“Non so perché l’ho uccisa”, la confessione del 19enne al magistrato. Una fiaccolata in memoria di Sara
La vittima stava dormendo quando Jashandeep Badhan è entrato nell’appartamento: secondo il suo legale il giovane avrebbe escluso un movente di natura sessuale. L’intera comunità sconvolta
Costa Volpino. Un’intera comunità sconvolta che vorrebbe far sentire la sua vicinanza ad una famiglia in lutto, abbracciarla e condividerne il dolore. I cittadini di Costa Volpino hanno affidato ai social la loro sofferenza per la morte di Sara Centelleghe, la 18enne uccisa nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 ottobre da Jashandeep Badhan in un appartamento al terzo piano della palazzina al civico 124 di via Nazionale.
L’invito rivolto all’amministrazione comunale di organizzare una fiaccolata e un momento comunitario in memoria della ragazza non è rimasto inascoltato: è stato il sindaco del paese Federico Baiguini a confermare come il Comune si sia già attivato in questo senso coinvolgendo anche la Rete Antiviolenza per le donne R.I.T.A. e che ora si stiano attendendo le necessarie autorizzazioni. Si farà mercoledì alle 20,30 partendo dalla scuola che frequentava Sara, l’istituto Ivan Piana di Lovere.
L’idea di organizzare un evento collettivo per Sara arriva da una richiesta esplicita di alcuni cittadini apparsa sul gruppo Facebook “Sei di Costa Volpino se…” che testimonia quanto la sua tragica scomparsa abbia profondamente colpito le 8mila anime che risiedono nel paese che sorge sulla riva del lago d’Iseo.
Badhan avrebbe confessato di essere l’autore del delitto con queste parole: “Non so perchè l’ho uccisa, non conosco la ragione di quello che ho fatto”. Un’ammissione arrivata già nella serata di sabato (26 ottobre), quando il vicino di casa avrebbe confermato – prima parzialmente ai carabinieri di Bergamo e Clusone e poi, dopo il crollo emotivo, ricostruendo in modo esaustivo il delitto ascoltato dal sostituto procuratore Giampietro Golluccio – di essere lui l’omicida di Sara, che avrebbe compiuto 19 anni tra pochi giorni.
Rimane dunque il punto interrogativo sul movente. Badhan avrebbe dichiarato al pm di non sapere le motivazioni del suo gesto – “Non so cosa mi ha spinto”, avrebbe ripetuto più volte – e di non essere in grado di fornire una spiegazione ai fatti di venerdì notte. Secondo il suo legale, l’avvocato Fausto Micheli, il ragazzo avrebbe escluso e tolto dal tavolo un movente di natura sessuale.
Il 19enne di origine indiane si sarebbe mostrato pentito e affranto per quello che è successo, dopo la prima notte trascorsa in carcere ieri il giovane era “molto provato”. Proprio in virtù del suo stato emotivo il suo legale ha richiesto il supporto psicologico in carcere, dove Badhan si trova dalle 22 di sabato sera (in via Gleno, ndr) in stato d’arresto per omicidio volontario in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip che non è ancora stato fissato.
Interrogatorio che potrebbe fare luce su quei punti che ancora rimangono oscuri della vicenda. In primis quello che è effettivamente successo nelle ore che hanno preceduto l’omicidio: Badhan ha trascorso la serata in compagnia di alcuni amici e avrebbe confessato agli inquirenti di aver bevuto alcolici. I suoi amici lo avrebbero tuttavia riportato a casa perchè avevano notato come egli fosse in stato di alterazione, “allucinato, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti”.
Poi il rapido susseguirsi dei fatti dal momento in cui il 19enne è stato lasciato dagli amici sotto casa. Superato l’ingresso della palazzina, per ragioni da chiarire Badhan ha risalito le scale che portano all’appartamento dove viveva Sara, che secondo quanto trapela dagli inquirenti stava dormendo quando il giovane è entrato nella stanza. Negli istanti successivi si consuma la tragedia: Badhan aggredisce la 18enne, poi prende le forbici e la colpisce più di dieci volte ferendola mortalmente, prima di fuggire attraverso i garage e tornare nella sua abitazione.
Da ricostruire infine anche il rapporto tra il 19enne e la vittima. Il dato certo è che i due fossero vicini di casa e che, come coetanei, si conoscessero di vista. Gli inquirenti stanno scavando nelle loro vite, e in quella dell’amica in compagnia di Sara la sera del delitto, per chiarire i contorni della loro relazione e riuscire a comprendere il gesto di Badhan. Sempre che ciò sia effettivamente possibile.
Badhan, che lavorava come elettricista ad Endine, ha dei piccoli precedenti per danneggiamenti e rapina che risalgono a quando era ancora minorenne. Secondo il parere di alcuni residenti del paese e di alcuni amici di Sara, il giovane aveva anche problemi di tossicodipendenza.
Ieri mattina (domenica 27 ottobre) fuori dall’ingresso della palazzina dove Sara abitava insieme alla madre sono comparsi diversi mazzi di fiori, espressione del cordoglio e del dolore di una comunità che si trova in queste ore sotto choc per quanto accaduto.











