerti trent’anni fa. È organista del santuario della Verna in provincia di Arezzo e organista della Cattedrale del capoluogo aretino, incarichi che coniuga con impegni su scala globale.

Il suo talento, che ha coltivato sin da giovanissimo assieme a una solida formazione, lo ha portato a esibirsi in tutto il mondo e a farsi apprezzare dal pubblico di vari continente: lo abbiamo intervistato per ripercorrere il suo percorso artistico.

Quando è nata la sua passione per l’organo?

Mi è piaciuto sin da piccolo. Quando ero bambino mi colpiva perché era uno strumento molto rumoroso e aveva un volume imponente, le sue dimensioni erano enormi e sembrava gigantesco: per un ragazzino suonarlo significava gestire da solo qualcosa di gigantesco ed era affascinante. Sulla base di questo interesse, ho intrapreso gli studi musicali sotto la guida del maestro Enzo Corti, che era il più importante insegnante d’organo del suo tempo. Ho sostenuto gli esami al Conservatorio di Brescia e, parallelamente, frequentato musicologia all’Università di Cremona, sede staccata dell’Ateneo di Pavia. Inoltre, ho arricchito la mia formazione effettuando corsi all’estero, che mi hanno permesso di ampliare il mio bagaglio culturale ma anche di fare nuove esperienze.

Com’è andata?

Quando ho partecipato a questi corsi di perfezionamento sono stato costantemente segnalato per partecipare a concerti, festival e rassegne, così ho cominciato a essere invitato a esibirmi ovunque, sia in Italia sia all’estero. Finora ho suonato negli Stati Uniti, in Canada, Asia, Medioriente, tutta Europa e Russia, mentre l’anno prossimo, nel 2025, farò tappa anche in nuove sedi andando in Cina, Messico e altri Paesi ancora. Tengo concerti e masterclass, ma presiedo anche giurie di importanti concorsi nazionali e internazionali. Sono già stato diverse volte in Russia e, dopo essermi confrontato con vari ambasciatori e diplomatici, ho accettato anche gli inviti recenti perché nella nostra società tutto viene politicizzato ma la cultura si pone su un piano diverso.

E nel corso della sua carriera ha ottenuto vari riconoscimenti

Mi sono tolto diverse soddisfazioni, anche se resto una persona semplice. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è il premio di “Organista dell’anno” in Russia, di cui sono stato insignito dopo aver presieduto la giuria nella pre-selezione del concorso Tariverdiev, che si sono svolte a Mosca, per poi continuare nel ruolo di giurato nelle tappe successive che hanno avuto luogo a Kaliningrad.

Ci racconti

L’ambasciata italiana in Russia mi chiese di continuare ad accettare gli inviti che avrei potuto ricevere per successivi appuntamenti e di parlare con i miei colleghi nelle varie declinazioni strumentali affinché facessero altrettanto per continuare il dialogo che da sempre c’è fra Italia e Russia. La motivazione per cui mi è stato assegnato il premio “Organista dell’anno” si riferisce proprio all’essere un interprete della musica come ponte fra culture diverse ed è un onore valorizzare la capacità della dimensione culturale di unire Paesi e popoli al di là di qualsiasi altro aspetto. Il riconoscimento verrà consegnato domenica 3 novembre a Kaliningrad e la cerimonia si potrà seguire anche in diretta su Youtube. A causa di impegni personali non riuscirò a essere presente quel giorno e invierò un video messaggio di ringraziamento, ma mi recherò a Mosca qualche giorno dopo e sabato 9 il comitato mi consegnerà il premio alla sala grande del conservatorio “Čajkovskij.

Per concludere, quali sono i suoi prossimi progetti per il futuro?

Quando sarò tornato da Mosca, settimana prossima, mi recherò a Erevan, in Armenia, per prendere parte a un festival alla sala di musica da camera. Successivamente, farò ritorno in Russia perché mi è stato affidato l’incarico di artista residente per una società di concerti a Mosca, che porterò avanti insieme agli altri impegni che mi porteranno in tante altre realtà.

Nella foto: da destra il ministro-consigliere Pietro Sferra Carini, la direttrice dell’Istituto di Cultura Daniela Rizzi con suo marito, l’organista Eugenio Maria Fagiani e il primo segretario Nicola Iorio.

Nella foto: da destra il ministro-consigliere Pietro Sferra Carini, la direttrice dell’Istituto di Cultura Daniela Rizzi con suo marito, l’organista Eugenio Maria Fagiani e il primo segretario Nicola Iorio.