Morì cadendo dalla motoslitta durante un’escursione: la guida condannata a 10 mesi
Alla famiglia della vittima, un 40enne svizzero deceduto durante un giro notturno sul monte Pora, 530mila euro di risarcimento
Costa Volpino. Una condanna a 10 mesi con pena sospesa e un risarcimento di 530mila euro alla famiglia della vittima: 180mila euro per ognuno dei due figli e 170mila per la moglie. Questa la sentenza emessa nei confronti di N.R., 35 anni, accusato di omicidio colposo per la morte di Flamur Krasniqi, 40 anni, venditore svizzero della Volkswagen.
L’uomo era deceduto in seguito a un incidente con una motoslitta sul monte Pora, durante un’escursione notturna guidata dall’imputato. I fatti risalgono al 9 febbraio 2020, quando un gruppo di venditori di auto svizzeri era arrivato al rifugio Magnolini nell’ambito di una gita aziendale. I partecipanti nel pomeriggio avevano effettuato un’escursione in motoslitta: divisi in due gruppi, dopo un breve briefing avevano affrontato il percorso in fila indiana perché parecchi di loro non avevano mai guidato un mezzo da neve. Non era il caso di Krasniqi, che in motoslitta ci sapeva andare, tanto che un paio di volte aveva tentato di superare la fila ed era stato ripreso dal capogruppo.
La sera gli svizzeri avevano cenato al rifugio e, intorno alle 23, vedendo la luna piena e il cielo sereno, il 40enne aveva chiesto a N.R. se lo poteva accompagnare in un’escursione notturna. Lui aveva accolto la proposta e ai due si era unito un collega dello svizzero.
Montati in sella alle motoslitte, la guida era partita lasciando indietro gli altri due e si era posizionata all’inizio del tracciato per segnalare una curva a sinistra. Poco dopo era stata raggiunta dai due svizzeri: uno si era fermato, il 40enne invece aveva perso il controllo della motoslitta abbandonandolo in corsa, ma era caduto battendo la testa contro un palo della staccionata che delimita il percorso, morendo sul colpo.
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 2 anni, il difensore l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Il giudice ha ritenuto l’imputato colpevole e lo ha condannato a 10 mesi. Tra 90 giorni depositerà le motivazioni della sentenza e la difesa, se lo riterrà necessario, potrà presentare appello.



