Al di là di quanti si sono messi in gioco in questa partita elettorale candidandosi, resta da capire perché più di un elettore su due rifiuti di votare. Una vera evasione elettorale
Il voto elettorale in Liguria apre una seria riflessione. Se il 54,04% degli aventi diritto al voto non si presenta alle urne in un fine settimana piovoso – non c’è nemmeno l’alibi della fuga in spiaggia – qualcosa vorrà pur dire.
Al di là di quanti si sono messi in gioco in questa partita elettorale candidandosi, resta da capire perché più di un elettore su due rifiuti di votare. Una vera evasione elettorale. Si evade dal diritto e dal dovere di scegliere chi ci rappresenta e ci amministra. Perché? Perché chi ha amministrato e governato ha tradito una fiducia, ha sbagliato, ha intascato tangenti e non ha avuto nemmeno il buon gusto di chiedere scusa. Impuniti che se ne vanno ancora a testa alta.
E se l’esempio è questo allora diventa lecito rifiutarsi di andare a votare per mandare un segnale forte. A quanti sono eletti con il 21% degli aventi diritti, il pesantissimo compito di essere onesti, seri, irreprensibili ed esemplari. Lo stesso compito che investe anche quanti staranno all’opposizione.
Si evade fiscalmente perché non si crede allo Stato e a quanti servizi – dalla scuola alla sanità e al welfare – offre a tutti i cittadini.
Si evade l’appuntamento elettorale perché la protesta è civile e silenziosa, piena di amara dignità: non avrete il mio voto per tradire la mia volontà che crede nel principio del bene comune.
Non per ultimo resta lo sconcertante esempio di Beppe Grillo, dopo due decenni di Vaffa, di una rivoluzione partita dal basso ora lo schiaffo di non votare.
In democrazia si richiede il rispetto, sempre, di tutte le istituzioni.
Non si gioca con il potere per i propri capricci personali. Lezione da mandare a memoria.


