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A Torre Boldone tornano due grandi pale restaurate di Antonio Cifrondi
Il dettaglio centrale del "San Pietro liberato dal carcere"

Le due monumentali tele – l’Adorazione dei pastori e il San Pietro liberato dal carcere – rimarranno in esposizione nella chiesa di San Martino Vescovo dal 1° al 18 novembre

Torre Boldone. Alla fine del mese di ottobre, le pale dell’Adorazione dei pastori e di San Pietro liberato dal carcere di Antonio Cifrondi, restaurate dalla Fondazione Credito Bergamasco, verranno riportare  alla loro sede originaria, la Chiesa di San Martino Vescovo di Torre Boldone.

Le monumentali tele saranno esposte nella chiesa dal al 18 novembre e saranno visibili al pubblico, in anteprima, la sera del 31 ottobre nel corso della presentazione degli interventi di restauro.

Salgono a 115, dal 2007 ad oggi, le opere recuperate da Fondazione Creberg nell’ambito del Progetto “Grandi Restauri”: dipinti, pale d’altare, predelle, polittici, opere per la devozione privata appartenenti a chiese della Diocesi e a Musei del territorio (per un totale di 154 dipinti, considerando le singole opere componenti i polittici).

Fondazione Creberg si è particolarmente impegnata per consentire il recupero di molte opere d’arte al fine di permetterne al pubblico la massima leggibilità; è questo un tema a cui la Fondazione da sempre tiene molto in una logica divulgativa, considerate le numerose iniziative svolte o in itinere, tra le quali spiccano le aperture straordinarie di chiese e di luoghi storici, con percorsi mirati e con visite guidate, nonché le consuete aperture del Palazzo Storico programmate lungo tutto il corso dell’anno.

Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Creberg, ricorda: “Dal 1988, anno della sua istituzione, la Fondazione Credito Bergamasco è impegnata in molteplici ambiti di attività, che spaziano dalla salvaguardia del patrimonio storico e artistico alla promozione e organizzazione di eventi culturali (mostre d’arte con l’edizione di cataloghi e di pubblicazioni), dalla sussidiarietà e solidarietà sociale al sostegno alla ricerca medica e scientifica. In particolare, ci siamo molto dedicati al ripristino di beni culturali. Tra le iniziative di maggior prestigio, spicca il progetto “Grandi Restauri” iniziato tra il 2007 e il 2008 – e, dunque, particolarmente longevo – risultando molto apprezzato considerata la quantità e la qualità degli interventi di restauro operati”.

Annuncio ai Pastori Antonio CifrondiDettaglio dell'Annuncio ai pastori

“In quest’occasione – continua il presidente – siamo molto lieti di essere nuovamente accanto alla Parrocchia di San Martino Vescovo di Torre Boldone dopo il restauro, lo scorso anno, della preziosa e imponente pala di Filippo Comerio raffigurante “La Vergine Maria con i Santi Martino di Tours e Margherita”. In questo caso lo sforzo è stato doppio in quanto siamo intervenuti su due opere monumentali – molto ampie e impegnative, collocate nel tamburo, alla base della cupola – le quali, prima degli interventi di salvaguardia e di ripristino, presentavano ampi segnali di deterioramento”.

Mons. Alessandro Locatelli, parroco di Torre Boldone, sottolinea la valenza del restauro che non si limita al versante della salvaguardia del bene, connotandosi con un forte significato culturale e pastorale: «Per tutti noi che vediamo queste pale d’altare vi è la possibilità che nasca uno sguardo nuovo sulla chiesa. Sono lì rimesse a nuovo grazie alla generosa disponibilità della Fondazione Credito Bergamasco e alla competente opera del restauratore Gianbattista Marco Fumagalli”.

Prosegue Mons. Locatelli: “Sono lì nella loro bellezza, nella loro luce, nel loro racchiudere una storia: la storia di fede della nostra comunità di Torre Boldone. Sono lì da vedere, da contemplare, da ammirare, perché il mondo ha bisogno di bellezza, di contemplare il mistero attraverso l’arte che narra la storia di un cammino di fede che affonda le sue radici nel passato, vive nel presente, e ci mette sulla strada giusta per guardare con speranza il futuro. All’origine dell’arte c’è certamente un’emozione. L’emozione del bello. Qual è la radice di questa emozione? Grazie all’opera d’arte avviene un incontro tra ciò che si porta dentro e l’opera che in qualche modo lo svela, lo esprime, lo anticipa, lo fa nascere”.