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Saint-Gobain sempre più green: impianto fotovoltaico di 70mila metri quadri per ridurre la CO2
Un momento dell'inaugurazione

La Saint Gobain ha inaugurato sabato 19 ottobre un nuovo impianto fotovoltaico di 70 mila metri quadri di superficie, e che garantirà un risparmio annuo pari a 2 mila tonnellate di anidride carbonica

È una lana di vetro sempre più sostenibile quella prodotta nello stabilimento di Vidalengo di Caravaggio dalla Saint-Gobain Italia.

Sabato 19 ottobre, il colosso leader tra i materiali di costruzione (oltre un miliardo di euro di fatturato e 40 siti in Italia) ha inaugurato nella sede della Bassa Bergamasca, hub principale del gruppo nel Nord del Paese dove lavorano 100 persone, un nuovo impianto fotovoltaico di 70 mila metri quadri di superficie, e che garantirà un risparmio annuo pari a 2 mila tonnellate di anidride carbonica.

Un nuovo fiore all’occhiello, dunque, per lo stabilimento di Vidalengo, che dal 1961 produce con il marchio Isover materiali destinati all’isolamento termico e acustico, e che oggi, oltre alla lana di insufflaggio, è specializzato nella lana di vetro, riciclabile al 100% e costituita all’80% da vetro riciclato e per il restante 20% da materie prime vetrificate.

“Negli ultimi dieci anni abbiamo investito due milioni di euro, e l’anno prossimo arriveremo a 10 milioni: tra le opere in programma, anche l’elettrificazione della nostra stufa di polimerizzazione – anticipa l’amministratore delegato di Saint-Gobain Italia, Gaetano Terrasini, che ha tagliato il nastro insieme al sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, a testimonianza di un’azienda sempre più connessa con il territorio -. Il nostro percorso verso la sostenibilità è iniziato otto anni fa, con l’utilizzo sempre maggiore di materia riciclata per la realizzazione delle trenta mila tonnellate annue di lana di vetro che produciamo qui ogni anno”

Il nuovo, enorme impianto fotovoltaico della Saint-Gobain Italia ha impegnato cinquanta persone per sei mesi di lavoro, e rappresenta uno degli step dell’azienda verso l’obiettivo decarbonizzazione del 2050.

“Il nostro è un prodotto sempre più utilizzato, non solo in quanto riduce al massimo i consumi energetici, migliorando l’isolamento termico e acustico delle costruzioni, ma anche per la sua capacità di garantire un’altissima sicurezza in caso di incidenti – precisa Terrasini -. In Italia si assiste ad un processo di miglioramento in atto per la diffusione di questo materiale: riteniamo un dovere morale spingere le istituzioni a investire sempre di più in chiave sicurezza, anche attraverso l’utilizzo di prodotti sicuri come il nostro”.