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Arrestato (di nuovo) ‘Lo Zio’, pusher delle autolinee

Pizzicato venerdì dalla Polizia locale con hashish e cocaina, il giudice ha convalidato l’arresto senza applicare alcuna misura cautelare

Bergamo. Vista così, è una delle tante direttissime per droga che affollano le aule di tribunale: arrestato K.D., 59 anni, senegalese, beccato con 235 grammi di hashish, 12 di cocaina e 400 sospetti euro in banconote. Nulla di nuovo o particolarmente interessante, vista così.

Vista con gli occhi di chi, ogni giorno, prova a combattere la piaga dello spaccio in stazione, la storia cambia. Su K.D., noto nell’ambiente come “Lo Zio”, la Polizia locale aveva messo gli occhi da tempo. Secondo i ben informati, è lui a sovrintendere il giro di spaccio in via Bono, nella zona delle autolinee. È lui a rifornire i fantasmi che bivaccano e si nascondono tra le pensiline, i materassi e le coperte. Una delle zone della città che più tendono a creare quella percezione di insicurezza e degrado tanto invisa a studenti, pendolari, turisti, semplici passanti.

A quanto pare, ‘Lo Zio’ è il capozona. Irregolare, vanta diversi precedenti, anche specifici. È conosciuto dalle forze di polizia e dai volontari del servizio Esodo, (il ‘Posto caldo’ per chi vive ai margini) che spesso hanno a che fare con i tossicodipendenti delle autolinee, suoi clienti.

Un tipo abbastanza scaltro, ‘Lo Zio’. Da quanto risulta, però, quest’anno era già finito in manette una volta, pizzicato con 17 palline di coca. Gli era stato dato il divieto di dimora a Bergamo e provincia (poi revocato) che lo ha tenuto per qualche mese alla larga dalle pensiline.

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Venerdì, gli agenti della Polizia locale lo hanno colto di nuovo con le mani nel sacco, proprio in via Bono. Addosso aveva un quantitativo di stupefacente ancora maggiore tra fumo e cocaina. Gli hanno sequestrato anche un bilancino di precisione e dei ritagli di cellophane per confezionare lo stupefacente.

Sabato mattina il giudice ha convalidato l’arresto, senza applicare nessuna misura cautelare. Sabato sera, ‘Lo Zio’ era di nuovo lì: alla stazione autolinee, circondato dai suoi gregari. Visto dagli occhi di chi, ogni giorno, prova a combattere la piaga dello spaccio in stazione. Un’impresa tutt’altro che semplice.